Visioni da Shakespeare
Saturno Buttò, opera, Visioni da Shakespeare, Casa dei Teatri, Roma
Dal 5 Ottobre 2012 al 15 Novembre 2012
Luogo: Casa dei Teatri
Indirizzo: largo 3 giugno 1849
Orari: da martedì a domenica 10-17
Curatori: Valeria Arnaldi, Paolo Ruffini
Enti promotori:
- Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico
- Dipartimento Cultura – Ufficio Programmazione e Gestione Spazi Culturali di Roma Capitale
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 0608/ 06 45460693
E-Mail info: g.gnetti@zetema.it
Sito ufficiale: http://www.casadeiteatri.culturaroma.it
Pittura, fotografia, scultura, interventi digitali, video. L’arte contemporanea ripensa lo spazio teatrale, con maxi-installazioni – a misura d’attore – concepite come vere e proprie scenografie. Nella rassegnaUna stanza tutta per sé, il cui titolo omaggia l’opera di Virginia Woolf, ognuna delle cinque stanze della Casa dei Teatri si trasforma in un universo a sé, capace di rievocare e ospitare drammi e commedie. Visioni, tra letteratura, scena e arte. La prima edizione della rassegna, Visioni da Shakespeare, punta i riflettori su alcuni dei maggiori capolavori del drammaturgo inglese: Amleto, Sogno di una notte di mezza estate, La Tempesta, Giulio Cesare, Romeo e Giulietta.
Gli artisti chiamati a costruirne le atmosfere e a immaginarne lo spazio scenico sono Saturno Buttò, Luisa Montalto e Daikichi Amano, Jacopo Ricciardi, Lidia Bachis, Massimo Attardi che realizzano installazioni site specific studiate per farsi teatro, vere e proprie scenografie d'autore. Anzi, d'artista.
Ad accogliere i visitatori è Amleto nella lettura di Saturno Buttò, alzata macabra che invita l'osservatore a interrogarsi su vanità e memoria. In un bosco surreale a tinte vivaci, sorta di Eden contemporaneo, Luisa Montalto colloca a contrasto le opere fotografiche del giapponese Daikichi Amano nelle suggestioni magiche di Sogno di una notte di mezza estate, tra farfalle in gabbia e fusioni di uomo e natura. Ancora magia per i lavori digitali di Jacopo Ricciardi ispirati a Romeo e Giulietta e alla regina Mab, monologo "fatato" di Mercuzio. La statuaria classica è fonte d'ispirazione per le tele libere di Lidia Bachis, rievocazione pop di Giulio Cesare. A chiudere il percorso è il rifiuto dell'illusione nell'opera di Massimo Attardi per La Tempesta.
Ogni stanza diviene una scatola scenica animata dalle azioni teatrali del gruppo Fluidonumero9 guidato da Alessandro Fabriziin collaborazione con The Company.Nelle stanze, tra le pieghe delle parole ed i fantasmi dell’immaginario del Bardo s’infiltrano sei attori (Marco Quaglia, Nicoletta Cefaly, Marco di Campli San Vito, Tommaso Capodanno, Leonardo Gambardella, Paola Carnali) che ne evocano i pensieri e danno materia alle parole dei protagonisti delle opere. Un racconto che si snoda per i visitatori/spettatori come una passeggiata shakespeariana per incontrare nel corpo e nelle voci degli attori il destino intimo di Amleto, il litigio “ecologico” di Titania e Oberon nel Sogno, la fantasia di Mercuzio nel vortice di Romeo e Giulietta, la passione pubblica e privata di Marcantonio nel Giulio Cesare e, infine, la rinuncia alla magia di Prospero ne La Tempesta. Dà il la a questo metafisico viaggio Il prologo che nella performance dal vivo all’esterno della Casa dei Teatri , è affidato al Coro dell’Enrico V con l’invocazione alla Musa dell’Immaginazione .
La performance presente in video per tutta la durata della mostra sarà rappresentata venerdì 5 ottobre nel corso dell’inaugurazione e domenica 7 ottobre (alle h.12 e alle h.16) con ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.
Inoltre, a cura della Biblioteca della Casa dei Teatri, una rassegna video propone alcune versioni cinematografiche, tra le più popolari, delle opere del grande drammaturgo.
Nel nome di Shakespeare e, più in generale, del teatro, le arti dialogano per la costruzione di nuove scenografie basate su incontro e confronto di linguaggi differenti.
Per fare spettacolo anche della “costruzione” della scena.
Gli artisti chiamati a costruirne le atmosfere e a immaginarne lo spazio scenico sono Saturno Buttò, Luisa Montalto e Daikichi Amano, Jacopo Ricciardi, Lidia Bachis, Massimo Attardi che realizzano installazioni site specific studiate per farsi teatro, vere e proprie scenografie d'autore. Anzi, d'artista.
Ad accogliere i visitatori è Amleto nella lettura di Saturno Buttò, alzata macabra che invita l'osservatore a interrogarsi su vanità e memoria. In un bosco surreale a tinte vivaci, sorta di Eden contemporaneo, Luisa Montalto colloca a contrasto le opere fotografiche del giapponese Daikichi Amano nelle suggestioni magiche di Sogno di una notte di mezza estate, tra farfalle in gabbia e fusioni di uomo e natura. Ancora magia per i lavori digitali di Jacopo Ricciardi ispirati a Romeo e Giulietta e alla regina Mab, monologo "fatato" di Mercuzio. La statuaria classica è fonte d'ispirazione per le tele libere di Lidia Bachis, rievocazione pop di Giulio Cesare. A chiudere il percorso è il rifiuto dell'illusione nell'opera di Massimo Attardi per La Tempesta.
Ogni stanza diviene una scatola scenica animata dalle azioni teatrali del gruppo Fluidonumero9 guidato da Alessandro Fabriziin collaborazione con The Company.Nelle stanze, tra le pieghe delle parole ed i fantasmi dell’immaginario del Bardo s’infiltrano sei attori (Marco Quaglia, Nicoletta Cefaly, Marco di Campli San Vito, Tommaso Capodanno, Leonardo Gambardella, Paola Carnali) che ne evocano i pensieri e danno materia alle parole dei protagonisti delle opere. Un racconto che si snoda per i visitatori/spettatori come una passeggiata shakespeariana per incontrare nel corpo e nelle voci degli attori il destino intimo di Amleto, il litigio “ecologico” di Titania e Oberon nel Sogno, la fantasia di Mercuzio nel vortice di Romeo e Giulietta, la passione pubblica e privata di Marcantonio nel Giulio Cesare e, infine, la rinuncia alla magia di Prospero ne La Tempesta. Dà il la a questo metafisico viaggio Il prologo che nella performance dal vivo all’esterno della Casa dei Teatri , è affidato al Coro dell’Enrico V con l’invocazione alla Musa dell’Immaginazione .
La performance presente in video per tutta la durata della mostra sarà rappresentata venerdì 5 ottobre nel corso dell’inaugurazione e domenica 7 ottobre (alle h.12 e alle h.16) con ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.
Inoltre, a cura della Biblioteca della Casa dei Teatri, una rassegna video propone alcune versioni cinematografiche, tra le più popolari, delle opere del grande drammaturgo.
Nel nome di Shakespeare e, più in generale, del teatro, le arti dialogano per la costruzione di nuove scenografie basate su incontro e confronto di linguaggi differenti.
Per fare spettacolo anche della “costruzione” della scena.
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