Il palazzo è adesso aperto alle visite guidate
Scoperto a Gerusalemme il luogo del processo a Gesù
Arresto di Gesù, Giotto, Cappella degli Scrovegni
Ludovica Sanfelice
06/01/2015
Nella città vecchia di Gerusalemme, al ridosso del Museo della Torre di David, sono emersi i resti di quello che gli archeologi identificano come il praetorium di Erode, palazzo in cui si celebrò il processo a Gesù e nel quale Ponzio Pilato si lavò le mani del caso condannando alla crocifissione il Nazareno.
Gli scavi, cominciati quindici anni fa sotto un edificio adiacente al museo (di cui si progettava l’espansione) e utilizzato come prigione durante la dominazione ottomana, coincidono con l’ubicazione descritta nel Vangelo secondo Giovanni che colloca il processo nei pressi di una porta della Città e che se gli studiosi non si ingannano potrebbe essere la porta di Giaffa. Un altro dettaglio che coinciderebbe con la teoria esposta sulle colonne del Washington Post è la natura della pavimentazione di pietre irregolari descritta nelle stesse pagine del Nuovo Testamento.
“Nessuna iscrizione conferma appieno la tesi, ma dal punto di vista storico, archeologico ed evangelico tutto sembra trovare un senso” sostiene Shimon Gibson, professore di archeologia alla University of North Carolina.
Adesso il palazzo è aperto alle visite guidate organizzate dal Museo della Torre che non nasconde la speranza di vederlo diventare un nuovo luogo di pellegrinaggio per i Cristiani.
Gli scavi, cominciati quindici anni fa sotto un edificio adiacente al museo (di cui si progettava l’espansione) e utilizzato come prigione durante la dominazione ottomana, coincidono con l’ubicazione descritta nel Vangelo secondo Giovanni che colloca il processo nei pressi di una porta della Città e che se gli studiosi non si ingannano potrebbe essere la porta di Giaffa. Un altro dettaglio che coinciderebbe con la teoria esposta sulle colonne del Washington Post è la natura della pavimentazione di pietre irregolari descritta nelle stesse pagine del Nuovo Testamento.
“Nessuna iscrizione conferma appieno la tesi, ma dal punto di vista storico, archeologico ed evangelico tutto sembra trovare un senso” sostiene Shimon Gibson, professore di archeologia alla University of North Carolina.
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