Su acque, fiumi e paesaggi
Luca Casonato, Rio Ca' Brazzo, Venezia, 2018
Dal 3 Luglio 2026 al 29 Luglio 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: MAC Lab
Indirizzo: Cannaregio 2589
Curatori: Enrico Gusella
Fiumi, acque e paesaggi, la nostra storia e il nostro territorio, quale bene comune da conservare e da valorizzare.
È la mission da cui prende forma la mostra fotografica “Su acque, fiumi e paesaggi. Fotografie di Raffaello Bassotto, Luca Casonato, Elio Ciol, Stefano Ciol e Cesare Gerolmetto a cura di Enrico Gusella, che si inaugura venerdì 3 luglio alle ore 18,30 alla galleria M.A.C. Lab a Venezia in Fondamenta de la Misericordia.
Uno spazio tanto suggestivo quanto originale anche per la collocazione geografica in cui si trova, il sestriere di Cannaregio, lungo una “fondamenta”, quella de la Misericordia, ricco di creatività e movimento.
La mostra prende corpo dal recente libro di Enrico Gusella, storico e critico d’arte, che ha inteso dar forma concreta con una mostra tratta dal suo stesso volume “Su acque, fiumi e paesaggi o l’avventura possibile” (ArtonWorld, Roma, 2025).
Così, come ricorda Gusella: “Da Venezia alla Romagna, da Valencia1 al Polesine e a Firenze, l’onda lunga delle acque affondano fiumi e città, territori e identità. Le nostre comunità.
Ma, trattare di fiumi e alluvioni, confini e allagamenti, può diventare anche una pratica “etica”, un “dato sensibile” di cui aver cura, ma anche una modalità, un’attenzionalità verso l’ambiente e il paesaggio, o di uno straordinario bene culturale proprio come recita l’artico- lo 9 della nostra Costituzione, in quanto “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica (cfr. art. 33, 34). Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Le spaventose immagini di questi ultimi decenni e più di recente a Valencia in Spagna, raccontano eloquentemente quanto accade nelle città con fiumi - sono essi fondamentali per l’esistenza degli umani - le cui acque sono in grado di mettere in ginocchio e di devastare intere città, territori e identità. Come del resto risente la fragile e indimenticabile città di Venezia, unica al mondo per patrimoni artistici e per bellezze monumentali.
E quanto accade in molti Paesi, non è che è la rappresentazione di fragilità morfologiche e ambientali ampiamente note, e che in questa occasione diventano il motivo di concrete analisi e di possibili riflessioni. Ma le nostre acque, e i nostri fiumi, sono anche l’espressione di civiltà con le quali misurarsi, entro cui ritrovare una dimensione, o la forma di un paesaggio.
In questo senso muove la rassegna “Su acque, fiumi e paesaggi. Fotografie di Raffaello Bassotto, Luca Casonato, Elio Ciol, Stefano Ciol e Cesare Gerolimetto” allo spazio espositivo MAC Lab. che non a caso parte da Venezia, capitale di bellezza, arte e storia come nessun’altra città al mondo, immersa con i suoi palazzi nelle acque e motivo di una ricerca storica e fotografica che riguarda la città e parte del Veneto. E i fiumi, giova ricordare, hanno spesso “preso” parte alle catastrofi e alle drammatiche vicissitudini del pianeta e dell’uomo. Essi rappresentano un “limite”, una “soglia” o un “confine” del nostro territorio e delle nostre città oltre il quale possono prendere corpo le catastrofi. Così, se nel Medioevo – ricorda Gusella - le città più urbanizzate erano Milano - oltre 100.000 abitanti prima della peste del 1348; Firenze e Venezia con circa 100.000 abitanti; Genova (oltre 50.000); Bologna, Siena e Verona (circa 50.000), Roma, Brescia, Pisa, Padova (35/40.000), altre città ancora annoveravano la maggior parte dei fiumi e delle risorse idriche italiane, come in una sorta di “frontiera dell’acqua”, fra “centro e periferia”, la città e le campagne. (1) (Gusella, E., Su acque, fiumi e paesaggi o l’avventura possibile”, Art on World, Roma, 2025, pp. 15-20.
E sulle città, i fiumi, le acque, luoghi e non-luoghi del nostro Paese, oramai vissuti solo come esperienza estetica nasce la mostra “Su acque, fiumi e paesaggi. Fotografie di Raffaello Bassotto, Luca Casonato, Elio Ciol, Stefano Ciol e Cesare Gerolimetto.
In mostra alla Galleria MAC Lab. a Venezia le opere in bianco e nero, e a colori, di Elio e Stefano Ciol, Raffaello Bassotto, Cesare Gerolimetto, Luca Casonato, i quali affrontano il tema delle acque, dei fiumi, del mare, della laguna veneta e del paesaggio come una sorta di richiamo e attenzionalità alle fragilità delle città e dei territori.
Dalle dolomiti al Delta del Po, dal Garda alla laguna veneta, da Verona a Venezia, come un fil rouge che aggrega e costruisce territori e città, forme e insediamenti.
Straordinarie immagini che diventano motivo di una cultura visiva, dentro un territorio circoscritto ma anche profondamente denso di storia e di cultura, motivo di una aderenza e di una sensibilità alle dinamiche della vita quotidiana veneziana e del Veneto o di uno stupefacente territorio.
E la rassegna “Su acque, fiumi e paesaggi” - come ricorda Gusella - diventa così il motivo per richiamare l’attenzione sulle nostre bellezze urbane, storiche, artistiche e paesaggistiche, e su temi come l’acqua e i fiumi, ma anche su di una grande città come Venezia, vista attraverso lo sguardo di Ciol, Casonato, Bassotto e Gerolimetto, o nell’esempio sublime di una nuova avventura.
È la mission da cui prende forma la mostra fotografica “Su acque, fiumi e paesaggi. Fotografie di Raffaello Bassotto, Luca Casonato, Elio Ciol, Stefano Ciol e Cesare Gerolmetto a cura di Enrico Gusella, che si inaugura venerdì 3 luglio alle ore 18,30 alla galleria M.A.C. Lab a Venezia in Fondamenta de la Misericordia.
Uno spazio tanto suggestivo quanto originale anche per la collocazione geografica in cui si trova, il sestriere di Cannaregio, lungo una “fondamenta”, quella de la Misericordia, ricco di creatività e movimento.
La mostra prende corpo dal recente libro di Enrico Gusella, storico e critico d’arte, che ha inteso dar forma concreta con una mostra tratta dal suo stesso volume “Su acque, fiumi e paesaggi o l’avventura possibile” (ArtonWorld, Roma, 2025).
Così, come ricorda Gusella: “Da Venezia alla Romagna, da Valencia1 al Polesine e a Firenze, l’onda lunga delle acque affondano fiumi e città, territori e identità. Le nostre comunità.
Ma, trattare di fiumi e alluvioni, confini e allagamenti, può diventare anche una pratica “etica”, un “dato sensibile” di cui aver cura, ma anche una modalità, un’attenzionalità verso l’ambiente e il paesaggio, o di uno straordinario bene culturale proprio come recita l’artico- lo 9 della nostra Costituzione, in quanto “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica (cfr. art. 33, 34). Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Le spaventose immagini di questi ultimi decenni e più di recente a Valencia in Spagna, raccontano eloquentemente quanto accade nelle città con fiumi - sono essi fondamentali per l’esistenza degli umani - le cui acque sono in grado di mettere in ginocchio e di devastare intere città, territori e identità. Come del resto risente la fragile e indimenticabile città di Venezia, unica al mondo per patrimoni artistici e per bellezze monumentali.
E quanto accade in molti Paesi, non è che è la rappresentazione di fragilità morfologiche e ambientali ampiamente note, e che in questa occasione diventano il motivo di concrete analisi e di possibili riflessioni. Ma le nostre acque, e i nostri fiumi, sono anche l’espressione di civiltà con le quali misurarsi, entro cui ritrovare una dimensione, o la forma di un paesaggio.
In questo senso muove la rassegna “Su acque, fiumi e paesaggi. Fotografie di Raffaello Bassotto, Luca Casonato, Elio Ciol, Stefano Ciol e Cesare Gerolimetto” allo spazio espositivo MAC Lab. che non a caso parte da Venezia, capitale di bellezza, arte e storia come nessun’altra città al mondo, immersa con i suoi palazzi nelle acque e motivo di una ricerca storica e fotografica che riguarda la città e parte del Veneto. E i fiumi, giova ricordare, hanno spesso “preso” parte alle catastrofi e alle drammatiche vicissitudini del pianeta e dell’uomo. Essi rappresentano un “limite”, una “soglia” o un “confine” del nostro territorio e delle nostre città oltre il quale possono prendere corpo le catastrofi. Così, se nel Medioevo – ricorda Gusella - le città più urbanizzate erano Milano - oltre 100.000 abitanti prima della peste del 1348; Firenze e Venezia con circa 100.000 abitanti; Genova (oltre 50.000); Bologna, Siena e Verona (circa 50.000), Roma, Brescia, Pisa, Padova (35/40.000), altre città ancora annoveravano la maggior parte dei fiumi e delle risorse idriche italiane, come in una sorta di “frontiera dell’acqua”, fra “centro e periferia”, la città e le campagne. (1) (Gusella, E., Su acque, fiumi e paesaggi o l’avventura possibile”, Art on World, Roma, 2025, pp. 15-20.
E sulle città, i fiumi, le acque, luoghi e non-luoghi del nostro Paese, oramai vissuti solo come esperienza estetica nasce la mostra “Su acque, fiumi e paesaggi. Fotografie di Raffaello Bassotto, Luca Casonato, Elio Ciol, Stefano Ciol e Cesare Gerolimetto.
In mostra alla Galleria MAC Lab. a Venezia le opere in bianco e nero, e a colori, di Elio e Stefano Ciol, Raffaello Bassotto, Cesare Gerolimetto, Luca Casonato, i quali affrontano il tema delle acque, dei fiumi, del mare, della laguna veneta e del paesaggio come una sorta di richiamo e attenzionalità alle fragilità delle città e dei territori.
Dalle dolomiti al Delta del Po, dal Garda alla laguna veneta, da Verona a Venezia, come un fil rouge che aggrega e costruisce territori e città, forme e insediamenti.
Straordinarie immagini che diventano motivo di una cultura visiva, dentro un territorio circoscritto ma anche profondamente denso di storia e di cultura, motivo di una aderenza e di una sensibilità alle dinamiche della vita quotidiana veneziana e del Veneto o di uno stupefacente territorio.
E la rassegna “Su acque, fiumi e paesaggi” - come ricorda Gusella - diventa così il motivo per richiamare l’attenzione sulle nostre bellezze urbane, storiche, artistiche e paesaggistiche, e su temi come l’acqua e i fiumi, ma anche su di una grande città come Venezia, vista attraverso lo sguardo di Ciol, Casonato, Bassotto e Gerolimetto, o nell’esempio sublime di una nuova avventura.
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