Forma e Materia. La grande scultura italiana del Novecento
Arnaldo Pomodoro, Sfera, 1990, bronzo
Dal 2 Marzo 2024 al 30 Marzo 2024
Luogo: Galleria Russo
Indirizzo: Via Alibert 20
Orari: lunedì 16:30-19:30; dal martedì al sabato 10:00-19:30
Costo del biglietto: Ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 6789949
Sito ufficiale: http://www.galleriarusso.com
La Galleria Russo inaugura dal 2 al 30 marzo 2024 Forma e Materia. La grande scultura italiana del Novecento.
La mostra, curata da Fabio Benzi, vede in esposizione circa 30 opere che rappresentano il meglio della scultura italiana del secolo scorso: Giacomo Balla, Duilio Cambellotti, Pietro Consagra, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Leoncillo, Giacomo Manzù, Marino Marini, Arturo Martini, Fausto Melotti, Arnoldo Pomodoro, Medardo Rosso, Thayhat, Adolfo Wildt, Pino Pascali.
Artisti da lungo tempo rappresentati dalla Galleria che narrano l’evoluzione storico-culturale della nostra scultura. Dai lavori impressionisti di Medardo Rosso, al mito che incontra la realtà con le opere di Duilio Cambellotti, passando per il dinamismo di Balla e il realismo de La Pisanadi Arturo Martini, fino ad arrivare ai lavori astratti di fine anni ’60 di Melotti.
Bronzo, terracotta, cera, ceramica, grès sono alcuni dei materiali usati da questi grandi Maestri per dar forma alle proprie creazioni in una esaustiva e accurata esposizione che attraversa il Novecento. La forma e la materia, assolute protagoniste, sono valorizzate negli spazi romani della storica Galleria Russo che da più di un secolo si pone come punto di attrazione e riferimento culturale per l’arte italiana per sua natura e vocazione. In mostra alcuni dei nomi più rappresentativi ed emblematici della storia della scultura italiana con opere che, pur nella loro piccola dimensione, sono testimonianza di monumentalità e che mostrano i cambiamenti non solo dell'Arte ma anche della società, dei gusti e della critica. Molte di esse inoltre, provengono da collezioni illustri quali Sarfatti e Jesi, di cui si ricorda l’importante donazione che oggi arricchisce la collezione della Pinacoteca di Brera di Milano.
Così come scrive il curatore Fabio Benzi “La storia della scultura moderna è una storia di forzature, di sperimentazioni avventate, di combattimenti e di sconfitte, di traguardi e di vittorie sul passato, come avvenne per la pittura ma con molte difficoltà, tecniche e rappresentative, in più. La scultura italiana, nel suo percorso alterno di conquiste, trionfi e cadute, diede un contributo enorme, essenziale alla grande scultura internazionale del Novecento. Potremmo dire che senza la sua interlocuzione e i suoi scandagli, non sarebbe esistita la stupefacente innovazione novecentesca, così come noi la conosciamo.”
Ma quanto davvero conosciamo della scultura italiana del ‘900? A parlarne è Fabrizio Russo, titolare della Galleria, che da anni con la sua famiglia tratta i più grandi protagonisti del periodo. “Il XX secolo è da intendersi come periodo madre del concetto di studio ed evoluzione della plasticità e della dinamicità. Molti artisti di tale periodo, di cui la Galleria si pregia da anni di curare e perseguire le intenzioni, mettono al servizio della “terza dimensione” le proprie capacità artistiche. Con l’impegno della scultura, la ricerca del vero e della bellezza diventano tangibili e osservabili da diversi punti di vista e la Galleria per la prima volta, attraverso questa mostra, diviene il tramite di tale messaggio.”
Forma e Materia. La grande scultura italiana del Novecento, aperta al pubblico dal 2 al 30 marzo 2024 è valorizzata dall’allestimento dell’Architetto Maurizio di Puolo, docente al Politecnico di Milano e alla Facoltà di Architettura di Valle Giulia di Roma.
Sarà accompagnata inoltre da un ampio catalogo pubblicato da Gangemi Editore.
Opening 2 marzo ore 18 - 21
La mostra, curata da Fabio Benzi, vede in esposizione circa 30 opere che rappresentano il meglio della scultura italiana del secolo scorso: Giacomo Balla, Duilio Cambellotti, Pietro Consagra, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Leoncillo, Giacomo Manzù, Marino Marini, Arturo Martini, Fausto Melotti, Arnoldo Pomodoro, Medardo Rosso, Thayhat, Adolfo Wildt, Pino Pascali.
Artisti da lungo tempo rappresentati dalla Galleria che narrano l’evoluzione storico-culturale della nostra scultura. Dai lavori impressionisti di Medardo Rosso, al mito che incontra la realtà con le opere di Duilio Cambellotti, passando per il dinamismo di Balla e il realismo de La Pisanadi Arturo Martini, fino ad arrivare ai lavori astratti di fine anni ’60 di Melotti.
Bronzo, terracotta, cera, ceramica, grès sono alcuni dei materiali usati da questi grandi Maestri per dar forma alle proprie creazioni in una esaustiva e accurata esposizione che attraversa il Novecento. La forma e la materia, assolute protagoniste, sono valorizzate negli spazi romani della storica Galleria Russo che da più di un secolo si pone come punto di attrazione e riferimento culturale per l’arte italiana per sua natura e vocazione. In mostra alcuni dei nomi più rappresentativi ed emblematici della storia della scultura italiana con opere che, pur nella loro piccola dimensione, sono testimonianza di monumentalità e che mostrano i cambiamenti non solo dell'Arte ma anche della società, dei gusti e della critica. Molte di esse inoltre, provengono da collezioni illustri quali Sarfatti e Jesi, di cui si ricorda l’importante donazione che oggi arricchisce la collezione della Pinacoteca di Brera di Milano.
Così come scrive il curatore Fabio Benzi “La storia della scultura moderna è una storia di forzature, di sperimentazioni avventate, di combattimenti e di sconfitte, di traguardi e di vittorie sul passato, come avvenne per la pittura ma con molte difficoltà, tecniche e rappresentative, in più. La scultura italiana, nel suo percorso alterno di conquiste, trionfi e cadute, diede un contributo enorme, essenziale alla grande scultura internazionale del Novecento. Potremmo dire che senza la sua interlocuzione e i suoi scandagli, non sarebbe esistita la stupefacente innovazione novecentesca, così come noi la conosciamo.”
Ma quanto davvero conosciamo della scultura italiana del ‘900? A parlarne è Fabrizio Russo, titolare della Galleria, che da anni con la sua famiglia tratta i più grandi protagonisti del periodo. “Il XX secolo è da intendersi come periodo madre del concetto di studio ed evoluzione della plasticità e della dinamicità. Molti artisti di tale periodo, di cui la Galleria si pregia da anni di curare e perseguire le intenzioni, mettono al servizio della “terza dimensione” le proprie capacità artistiche. Con l’impegno della scultura, la ricerca del vero e della bellezza diventano tangibili e osservabili da diversi punti di vista e la Galleria per la prima volta, attraverso questa mostra, diviene il tramite di tale messaggio.”
Forma e Materia. La grande scultura italiana del Novecento, aperta al pubblico dal 2 al 30 marzo 2024 è valorizzata dall’allestimento dell’Architetto Maurizio di Puolo, docente al Politecnico di Milano e alla Facoltà di Architettura di Valle Giulia di Roma.
Sarà accompagnata inoltre da un ampio catalogo pubblicato da Gangemi Editore.
Opening 2 marzo ore 18 - 21
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