Andrea De Ieso. Dark Nature – Immagini e pensieri dalla mia Pandemia
© Andrea De Ieso
Dal 17 Dicembre 2021 al 31 Dicembre 2021
Luogo: Arco di Malborghetto
Indirizzo: Via Flaminia, Km. 19,4
Orari: dal 17 al 18 dicembre dalle 9.30 alle 13.30, domenica 19 dicembre dalle 9.30 alle 16.30, giovedì 30 e venerdì 31 dicembre dalle 9.30 alle 13.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Enti promotori:
- MINISTERO DELLA CULTURA
- SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO
Costo del biglietto: ingresso gratuito, green pass obbligatorio
Sito ufficiale: http://www.soprintendenzaspecialeroma.it
Fino a domenica 19 dicembre, presso il casale dell’Arco di Malborghetto, sarà possibile visitare la mostra fotografica di Andrea De Ieso Dark Nature – Immagini e pensieri dalla mia Pandemia. Un diario intimo dell’esperienza del lockdown del 2020 in trenta scatti, evocato con immagini di nature morte e di Roma deserta. De Ieso, da sempre esperto di macrofotografia – insetti, piante e forme inconsuete e irregolari della natura – ha cercato di sottolineare il contrasto tra i colori vividi di cose inanimate e quelli, in bianco e nero, della città ferma e vuota di quei giorni.
La mostra, in collaborazione con il Parco di Vejo, darà la possibilità anche di scoprire uno dei luoghi più affascinanti della Soprintendenza Speciale di Roma sulla Via Flaminia, legato alla discesa, lungo questa strada, delle truppe di Costantino da settentrione, per opporsi a quelle dell’imperatore Massenzio. La tradizione cristiana vuole che Costantino, accampatosi in questo luogo, abbia visto nel cielo al tramonto il segno della croce e che «durante il sonno viene avvertito di far segnare sugli scudi il celeste segno di Dio e di dar battaglia». Il giorno dopo, il 28 ottobre del 312, Costantino sbaragliava ai Saxa Rubra l’esercito del rivale e lo stesso Massenzio periva nelle acque del Tevere. A seguito di questa vittoria, nel 315, il Senato Romano fece erigere nell'Urbe l’arco bifronte presso il Colosseo e forse nel Suburbium quello di Malborghetto.
In origine l’arco era quadrifronte a pianta rettangolare, su quattro pilastri in laterizio, coronato da un attico a copertura piana. Nel corso del tempo l’arco ha subito numerose trasformazioni sia strutturali che funzionali. Nell’XI secolo è stato riadattato a chiesa fortificata dedicata alla Vergine e, nel XIII secolo è stato inserito nella cinta muraria di un castrum, denominato Burgus San Nicolai de arcu Virginis. Fino al XV secolo fu parte delle difese dello Stato Pontificio e dopo essere stato distrutto durante le lotte tra gli Orsini e i Sacrofanesi, fu trasformato in casale e circondato dalle rovine del Borgo, assumendo la denominazione di Malborghetto o Borghettaccio. Nel 1567 viene restaurato dallo speziale (aromatarius) milanese Costantino Petrasanta e poi nel XVIII secolo adattato a Stazione di Mezza Posta. Una volta tornato alla funzione di casale, entrò a far parte dei Beni del Demanio nel 1982. Dopo un’attenta opera di restauro, attualmente ospita un Antiquarium con i ritrovamenti pertinenti alla via Flaminia.
La mostra, in collaborazione con il Parco di Vejo, darà la possibilità anche di scoprire uno dei luoghi più affascinanti della Soprintendenza Speciale di Roma sulla Via Flaminia, legato alla discesa, lungo questa strada, delle truppe di Costantino da settentrione, per opporsi a quelle dell’imperatore Massenzio. La tradizione cristiana vuole che Costantino, accampatosi in questo luogo, abbia visto nel cielo al tramonto il segno della croce e che «durante il sonno viene avvertito di far segnare sugli scudi il celeste segno di Dio e di dar battaglia». Il giorno dopo, il 28 ottobre del 312, Costantino sbaragliava ai Saxa Rubra l’esercito del rivale e lo stesso Massenzio periva nelle acque del Tevere. A seguito di questa vittoria, nel 315, il Senato Romano fece erigere nell'Urbe l’arco bifronte presso il Colosseo e forse nel Suburbium quello di Malborghetto.
In origine l’arco era quadrifronte a pianta rettangolare, su quattro pilastri in laterizio, coronato da un attico a copertura piana. Nel corso del tempo l’arco ha subito numerose trasformazioni sia strutturali che funzionali. Nell’XI secolo è stato riadattato a chiesa fortificata dedicata alla Vergine e, nel XIII secolo è stato inserito nella cinta muraria di un castrum, denominato Burgus San Nicolai de arcu Virginis. Fino al XV secolo fu parte delle difese dello Stato Pontificio e dopo essere stato distrutto durante le lotte tra gli Orsini e i Sacrofanesi, fu trasformato in casale e circondato dalle rovine del Borgo, assumendo la denominazione di Malborghetto o Borghettaccio. Nel 1567 viene restaurato dallo speziale (aromatarius) milanese Costantino Petrasanta e poi nel XVIII secolo adattato a Stazione di Mezza Posta. Una volta tornato alla funzione di casale, entrò a far parte dei Beni del Demanio nel 1982. Dopo un’attenta opera di restauro, attualmente ospita un Antiquarium con i ritrovamenti pertinenti alla via Flaminia.
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