I nuovi appuntamenti da Arezzo a Bologna
San Francesco, 800 anni dopo. Le mostre da vedere
L’immagine di Francesco dal Medioevo al Novecento, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea e Chiesa di Sant’Ignazio
Francesca Grego
02/10/2026
Giungono al culmine le celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. La sera del 3 ottobre 1226 Frate Francesco si spegneva nell’intimità della Porziuncola, circondato dai suoi confratelli, affidando loro un messaggio di pace, povertà e fratellanza universale. Il suo esempio avrebbe ispirato mistici e benefattori, poeti e artisti, personaggi illustri e gente comune. Nel tempo in memoria del Poverello che nulla aveva voluto per sé sono sorte splendide basiliche e straordinarie opere d’arte. Come la Cappella Bardi di Giotto, da poco restituita a pellegrini e visitatori nella basilica fiorentina di Santa Croce, dopo un delicato intervento di restauro. Ancora oggi la figura e il pensiero di Francesco, semplice e audace, sempre controcorrente, restano di grande attualità: alla vigilia del 4 ottobre, giorno della festa del Santo, lo testimoniano le numerose mostre organizzate in Italia per ricordarlo a 800 anni dalla scomparsa, mentre i principali cammini sulle sue orme si riuniscono in un solo percorso, Il Cammino di Francesco o Cammino della Luce, che in 1546 chilometri riunisce i luoghi francescani di Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria, convergendo verso Assisi.
È qui che troviamo la prima mostra da visitare, e precisamente presso la cappella della Porziuncola, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. La Porziuncola è il cuore della storia di Francesco: tra le sue mura il Santo comprese la sua vocazione, accolse Santa Chiara e i primi frati, ricevette la grazia del cosiddetto Perdono di Assisi e infine spirò. Nel museo adiacente, recentemente riallestito, l’esposizione San Francesco alla Porziuncola. La parabola artistica del volto di San Francesco d’Assisi nel luogo del transitus ne riporta in vita la memoria intrecciando arte, storia e spiritualità. Fino al 25 ottobre preziose opere scelte nel patrimonio permanente del museo affiancano importanti prestiti da collezioni italiane e internazionali. Lungo il percorso brillano capolavori di Cimabue e del Maestro di San Francesco, fondamentali nella definizione dell’iconografia francescana, nonché la grande tavola di Taddeo di Bartolo San Francesco che schiaccia l’Orgoglio, la Lussuria e l’Avarizia e una tela inedita di Giovanni Cariani raffigurante San Francesco che legge, per terminare in un approfondimento sull’arte del Novecento con il Trittico del Trapasso di Gerardo Dottori. Uno dei nuclei più originali del progetto è dedicato al dialogo tra Francesco e Chiara, con la presentazione del breviario autografo di Santa Chiara e del breviario di San Francesco per la prima volta insieme. Sul prato fuori dalla Basilica è sorto invece The Nest of Saint Francis (il Nido di San Francesco) dell’architetto giapponese Kengo Kuma, un padiglione in legno di salice intrecciato che invita alla riflessione, all’ascolto e al dialogo.

Federico Barocci, San Francesco, 1600-1604, olio su tela. The Met - Metropolitan Museum of Art, New York
Ad Arezzo apre al pubblico da domani la grande mostra L’immagine di Francesco dal Medioevo al Novecento, un viaggio alla scoperta dell’iconografia del Santo attraverso la storia in programma presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e la ex Chiesa di Sant’Ignazio fino al prossimo 10 gennaio. “Ogni epoca ebbe il ‘suo’ Francesco, affidandone l’immagine alle arti”, scrive la curatrice Cristina Acidini: quasi 80 opere ne sono testimoni, compresi autentici capolavori. Tra gli autori figurano Margarito d’Arezzo, il Maestro del Crocifisso, il Maestro di Figline, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea Della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro Da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Luca Giordano, Federico Barocci, Libero Andreotti, Gio Ponti. Un tesoro che proviene in gran parte da chiese, musei e monasteri del territorio, nonché da collezioni private e grandi musei, dal MET di New York alla National Gallery di Londra, dagli Uffizi alla Pinacoteca Vaticana. Proprio accanto alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea si trova un luogo speciale legato al Poverello di Assisi: la Basilica medievale di San Francesco, con il celebre ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca.
Si concentra su due secoli di grande arte il progetto Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento, in corso alla Pinacoteca Nazionale di Bologna da oggi, venerdì 2 ottobre, fino al 10 gennaio 2027. Siamo nell’età dell’oro della pittura felsinea e a raccontare storia e figura del Poverello di Assisi sono maestri come Guido Reni, Annibale Carracci, il Guercino. Nel maestoso Salone degli Incamminati trovano posto prestigiosi prestiti dalla Galleria Borghese e i Musei Capitolini di Roma, la Pilotta di Parma e la Galleria Nazionale delle Marche, accanto a preziose opere di proprietà del museo bolognese, alcune delle quali non esposte da tempo e restaurate per l’occasione.

L’immagine di Francesco dal Medioevo al Novecento, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea e Chiesa di Sant’Ignazio
Gli ultimi istanti di Francesco sono invece al centro della mostra allestita alla Veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana di Milano. In programma da domani, sabato 3 ottobre, fino al 13 gennaio 2027, Il segno di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte esplora l’immensa collezione del museo milanese alla ricerca delle più significative testimonianze riguardanti l'autore del Cantico delle Creature. Ne emergono dipinti, incisioni e disegni preziosi mai esposti al pubblico prima d’ora a causa della loro estrema fragilità. Tutti insieme raccontano come la strada della povertà e della semplicità scelta da Francesco abbia lasciato un segno profondo nella cultura occidentale. Da non perdere è un elaborato disegno proveniente dal sei-settecentesco Codice Resta, immagine intensa della morte del Santo.
A Perugia l’eredità spirituale e culturale di Francesco rivive nello sguardo degli artisti del nostro tempo, da Alberto Burri a Marina Abramović, da Michelangelo Pistoletto a Maurizio Cattelan, in mostra a Palazzo Baldeschi fino al 1° novembre. Il rapporto armonico con la natura, il rifiuto della ricchezza fine a sé stessa, l’attenzione verso gli ultimi, il dialogo tra tutte le creature e la ricerca di una dimensione autentica dell’esistenza sono i valori con cui il Santo di Assisi continua a parlare al mondo a 800 anni dalla sua scomparsa. In San Francesco - Nostro Contemporaneo tra Arte e Spiritualità si incontrano così i materiali poveri di Burri, la tensione spirituale di William Congdon, le sculture evocative di Mimmo Paladino, le installazioni di Jannis Kounellis, gli omaggi al Cantico delle Creature di Emilio Isgrò e Omar Galliani, accanto a opere grafiche di grandi maestri del recente passato come Cézanne, Chagall, Giacometti, Picasso.

L’immagine di Francesco dal Medioevo al Novecento, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea e Chiesa di Sant’Ignazio
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• Tornano a splendere le Storie di San Francesco alla Cappella Bardi, capolavoro della maturità di Giotto
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Federico Barocci, San Francesco, 1600-1604, olio su tela. The Met - Metropolitan Museum of Art, New York
Ad Arezzo apre al pubblico da domani la grande mostra L’immagine di Francesco dal Medioevo al Novecento, un viaggio alla scoperta dell’iconografia del Santo attraverso la storia in programma presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e la ex Chiesa di Sant’Ignazio fino al prossimo 10 gennaio. “Ogni epoca ebbe il ‘suo’ Francesco, affidandone l’immagine alle arti”, scrive la curatrice Cristina Acidini: quasi 80 opere ne sono testimoni, compresi autentici capolavori. Tra gli autori figurano Margarito d’Arezzo, il Maestro del Crocifisso, il Maestro di Figline, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea Della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro Da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Luca Giordano, Federico Barocci, Libero Andreotti, Gio Ponti. Un tesoro che proviene in gran parte da chiese, musei e monasteri del territorio, nonché da collezioni private e grandi musei, dal MET di New York alla National Gallery di Londra, dagli Uffizi alla Pinacoteca Vaticana. Proprio accanto alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea si trova un luogo speciale legato al Poverello di Assisi: la Basilica medievale di San Francesco, con il celebre ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca.
Si concentra su due secoli di grande arte il progetto Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento, in corso alla Pinacoteca Nazionale di Bologna da oggi, venerdì 2 ottobre, fino al 10 gennaio 2027. Siamo nell’età dell’oro della pittura felsinea e a raccontare storia e figura del Poverello di Assisi sono maestri come Guido Reni, Annibale Carracci, il Guercino. Nel maestoso Salone degli Incamminati trovano posto prestigiosi prestiti dalla Galleria Borghese e i Musei Capitolini di Roma, la Pilotta di Parma e la Galleria Nazionale delle Marche, accanto a preziose opere di proprietà del museo bolognese, alcune delle quali non esposte da tempo e restaurate per l’occasione.

L’immagine di Francesco dal Medioevo al Novecento, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea e Chiesa di Sant’Ignazio
Gli ultimi istanti di Francesco sono invece al centro della mostra allestita alla Veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana di Milano. In programma da domani, sabato 3 ottobre, fino al 13 gennaio 2027, Il segno di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte esplora l’immensa collezione del museo milanese alla ricerca delle più significative testimonianze riguardanti l'autore del Cantico delle Creature. Ne emergono dipinti, incisioni e disegni preziosi mai esposti al pubblico prima d’ora a causa della loro estrema fragilità. Tutti insieme raccontano come la strada della povertà e della semplicità scelta da Francesco abbia lasciato un segno profondo nella cultura occidentale. Da non perdere è un elaborato disegno proveniente dal sei-settecentesco Codice Resta, immagine intensa della morte del Santo.
A Perugia l’eredità spirituale e culturale di Francesco rivive nello sguardo degli artisti del nostro tempo, da Alberto Burri a Marina Abramović, da Michelangelo Pistoletto a Maurizio Cattelan, in mostra a Palazzo Baldeschi fino al 1° novembre. Il rapporto armonico con la natura, il rifiuto della ricchezza fine a sé stessa, l’attenzione verso gli ultimi, il dialogo tra tutte le creature e la ricerca di una dimensione autentica dell’esistenza sono i valori con cui il Santo di Assisi continua a parlare al mondo a 800 anni dalla sua scomparsa. In San Francesco - Nostro Contemporaneo tra Arte e Spiritualità si incontrano così i materiali poveri di Burri, la tensione spirituale di William Congdon, le sculture evocative di Mimmo Paladino, le installazioni di Jannis Kounellis, gli omaggi al Cantico delle Creature di Emilio Isgrò e Omar Galliani, accanto a opere grafiche di grandi maestri del recente passato come Cézanne, Chagall, Giacometti, Picasso.

L’immagine di Francesco dal Medioevo al Novecento, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea e Chiesa di Sant’Ignazio
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