Il paesaggio impossibile
Maria Cavinato, Restauro delle lacune umane, 2022. Acrilico su cartoline
Dal 28 Dicembre 2023 al 3 Gennaio 2024
Nola | Napoli | Visualizza tutte le mostre a Napoli
Luogo: Chiesa dei Santi Apostoli
Indirizzo: Via San Felice 15
Enti promotori:
- Fondazione Parco Letterario Giordano Bruno
- Comune di Nola
Giovedì 28 dicembre inaugura nella Chiesa dei Santi Apostoli a Nola “ Il paesaggio impossibile” la mostra fotografica promossa dalla Fondazione Parco Letterario Giordano Bruno, dal Comune di Nola e realizzata grazie al sostegno della Città Metropolitana di Napoli. Il progetto espositivo è la tappa conclusiva della seconda edizione del Premio Renovatio Mundi call for art 2023 e raccoglie le opere degli undici fotografi under 35 finalisti del Premio selezionati dalla giuria composta dal Presidente della Fondazione Parco Letterario Giordano Bruno, prof. Sebastiano Maffettone, dal curatore del progetto Renovatio Mundi, prof. Gianluca Riccio e dal fotografo Antonio Biasiucci.
Il titolo della mostra è un omaggio a Luigi Ghirri che per primo negli anni Ottanta del secolo scorso ha riconosciuto la centralità del pensiero di Giordano Bruno nell’ambito della cultura fotografica contemporanea. “In un’epoca come l’attuale” dichiara Gianluca Riccio, curatore del progetto Renovatio Mundi, “segnata dalla proliferazione d’immagini digitali, dal ricorso sempre più diffuso all’intelligenza artificiale nei processi di produzione visiva e dal consumo massiccio di fotografie che ognuno di noi quotidianamente sperimenta, interrogarsi sull’idea di un paesaggio impossibile sulle orme di Luigi Ghirri è il passo iniziale per provare ancora a riconoscere nella fotografia quell’ immaginaria bussola che indica una direzione possibile nella conoscenza del paesaggio contemporaneo”. In tal senso le opere fotografiche di Claudia Alovisi, Rosalba Avventura, Morena Cannizzaro, Maria Cavinato, Antonello Cimini, Silvia D’Addato, Claudio Frontone, Valeria Laureano, Giulia Napoleone, Serena Petricelli, Betty Salluce, presentate nella cornice della chiesa seicentesca dei S. Apostoli di Nola, si offrono come uno sfaccettato osservatorio sui molteplici paesaggi –non solo esteriori e interiori, ma anche naturali, artificiali, digitali, immaginari– che oggi siamo chiamati ad abitare. Le opere degli undici finalistidella nuova edizione di Renovatio Mundi call for art, raccontano con chiarezza una tensione a pensare ancora il linguaggio fotografico come spazio teoretico piuttosto che rigidamente mimetico: luogo ancora in grado – nella molteplicità delle sue declinazioni linguistiche e tecniche – di configurarsi come un ponte tra il nostro paesaggio interiore e il mondo esterno.
Istituito nel 2020 nell’ambito della programmazione della Fondazione Parco Letterario Giordano Bruno, il premio Renovatio Mundi call for art è nato come strumento di relazione tra saperi differenti – pensiero filosofico e arte visiva in particolare - attraverso cui interpretare il pensiero e l’opera del filosofo nolano in relazione ai temi connessi con l’uso e l’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, con il cosmo digitale e con la produzione visiva nella società contemporanea.
La prima edizione del Premio, indetta in pieno periodo pandemico e vinta da Carlo e Fabio Ingrassia con l’opera inedita Flusso di detriti (2018), ha visto la partecipazione di oltre sessanta artisti italiani e internazionali chiamati a interrogarsi, sulle orme del pensiero bruniano, sulla natura dell’arte e della creazione estetica nella cornice dello spazio digitale in cui siamo sempre più immersi. In questa seconda edizione del Premio, l’invito è stato rivolto a giovani fotografi e artisti che usano il linguaggio fotografico nella propria ricerca, nella convinzione che una prospettiva di reale rinnovamento del mondo che abitiamo.
Il titolo della mostra è un omaggio a Luigi Ghirri che per primo negli anni Ottanta del secolo scorso ha riconosciuto la centralità del pensiero di Giordano Bruno nell’ambito della cultura fotografica contemporanea. “In un’epoca come l’attuale” dichiara Gianluca Riccio, curatore del progetto Renovatio Mundi, “segnata dalla proliferazione d’immagini digitali, dal ricorso sempre più diffuso all’intelligenza artificiale nei processi di produzione visiva e dal consumo massiccio di fotografie che ognuno di noi quotidianamente sperimenta, interrogarsi sull’idea di un paesaggio impossibile sulle orme di Luigi Ghirri è il passo iniziale per provare ancora a riconoscere nella fotografia quell’ immaginaria bussola che indica una direzione possibile nella conoscenza del paesaggio contemporaneo”. In tal senso le opere fotografiche di Claudia Alovisi, Rosalba Avventura, Morena Cannizzaro, Maria Cavinato, Antonello Cimini, Silvia D’Addato, Claudio Frontone, Valeria Laureano, Giulia Napoleone, Serena Petricelli, Betty Salluce, presentate nella cornice della chiesa seicentesca dei S. Apostoli di Nola, si offrono come uno sfaccettato osservatorio sui molteplici paesaggi –non solo esteriori e interiori, ma anche naturali, artificiali, digitali, immaginari– che oggi siamo chiamati ad abitare. Le opere degli undici finalistidella nuova edizione di Renovatio Mundi call for art, raccontano con chiarezza una tensione a pensare ancora il linguaggio fotografico come spazio teoretico piuttosto che rigidamente mimetico: luogo ancora in grado – nella molteplicità delle sue declinazioni linguistiche e tecniche – di configurarsi come un ponte tra il nostro paesaggio interiore e il mondo esterno.
Istituito nel 2020 nell’ambito della programmazione della Fondazione Parco Letterario Giordano Bruno, il premio Renovatio Mundi call for art è nato come strumento di relazione tra saperi differenti – pensiero filosofico e arte visiva in particolare - attraverso cui interpretare il pensiero e l’opera del filosofo nolano in relazione ai temi connessi con l’uso e l’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, con il cosmo digitale e con la produzione visiva nella società contemporanea.
La prima edizione del Premio, indetta in pieno periodo pandemico e vinta da Carlo e Fabio Ingrassia con l’opera inedita Flusso di detriti (2018), ha visto la partecipazione di oltre sessanta artisti italiani e internazionali chiamati a interrogarsi, sulle orme del pensiero bruniano, sulla natura dell’arte e della creazione estetica nella cornice dello spazio digitale in cui siamo sempre più immersi. In questa seconda edizione del Premio, l’invito è stato rivolto a giovani fotografi e artisti che usano il linguaggio fotografico nella propria ricerca, nella convinzione che una prospettiva di reale rinnovamento del mondo che abitiamo.
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