Dialogo con Bodoni. Il nuovo dittico di Lorenzo Marini
Lorenzo Marini, Dialogo con Bodoni, 2025, courtesy © the artist | Complesso Monumentale della Pilotta
Dal 23 December 2025 al 29 March 2026
Parma
Luogo: Complesso monumentale della Pilotta (Museo Bodoni)
Indirizzo: Piazza della Pilotta, 15
Sito ufficiale: http://complessopilotta.it
L’esposizione dell’opera DIALOGO CON BODONI. Il nuovo dittico di Lorenzo Marini è prorogata fino al 29 marzo 2026.
Per l’occasione, l’artista ha aggiornato una delle componenti del dittico originale: se inizialmente entrambe le tele si muovevano lungo un asse verticale, ora si alternano tra orizzontale e verticale, creando un diverso ritmo visivo e una nuova lettura del dialogo tra la tipografia di Bodoni e la TypeArt contemporanea. L’opera è stata donata dall’artista ed entra così a far parte delle collezioni del Complesso monumentale della Pilotta.
L’opera dell’artista riflette sul linguaggio e le sue trasformazioni, affiancando il rigore tipografico settecentesco all’illustrazione sperimentale contemporanea.
Dal 23 dicembre 2025 al 29 marzo 2026, il Complesso monumentale della Pilotta di Parma presenta DIALOGO CON BODONI, la nuova opera con cui Lorenzo Marini mette in relazione l’espressione emotiva, simbolica e cromatica della TypeArt con il canone classico dell’alfabeto di Giovan Battista Bodoni, uno dei padri assoluti della tipografia moderna e figura centrale nella storia culturale della città.
Esposto all’ingresso del Museo Bodoni, il lavoro è concepito come un dittico che propone un confronto visivo e concettuale tra passato e futuro, tra il rigore tipografico settecentesco e l’illustrazione sperimentale contemporanea.
Stefano L’Occaso, direttore del Complesso monumentale della Pilotta: “Lavorare sui caratteri e sulle loro varietà è una forma d’arte antichissima, che rimanda ai calligrafi e all’impiego ornamentale della scrittura, che fu anche, per un tratto della nostra storia, occasione di scambio tra la cultura occidentale e quella orientale. I caratteri grafici di Marini visualizzano un concetto e un’idea estetica che parla a tutti e che entra in dialogo con l’arte di Bodoni: il genio della parola stampata, al quale Parma deve un pezzo non insignificante della sua fama internazionale.”
Lorenzo Marini, autore di Dialogo con Bodoni: “Per tutti gli amanti della parola, il carattere tipografico di Bodoni rappresenta un punto inarrivabile di eleganza formale e di leggibilità assoluta. La tecnologia e i nuovi media hanno fatto sparire i graziati dai nostri device e il linguaggio da verbale sta diventando sempre più visivo. Questa mia opera intende da una parte rivalutare il valore culturale dell’opera di Bodoni, e dall’altra innestare il linguaggio illustrato del Type contemporaneo per aggiungere colore, vitalità, energia e contemporaneità artistica a una disciplina rigorosa come quella del carattere tipografico”.
L’opera si configura come un dialogo tra due linguaggi, la tipografia e l’illustrazione, che nella loro diversità rappresentano modalità d’espressione della lettera, una forma viva che può fungere da traccia culturale attraverso i secoli. Se il Bodoni è un carattere che col tempo è divenuto canone universale, paradigma della razionalità formale e dell’ideale di leggibilità assoluta, la TypeArt di Marini riporta la lettera a una condizione pre-tipografica e post-digitale insieme, in cui il segno torna a essere gesto, immagine e identità.
Nel suo confronto con Bodoni, l’artista rievoca lo stile dello stampatore e lo riattiva, dividendo l’opera in due metà, con ogni lettera che si manifesta fisicamente e visivamente scissa: a sinistra, il carattere originale disegnato da Bodoni, simbolo di perfezione, chiarezza e misura; a destra, la reinterpretazione colorata e innovativa di Marini, dove la lettera diventa immagine, gesto e ritmo visivo. Il dialogo evocato dal titolo non è pacificato, ma critico e necessario, stimola il linguaggio a riflettere su se stesso e sulla propria trasformazione nel tempo delle immagini, dei media e della smaterializzazione del testo.
Dialogo con Bodoni celebra così la straordinaria attualità del lascito bodoniano e, allo stesso modo, rivendica la libertà dell’alfabeto contemporaneo di evolversi e intercettare nuove forme di creatività. Al contempo, Lorenzo Marini continua la sua ricerca sulla bellezza dei caratteri e sulla vitalità delle forme comunicative, riaffermando il valore dell’alfabeto come patrimonio visivo condiviso.
Lorenzo Marini – biografia
Lorenzo Marini (1958) è un artista italiano che vive e lavora tra Milano, Los Angeles e New York. Marini ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova, ma si è laureato in architettura e ha lavorato con successo nel mondo della pubblicità per trent’anni. Tra le sue ultime mostre personali si ricordano: “Di Segni e di Sogni” a Santa Maria della Scala di Siena, “Alphatype21” all’Istituto Italiano di Cultura Los Angeles, “Dal Silenzio alla Parola” alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e “Out of Words” al Gaggenau Hub di Milano. Nel 2016 Marini ha un’intuizione artistica che lo porta a celebrare la bellezza delle lettere. Nel 2017, forte di questo successo, crea il “Manifesto per la liberazione delle lettere” diventando, di fatto, il caposcuola di un nuovo linguaggio artistico: quello di dedicare ad ogni singola lettera dell’alfabeto un’opera, liberando così le lettere dall’obbligo della funzione, per celebrarne la pura bellezza intrinseca. Le opere pittoriche di Marini possono essere lette come la traduzione in arte contemporanea di campagne pubblicitarie, con una rigorosa logica degli spazi e degli equilibri, nella sua prima ricerca sui Visual. Nel 2018 vince il premio Mobius Award Los Angeles per Typevisual. Nel 2021 espone a Siena, 5 installazioni e 30 opere, al complesso Museale Santa Maria della Scala e vince il premio AVI per la mostra di arte contemporanea più visitata dell’anno. Nel 2023 espone a Palm Beach e Los Angeles e la sua Raintype viene descritta dai media americani come la più amata tra le installazioni presentate. Nel 2024 viene invitato a Seoul da Art Continue Gallery ed è l’unico italiano ad esporre a World Art Fair 2024. Per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma crea Futurpioggia, l’installazione di lettere futuriste che apre e chiude il percorso della mostra “Il Tempo del Futurismo” (2025).
Per l’occasione, l’artista ha aggiornato una delle componenti del dittico originale: se inizialmente entrambe le tele si muovevano lungo un asse verticale, ora si alternano tra orizzontale e verticale, creando un diverso ritmo visivo e una nuova lettura del dialogo tra la tipografia di Bodoni e la TypeArt contemporanea. L’opera è stata donata dall’artista ed entra così a far parte delle collezioni del Complesso monumentale della Pilotta.
L’opera dell’artista riflette sul linguaggio e le sue trasformazioni, affiancando il rigore tipografico settecentesco all’illustrazione sperimentale contemporanea.
Dal 23 dicembre 2025 al 29 marzo 2026, il Complesso monumentale della Pilotta di Parma presenta DIALOGO CON BODONI, la nuova opera con cui Lorenzo Marini mette in relazione l’espressione emotiva, simbolica e cromatica della TypeArt con il canone classico dell’alfabeto di Giovan Battista Bodoni, uno dei padri assoluti della tipografia moderna e figura centrale nella storia culturale della città.
Esposto all’ingresso del Museo Bodoni, il lavoro è concepito come un dittico che propone un confronto visivo e concettuale tra passato e futuro, tra il rigore tipografico settecentesco e l’illustrazione sperimentale contemporanea.
Stefano L’Occaso, direttore del Complesso monumentale della Pilotta: “Lavorare sui caratteri e sulle loro varietà è una forma d’arte antichissima, che rimanda ai calligrafi e all’impiego ornamentale della scrittura, che fu anche, per un tratto della nostra storia, occasione di scambio tra la cultura occidentale e quella orientale. I caratteri grafici di Marini visualizzano un concetto e un’idea estetica che parla a tutti e che entra in dialogo con l’arte di Bodoni: il genio della parola stampata, al quale Parma deve un pezzo non insignificante della sua fama internazionale.”
Lorenzo Marini, autore di Dialogo con Bodoni: “Per tutti gli amanti della parola, il carattere tipografico di Bodoni rappresenta un punto inarrivabile di eleganza formale e di leggibilità assoluta. La tecnologia e i nuovi media hanno fatto sparire i graziati dai nostri device e il linguaggio da verbale sta diventando sempre più visivo. Questa mia opera intende da una parte rivalutare il valore culturale dell’opera di Bodoni, e dall’altra innestare il linguaggio illustrato del Type contemporaneo per aggiungere colore, vitalità, energia e contemporaneità artistica a una disciplina rigorosa come quella del carattere tipografico”.
L’opera si configura come un dialogo tra due linguaggi, la tipografia e l’illustrazione, che nella loro diversità rappresentano modalità d’espressione della lettera, una forma viva che può fungere da traccia culturale attraverso i secoli. Se il Bodoni è un carattere che col tempo è divenuto canone universale, paradigma della razionalità formale e dell’ideale di leggibilità assoluta, la TypeArt di Marini riporta la lettera a una condizione pre-tipografica e post-digitale insieme, in cui il segno torna a essere gesto, immagine e identità.
Nel suo confronto con Bodoni, l’artista rievoca lo stile dello stampatore e lo riattiva, dividendo l’opera in due metà, con ogni lettera che si manifesta fisicamente e visivamente scissa: a sinistra, il carattere originale disegnato da Bodoni, simbolo di perfezione, chiarezza e misura; a destra, la reinterpretazione colorata e innovativa di Marini, dove la lettera diventa immagine, gesto e ritmo visivo. Il dialogo evocato dal titolo non è pacificato, ma critico e necessario, stimola il linguaggio a riflettere su se stesso e sulla propria trasformazione nel tempo delle immagini, dei media e della smaterializzazione del testo.
Dialogo con Bodoni celebra così la straordinaria attualità del lascito bodoniano e, allo stesso modo, rivendica la libertà dell’alfabeto contemporaneo di evolversi e intercettare nuove forme di creatività. Al contempo, Lorenzo Marini continua la sua ricerca sulla bellezza dei caratteri e sulla vitalità delle forme comunicative, riaffermando il valore dell’alfabeto come patrimonio visivo condiviso.
Lorenzo Marini – biografia
Lorenzo Marini (1958) è un artista italiano che vive e lavora tra Milano, Los Angeles e New York. Marini ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova, ma si è laureato in architettura e ha lavorato con successo nel mondo della pubblicità per trent’anni. Tra le sue ultime mostre personali si ricordano: “Di Segni e di Sogni” a Santa Maria della Scala di Siena, “Alphatype21” all’Istituto Italiano di Cultura Los Angeles, “Dal Silenzio alla Parola” alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e “Out of Words” al Gaggenau Hub di Milano. Nel 2016 Marini ha un’intuizione artistica che lo porta a celebrare la bellezza delle lettere. Nel 2017, forte di questo successo, crea il “Manifesto per la liberazione delle lettere” diventando, di fatto, il caposcuola di un nuovo linguaggio artistico: quello di dedicare ad ogni singola lettera dell’alfabeto un’opera, liberando così le lettere dall’obbligo della funzione, per celebrarne la pura bellezza intrinseca. Le opere pittoriche di Marini possono essere lette come la traduzione in arte contemporanea di campagne pubblicitarie, con una rigorosa logica degli spazi e degli equilibri, nella sua prima ricerca sui Visual. Nel 2018 vince il premio Mobius Award Los Angeles per Typevisual. Nel 2021 espone a Siena, 5 installazioni e 30 opere, al complesso Museale Santa Maria della Scala e vince il premio AVI per la mostra di arte contemporanea più visitata dell’anno. Nel 2023 espone a Palm Beach e Los Angeles e la sua Raintype viene descritta dai media americani come la più amata tra le installazioni presentate. Nel 2024 viene invitato a Seoul da Art Continue Gallery ed è l’unico italiano ad esporre a World Art Fair 2024. Per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma crea Futurpioggia, l’installazione di lettere futuriste che apre e chiude il percorso della mostra “Il Tempo del Futurismo” (2025).
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