Oltre il Silenzio. Nomi e vite di donne che non dobbiamo dimenticare
Oltre il Silenzio. Nomi e vite di donne che non dobbiamo dimenticare | Courtesy Istituto comprensivo "Francesco Morosini" Venezia
Dal 2 Dicembre 2025 al 2 Dicembre 2025
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Sala San Leonardo
Indirizzo: Cannaregio 1584
Orari: Inaugurazione e Conferenza contro la violenza di genere 2 Dic ore 17 | 16.30 - 18
Curatori: Lucia Spampinato
Costo del biglietto: Ingresso libero
L’evento a cura della prof.ssa Lucia Spampinato, docente di arte della scuola secondaria di primo grado Francesco Morosini di Venezia, plesso Priuli-Carminati, nasce come progetto di Educazione Civica, un percorso che la nostra scuola propone ogni anno, alle classi terze con l’obiettivo di educare alla memoria, al rispetto e alla responsabilità.
Questo progetto è sostenuto con grande sensibilità dalla presidenza del consiglio comunale nella figura della presidente Ermelinda Damiano, dalla FIDAPA BPW Italy Sezione di Venezia, una realtà presente nella nostra città da oltre 70 anni di impegno attivo nel territorio, oggi rappresentata dalla presidente neo eletta Lucia Cimarosti, e dal Gruppo Zonta, che ringraziamo per il costante sostegno ai progetti dedicati ai diritti e alla dignità delle donne.
La ricerca dei ragazzi non si è fermata alla narrazione della tragedia, ma ha riportato al centro dell’attenzione le personalità, i talenti e i sogni di queste donne, raccontando le vite che avrebbero voluto condurre ed evidenziando il valore umano e sociale delle loro aspirazioni.
Accanto ai testi biografici, la mostra presenta una serie di opere pittoriche originali, realizzate dagli studenti stessi, ogni quadro interpreta la personalità, i desideri e la forza delle donne protagoniste, dando forma e colore alle storie raccolte e offrendo un contributo autentico e commovente alla memoria collettiva.
Tra gli appuntamenti principali, la mostra ospiterà la conferenza della dott.ssa Viviana Garbagnoli, psicoterapeuta, fondatrice del Centro antiviolenza di Venezia e autrice del libro Tutti ci chiamiamo Elvira, nel suo intervento verranno affrontati i modi per riconoscere preventivamente i segnali della violenza, fornendo strumenti concreti per la prevenzione e la sensibilizzazione.
L’evento sarà inoltre arricchito dalla partecipazione attiva degli alunni delle classi 2B, 2D, 3B e 3D, che si esibiranno con i flauti sotto la direzione della professoressa Francesca Seri, la docente stessa suonerà alcune musiche durante la mostra, contribuendo con la sua arte a creare un’atmosfera emotiva in sintonia con i temi affrontati dall’esposizione.
Portare alla luce nomi troppo spesso finiti nel dimenticatoio e restituire loro dignità è l’obiettivo primario di questo progetto, che vuole contrastare l’oblio e l’indifferenza. Non si tratta solo di ricordare il dramma del femminicidio, ma di dare voce e spazio a esistenze ricche di vitalità, creatività e speranze, spezzate dalla violenza ma non per questo destinate a scomparire nel silenzio.
L’importanza educativa del progetto è quella di guidare i giovani in questa riflessione per offrire loro la possibilità di sviluppare empatia, senso critico e responsabilità sociale.
Attraverso l’analisi dei modelli culturali e il confronto diretto con storie vissute, gli studenti sono sensibilizzati sulla gravità del femminicidio e sulla persistenza di un modello patriarcale che alimenta discriminazioni, abusi e sopraffazione. Educare alla parità, al rispetto delle differenze e alla gestione delle emozioni rappresenta la risposta più efficace per prevenire ogni forma di violenza e promuovere una cultura della relazione e dell’ascolto.
La mostra è anche un appello concreto alle istituzioni, affinché siano promulgate e fatte rispettare leggi serie ed efficaci in grado di proteggere realmente le donne e di contrastare in maniera decisa la violenza di genere.
Al tempo stesso, è fondamentale che vengano sostenuti programmi e percorsi destinati agli uomini, con l’obiettivo di fornire strumenti per riconoscere e gestire il rifiuto, le emozioni negative e la frustrazione in modo costruttivo, prevenendo dinamiche distruttive e violente.
Solo attraverso un impegno corale che unisca prevenzione, tutela, educazione, cultura e supporto, si potrà costruire una società più equa, in cui le donne siano protette e gli uomini aiutati ad affrontare le proprie fragilità senza ricorrere alla violenza. Ogni istituzione è chiamata a fare la propria parte con coraggio e responsabilità, affinché nessun’altra vita e nessun altro sogno siano cancellati nel silenzio.
Questo progetto è sostenuto con grande sensibilità dalla presidenza del consiglio comunale nella figura della presidente Ermelinda Damiano, dalla FIDAPA BPW Italy Sezione di Venezia, una realtà presente nella nostra città da oltre 70 anni di impegno attivo nel territorio, oggi rappresentata dalla presidente neo eletta Lucia Cimarosti, e dal Gruppo Zonta, che ringraziamo per il costante sostegno ai progetti dedicati ai diritti e alla dignità delle donne.
La ricerca dei ragazzi non si è fermata alla narrazione della tragedia, ma ha riportato al centro dell’attenzione le personalità, i talenti e i sogni di queste donne, raccontando le vite che avrebbero voluto condurre ed evidenziando il valore umano e sociale delle loro aspirazioni.
Accanto ai testi biografici, la mostra presenta una serie di opere pittoriche originali, realizzate dagli studenti stessi, ogni quadro interpreta la personalità, i desideri e la forza delle donne protagoniste, dando forma e colore alle storie raccolte e offrendo un contributo autentico e commovente alla memoria collettiva.
Tra gli appuntamenti principali, la mostra ospiterà la conferenza della dott.ssa Viviana Garbagnoli, psicoterapeuta, fondatrice del Centro antiviolenza di Venezia e autrice del libro Tutti ci chiamiamo Elvira, nel suo intervento verranno affrontati i modi per riconoscere preventivamente i segnali della violenza, fornendo strumenti concreti per la prevenzione e la sensibilizzazione.
L’evento sarà inoltre arricchito dalla partecipazione attiva degli alunni delle classi 2B, 2D, 3B e 3D, che si esibiranno con i flauti sotto la direzione della professoressa Francesca Seri, la docente stessa suonerà alcune musiche durante la mostra, contribuendo con la sua arte a creare un’atmosfera emotiva in sintonia con i temi affrontati dall’esposizione.
Portare alla luce nomi troppo spesso finiti nel dimenticatoio e restituire loro dignità è l’obiettivo primario di questo progetto, che vuole contrastare l’oblio e l’indifferenza. Non si tratta solo di ricordare il dramma del femminicidio, ma di dare voce e spazio a esistenze ricche di vitalità, creatività e speranze, spezzate dalla violenza ma non per questo destinate a scomparire nel silenzio.
L’importanza educativa del progetto è quella di guidare i giovani in questa riflessione per offrire loro la possibilità di sviluppare empatia, senso critico e responsabilità sociale.
Attraverso l’analisi dei modelli culturali e il confronto diretto con storie vissute, gli studenti sono sensibilizzati sulla gravità del femminicidio e sulla persistenza di un modello patriarcale che alimenta discriminazioni, abusi e sopraffazione. Educare alla parità, al rispetto delle differenze e alla gestione delle emozioni rappresenta la risposta più efficace per prevenire ogni forma di violenza e promuovere una cultura della relazione e dell’ascolto.
La mostra è anche un appello concreto alle istituzioni, affinché siano promulgate e fatte rispettare leggi serie ed efficaci in grado di proteggere realmente le donne e di contrastare in maniera decisa la violenza di genere.
Al tempo stesso, è fondamentale che vengano sostenuti programmi e percorsi destinati agli uomini, con l’obiettivo di fornire strumenti per riconoscere e gestire il rifiuto, le emozioni negative e la frustrazione in modo costruttivo, prevenendo dinamiche distruttive e violente.
Solo attraverso un impegno corale che unisca prevenzione, tutela, educazione, cultura e supporto, si potrà costruire una società più equa, in cui le donne siano protette e gli uomini aiutati ad affrontare le proprie fragilità senza ricorrere alla violenza. Ogni istituzione è chiamata a fare la propria parte con coraggio e responsabilità, affinché nessun’altra vita e nessun altro sogno siano cancellati nel silenzio.
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