Lovica Dean
Courtesy of Lovica Dean
Dal 9 Agosto 2020 al 31 Agosto 2020
Senigallia | Ancona | Visualizza tutte le mostre a Ancona
Luogo: Osteria Palazzo Barberini
Indirizzo: Via Mastai 17
Orari: Mar - Dom 12.30 - 14.30 / 19 - 22.30 | Lun 19 - 22.30
Costo del biglietto: Ingresso libero
Telefono per informazioni: +39 071 7926703
E-Mail info: info@osteriapalazzobarberini.it
Sito ufficiale: http://https://www.saatchiart.com/lynnyawboling
Livica Dean è una pittrice americana-italiana, nata nel 1955 negli USA dove ha studiato pittura e storia dell'arte. Si è laureata alla Yale University nel 1982 e grazie ad una borsa di ricerca Fulbright (indagine visiva sulla pittura di Monet, e con Joan Mitchell) è vissuta a Parigi per alcuni anni prima di trasferirsi in Italia nel 1987. La sua pratica artistica si muove in una zona instabile tra rappresentazione ed astrazione dove si possono approfondire meglio i meccanismi della ricognizione percettiva (o Gestalt Psychology secondo Gombrich). Ambiguità, memoria, forma sono concetti che come nuvole sfuggono alle definizioni ("things which cannot be pinned down like").
Nella serie di opere basate sulle Metamorfosi di Ovidio, i racconti non sono illustrati in maniera narrativa, ma servono più come un pretesto. Dai tempi dei romani a Pompei fino a Christine de Pisan nel medioevo, da Pollaiolo e Tiepolo a Turner, fino a Meret Oppenheim o Anselm Kiefer nel contemporaneo, tantissimi artisti hanno indagato il tema della metamorfosi attraverso la pittura con delle interpretazioni della storia di Dafne molto diverse l'una dall'altra. Dean rivisita spesso questo racconto in particolare e fa riferimento ai molti precedenti con lo scopo di andare oltre. Inizia con l’intercambiabilità morfologica delirante di limbs (in inglese limb riferisce a sia arti e membri umani che rami arborei). Vuole rappresentare la metamorfosi nel tempo progressivo, dove la forma cambia davanti agli occhi. Non vuole escludere la combinazione ovidiana della comica che non nega il pathos dominante.
Spesso lavora con i pastelli morbidi fatti a mano e l'olio di aspic su tele grandi, come fossero pitture piuttosto che disegni, e non è sorprendente che guardi indietro alle opere di Carriera, Redon, e soprattutto Degas, il più importante per la sua ricerca, innovativo fra gli artisti che hanno eccelso nella tecnica del pastello. Poichè l'uso dei pastelli ha avuto inizio come tecnica adatta allo schizzo, per l’esecuzione rapida e non finita permettendo che la stesura di colore in strati mantenesse la luminosità del pigmento puro e, in più, da sempre usato specificamente per rappresentare la carne umana, il pastello è la tecnica perfetta per lei, che vuole fissare il movimento.
Dean, mentre dipinge, cambia l’orientamento del quadro per vedere meglio cosa succede fuori dal contesto prestabilito, per scoprire che quel nuovo punto di vista è più “vero”, che quello che pensava di voler fare era interamente qualcos’altro, e quello che non pensava di fare era giusto. Ad un certo momento la pittura prende il comando e non è più l’immagine mentale o il soggetto che controlla come le cose debbano procedere, ma è l’opera stessa. Dunque per lei dipingere è sempre un passo appena oltre e davanti il pensare o il capire, poiché quello che accade è su un piano inconscio (è nota l’espressione ”dumb as a painter” or “bête comme un peintre” perché i pittori, come gli animali, non sanno parlare). In questo senso, gli artisti sono come i bambini, meglio vederli che ascoltarli.
Nella serie di opere basate sulle Metamorfosi di Ovidio, i racconti non sono illustrati in maniera narrativa, ma servono più come un pretesto. Dai tempi dei romani a Pompei fino a Christine de Pisan nel medioevo, da Pollaiolo e Tiepolo a Turner, fino a Meret Oppenheim o Anselm Kiefer nel contemporaneo, tantissimi artisti hanno indagato il tema della metamorfosi attraverso la pittura con delle interpretazioni della storia di Dafne molto diverse l'una dall'altra. Dean rivisita spesso questo racconto in particolare e fa riferimento ai molti precedenti con lo scopo di andare oltre. Inizia con l’intercambiabilità morfologica delirante di limbs (in inglese limb riferisce a sia arti e membri umani che rami arborei). Vuole rappresentare la metamorfosi nel tempo progressivo, dove la forma cambia davanti agli occhi. Non vuole escludere la combinazione ovidiana della comica che non nega il pathos dominante.
Spesso lavora con i pastelli morbidi fatti a mano e l'olio di aspic su tele grandi, come fossero pitture piuttosto che disegni, e non è sorprendente che guardi indietro alle opere di Carriera, Redon, e soprattutto Degas, il più importante per la sua ricerca, innovativo fra gli artisti che hanno eccelso nella tecnica del pastello. Poichè l'uso dei pastelli ha avuto inizio come tecnica adatta allo schizzo, per l’esecuzione rapida e non finita permettendo che la stesura di colore in strati mantenesse la luminosità del pigmento puro e, in più, da sempre usato specificamente per rappresentare la carne umana, il pastello è la tecnica perfetta per lei, che vuole fissare il movimento.
Dean, mentre dipinge, cambia l’orientamento del quadro per vedere meglio cosa succede fuori dal contesto prestabilito, per scoprire che quel nuovo punto di vista è più “vero”, che quello che pensava di voler fare era interamente qualcos’altro, e quello che non pensava di fare era giusto. Ad un certo momento la pittura prende il comando e non è più l’immagine mentale o il soggetto che controlla come le cose debbano procedere, ma è l’opera stessa. Dunque per lei dipingere è sempre un passo appena oltre e davanti il pensare o il capire, poiché quello che accade è su un piano inconscio (è nota l’espressione ”dumb as a painter” or “bête comme un peintre” perché i pittori, come gli animali, non sanno parlare). In questo senso, gli artisti sono come i bambini, meglio vederli che ascoltarli.
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