A Bologna dal 24 novembre al 19 gennaio
Alla Galleria Bottegantica 50 opere su carta di Giovanni Boldini
Giovanni Boldini, Studio di mani, 1890-1899, matita su carta, 330 x 330 mm
Samantha De Martin
05/11/2018
Bologna - Ci ha abituati a riconoscerlo per il suo stile inconfondibile, impregnato del fascino elettrizzante della Belle Époque, racchiuso nei salotti mondani, nell’incarnato splendente e nei vestiti pomposi delle sue dame, fragili icone di un’epoca felice, con la bellezza ammaliante.
Ma Giovanni Boldini ha lasciato anche un corpus non indifferente di opere su carta. Una cinquantina di queste, molte delle quali mai esposte in pubblico e provenienti da prestigiose collezioni private, saranno visibili nel corso di una mostra in programma dal 24 novembre al 19 gennaio 2019 alla Galleria Botttegantica di Bologna, a testimonianza della singolare capacità espressiva del maestro ferrarese nell’arte del disegno e dell’incisione.
Stando a una leggenda, l'artista avrebbe imparato a disegnare ancor prima di dipingere. Ma tralasciando gli aneddoti, quello che è certo è che Boldini era un disegnatore compulsivo, con il vizio di fermare in uno schizzo tutto quello che cadeva sotto il suo sguardo, dal bicchiere al tozzo di pane sopra una tovaglia di un anonimo caffè parigino, dalle architetture ai mobili, dai letti alle “consolle”.
La mostra, a cura di Stefano Bosi ed Enzo Savoia, sarà un’occasione per apprezzare quel folgorante impeto della matita del maestro, tra studi di mani, visi, ritratti di donna.
La rassegna bolognese avrà un’appendice a Felsina Antiquaria, presso l’Oratorio delle Chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna, dove, dal 30 novembre al 7 gennaio, saranno esposti tre celebri ritratti femminili dell’artista.
Ma Giovanni Boldini ha lasciato anche un corpus non indifferente di opere su carta. Una cinquantina di queste, molte delle quali mai esposte in pubblico e provenienti da prestigiose collezioni private, saranno visibili nel corso di una mostra in programma dal 24 novembre al 19 gennaio 2019 alla Galleria Botttegantica di Bologna, a testimonianza della singolare capacità espressiva del maestro ferrarese nell’arte del disegno e dell’incisione.
Stando a una leggenda, l'artista avrebbe imparato a disegnare ancor prima di dipingere. Ma tralasciando gli aneddoti, quello che è certo è che Boldini era un disegnatore compulsivo, con il vizio di fermare in uno schizzo tutto quello che cadeva sotto il suo sguardo, dal bicchiere al tozzo di pane sopra una tovaglia di un anonimo caffè parigino, dalle architetture ai mobili, dai letti alle “consolle”.
La mostra, a cura di Stefano Bosi ed Enzo Savoia, sarà un’occasione per apprezzare quel folgorante impeto della matita del maestro, tra studi di mani, visi, ritratti di donna.
La rassegna bolognese avrà un’appendice a Felsina Antiquaria, presso l’Oratorio delle Chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna, dove, dal 30 novembre al 7 gennaio, saranno esposti tre celebri ritratti femminili dell’artista.
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