Madre, contadina, santa – Il paradigma femminile nell’arte sarda del primo Novecento
Madre, contadina, santa – Il paradigma femminile nell’arte sarda del primo Novecento, Galleria Comunale d’Arte, Cagliari I Ph. Giorgio Marturana
Dal 6 Luglio 2022 al 16 Ottobre 2022
Cagliari | Visualizza tutte le mostre a Cagliari
Luogo: Galleria Comunale d’Arte
Indirizzo: Viale San Vincenzo 2
Orari: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00
Enti promotori:
- Assessorato della Cultura e Spettacolo
- Musei Civici
Telefono per informazioni: +39 070 6776454
E-Mail info: infoeprenotazioni@museicivicicagliari.it
Sito ufficiale: http://sistemamuseale.museicivicicagliari.it
La donna sarda sospesa tra tradizione e modernità negli occhi dei più importanti artisti isolani del Novecento: alla Galleria Comunale d’Arte di Cagliari dal 6 luglio sarà possibile visitare “Madre, contadina, santa – Il paradigma femminile nell’arte sarda del primo Novecento”, mostra che, attraverso circa 50 opere, racconta l’evoluzione dell’immaginario femminile in Sardegna nel corso del Ventesimo secolo.
L’esposizione, organizzata dall’Assessorato della Cultura e Spettacolo e dai Musei Civici, è stata presentata stamattina alla stampa e inaugurata dal Sindaco di Cagliari Paolo Truzzu e dall’Assessora alla Cultura e Spettacolo Maria Dolores Picciau.
“La mostra – ha detto il sindaco Truzzu – è l’occasione per rivedere alcuni capolavori di quegli artisti sardi che sono stati i protagonisti nel primo Novecento della cultura sarda, facendola apprezzare anche fuori dai confini regionali”.
“L’esposizione – secondo l’assessora Picciau – ha un significato duplice: da un lato valorizza le collezioni della Galleria Comunale, dall’altra racconta l’immaginario femminile attraverso le opere dei più grandi Maestri del Novecento, evidenziando l’importante ruolo delle donne nella società e nella cultura del secolo scorso, in perfetta linea con l’indirizzo politico dell’assessorato, attento all’universo femminile e alla riscoperta del nostro patrimonio artistico – culturale”.
“La madre dell’ucciso” di Francesco Ciusa, scultura presentata con grande successo di critica e pubblico alla Biennale di Venezia del 1907, è il punto di partenza della mostra della Galleria. E non a caso: la scultura, che ritrae il dolore indescrivibile e la solitudine della madre di un ragazzo assassinato, rappresenta la scintilla dalla quale scaturisce la riflessione degli artisti sardi su un rinnovato paradigma femminile, ancora legato a qualche clichè etnografico – identitario, ma al tempo stesso capace di raccontare i mutamenti in atto nella società sarda e l’avvio della modernizzazione.
Questa evoluzione dell’immaginario femminile viene raccontata attraverso incisioni, pitture e sculture provenienti dalla raccolta grafica del Fondo Valle e dalla Collezione Civica di artisti sardi.
Oltre ai capolavori di Ciusa, sono presenti i grandi protagonisti dell’arte sarda del primo Novecento: Biasi, Delitala, Dessy, Mura, Ciusa Romagna, Melis Marini, Marras, per citarne solo alcuni. Attraverso le loro opere, la figura femminile diventa, nel corso del tempo, portatrice di valori simbolici.
Nel percorso dell’esposizione, il cui allestimento è curato dalla storica dell’arte Tiziana Ciocca, le donne sono spesso rappresentate sotto l’angolo visuale dei mestieri femminili come la panificazione, il trasporto dell’acqua o immerse nel rito della preghiera o della socializzazione. L’idea che emerge è quella di una donna idealizzata, come dimostrano per esempio i ritratti femminili in abito tradizionale o le immagini di madri da cui emerge un paradigma femminile oscillante tra una visione etnografica basata sugli stereotipi della tradizione ancestrale e una visione più modernista, comunque legata in qualche modo ai luoghi comuni della fierezza e dell’orgoglio isolani.
“Madre, contadina, santa – Il paradigma femminile nell’arte sarda del primo Novecento” rimarrà aperta alla Galleria Comunale d’Arte dei Giardini pubblici di Cagliari fino all’11 settembre e sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 20.00. Il costo del biglietto è quello consueto per le visite alla Galleria (6 euro), ma sono previste agevolazioni e ingressi gratuiti.
L’esposizione, organizzata dall’Assessorato della Cultura e Spettacolo e dai Musei Civici, è stata presentata stamattina alla stampa e inaugurata dal Sindaco di Cagliari Paolo Truzzu e dall’Assessora alla Cultura e Spettacolo Maria Dolores Picciau.
“La mostra – ha detto il sindaco Truzzu – è l’occasione per rivedere alcuni capolavori di quegli artisti sardi che sono stati i protagonisti nel primo Novecento della cultura sarda, facendola apprezzare anche fuori dai confini regionali”.
“L’esposizione – secondo l’assessora Picciau – ha un significato duplice: da un lato valorizza le collezioni della Galleria Comunale, dall’altra racconta l’immaginario femminile attraverso le opere dei più grandi Maestri del Novecento, evidenziando l’importante ruolo delle donne nella società e nella cultura del secolo scorso, in perfetta linea con l’indirizzo politico dell’assessorato, attento all’universo femminile e alla riscoperta del nostro patrimonio artistico – culturale”.
“La madre dell’ucciso” di Francesco Ciusa, scultura presentata con grande successo di critica e pubblico alla Biennale di Venezia del 1907, è il punto di partenza della mostra della Galleria. E non a caso: la scultura, che ritrae il dolore indescrivibile e la solitudine della madre di un ragazzo assassinato, rappresenta la scintilla dalla quale scaturisce la riflessione degli artisti sardi su un rinnovato paradigma femminile, ancora legato a qualche clichè etnografico – identitario, ma al tempo stesso capace di raccontare i mutamenti in atto nella società sarda e l’avvio della modernizzazione.
Questa evoluzione dell’immaginario femminile viene raccontata attraverso incisioni, pitture e sculture provenienti dalla raccolta grafica del Fondo Valle e dalla Collezione Civica di artisti sardi.
Oltre ai capolavori di Ciusa, sono presenti i grandi protagonisti dell’arte sarda del primo Novecento: Biasi, Delitala, Dessy, Mura, Ciusa Romagna, Melis Marini, Marras, per citarne solo alcuni. Attraverso le loro opere, la figura femminile diventa, nel corso del tempo, portatrice di valori simbolici.
Nel percorso dell’esposizione, il cui allestimento è curato dalla storica dell’arte Tiziana Ciocca, le donne sono spesso rappresentate sotto l’angolo visuale dei mestieri femminili come la panificazione, il trasporto dell’acqua o immerse nel rito della preghiera o della socializzazione. L’idea che emerge è quella di una donna idealizzata, come dimostrano per esempio i ritratti femminili in abito tradizionale o le immagini di madri da cui emerge un paradigma femminile oscillante tra una visione etnografica basata sugli stereotipi della tradizione ancestrale e una visione più modernista, comunque legata in qualche modo ai luoghi comuni della fierezza e dell’orgoglio isolani.
“Madre, contadina, santa – Il paradigma femminile nell’arte sarda del primo Novecento” rimarrà aperta alla Galleria Comunale d’Arte dei Giardini pubblici di Cagliari fino all’11 settembre e sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 20.00. Il costo del biglietto è quello consueto per le visite alla Galleria (6 euro), ma sono previste agevolazioni e ingressi gratuiti.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A CAGLIARI
Visualizza tutte le mostre a Cagliari
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 9 Giugno 2026 al 13 Dicembre 2026
Roma | Musei Capitolini
Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo
-
Dal 29 Maggio 2026 al 27 Settembre 2026
Como | Palazzo del Broletto e Pinacoteca Civica di Como
TURNER. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano
-
Dal 29 Maggio 2026 al 4 Ottobre 2026
Roma | Museo dell'Ara Pacis
Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza
-
Dal 30 Maggio 2026 al 15 Settembre 2026
Torino | Galleria Sabauda
La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo
-
Dal 16 Aprile 2026 al 6 Settembre 2026
Zurigo | Museo Rietberg
Quasi un paradiso. Fotografia dell’era coloniale nell’arte contemporanea
-
Dal 28 Maggio 2026 al 30 Agosto 2026
Venaria Reale | Reggia di Venaria
ROBINO. Eredità visive di tre generazioni
