Carlo Pace. Spine dorsali e Fonemi
Dal 17 Maggio 2018 al 09 Giugno 2018
Torino
Luogo: Res Publica - Galleria d'Arte Democratica
Indirizzo: via dei Mille 38
Orari: venerdì - sabato 10.30-12.30; martedì - sabato 15.30-19
Curatori: Luca Beatrice
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 011 45 93 335
E-Mail info: info@respublicagalleriadartedemocratica.it
Sito ufficiale: http://www.respublicagalleriadartedemocratica.it
Giovedì 17 maggio alle ore 18 inaugura da Res Publica - Galleria d'Arte Democratica l'esposizione personale a cura di Luca Beatrice “Carlo Pace | Spine dorsali e Fonemi”, che potrà essere visitata - nell'interno cortile di Via dei Mille 38 - fino a sabato 9 giugno 2018.
Nel capoluogo sabaudo si torna a riflettere sull'esperienza dell'artista alessandrino dopo 18 anni dall'ultima mostra a lui dedicata, organizzata nel 1990 presso Palazzo Lascaris. Il curatore torinese ha sviluppato un percorso espositivo che, attraverso le 28 opere selezionate nell’ambito di alcuni dei suoi passaggi fondamentali, mette in evidenza le peculiarità dell’esperienza di Pace, “il tipico caso di artista ansiosamente sperimentale in cui l’avanguardia è condizione permanente, eredità storica del Futurismo, che tutto considera e nulla esclude: minimalismo, astrazione, concettuale, figurazione a tratti, intervengono via via nel suo percorso”.
La riflessione sull'alfabeto pittorico di Pace - che ha operato molto spesso per cicli non delimitati temporalmente - si concentra infatti sulla produzione delle Spine dorsalie dei Fonemi: con le prime l’artista, attraverso vari passaggi, si pone alla ricerca della colonna portante dell’atto del dipingere; con i Fonemi, invece, la sua indagine si incentra sulla traduzione in forme astratte del sistema comunicativo della pittura; accanto ad essi, alcuni esempi della rara, breve esperienza intitolata Centro del quadro.
Il catalogo, con testi critici di Luca Beatrice e di Filippo Mollea Ceirano, è disponibile in galleria.
CARLO PACE nasce ad Alessandria nel 1937. Si accosta all’arte precocemente per innata sensibilità e perché il padre Luigi, noto collezionista e mercante d’arte contemporanea, lo avvicina alla cultura del novecento, in particolare ai principali movimenti d’avanguardia. Le opere dal 1952 al 1960/61 sono prevalentemente materico-segnico-gestuali. Negli anni Settanta inizia la ricerca sui materiali: tavole, legni, lastre di eternit o di truciolato ma in particolar modo i Cartoni che gli permettono di operare una significativa sintesi tra la tensione di ricerca e il fare artigianale. Dall’80 al ‘91 si dedica con entusiasmo alla calcografia. Nel decennio 1990-2000 Pace si avvicina nuovamente alla pittura. Il 2004 è un anno importante per la sua ricerca perché prendono vita le Tessiture, manufatti con ago e filo, mentre dal 2005 la carta a vetro diventa la superficie dello spazio pittorico.
Carlo Pace si spegne il 1 febbraio 2011.
Testo critico in allegato Carlo Pace. Spine dorsali e Fonemi di Luca Beatrice
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