Liquid Tongues - Biennale Arte Venezia 2026
Bogna Burska, Daniel Kotowski, Liquid Tongues, 2026, video still | Courtesy © the artists
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Giardini - Padglione Polonia
Indirizzo: Viale Giardini Pubblici
Curatori: Agnieszka Pindera (commissioner), Ewa Chomicka, Jolanta Woszczenko (curators)
Enti promotori:
- Zachęta National Gallery of Art
Sito ufficiale: http://labiennale.art.pl/en/wystawy/liquid-tongues/
Liquid Tongues è un'installazione audio-video di Bogna Burska e Daniel Kotowski, in cui il Chór w Ruchu [Coro in Movimento], composto da persone udenti e sorde, interpreta codici e canti di comunicazione delle balene, sia in inglese fonico che nella lingua dei segni internazionale (IS). Il progetto cerca modalità di comunicazione alternative, ispirate alla vita non umana.
L'asse di questa storia sarà costituito daracconti di perdita e ricostruzione, dalla rinascita delle culture delle balene ai tentativi contemporanei di ripristinare lingue e narrazioni marginalizzate dei sistemi di comunicazione. L'installazione opererà su più livelli: immagine (cinematografia di Magda Mosiewicz e Bogna Burska), suono (composto da Aleksandra Gryka) ed esperienza fisica, attraverso le onde acustiche corrispondenti alle impressioni delle vocalizzazioni e delle ecolocalizzazioni delle balene franche. La coreografia collettiva dei corpi del coro si ispira al movimento dei banchi di pesci (Alicja Czyczel).
Deaf Gain intende la sordità non come una disabilità, ma come una cultura e un'identità separate, offrendo nuove prospettive e forme di espressione. Il team crea una parte significativa del suo materiale audio e video in acqua: un ambiente in cui le persone sorde possono comunicare liberamente con il linguaggio dei segni, mentre le persone udenti emettono suoni distorti. Il confine tra aria e acqua è uno spazio per esperimenti comunicativi: una sorta di specchio in cui si intersecano diversi linguaggi, corpi e modi di percepire.
Questo progetto sviluppa i temi dello spettacolo Rebellion of the Deaf. Renewal (Zachęta, 2025), in cui gli artisti hanno esplorato il tema della comunicazione e dell'accessibilità. Ciò ha portato alla creazione di una comunità di udenti e sordi, che imparano gli uni dagli altri nonostante le differenze linguistiche e realizzano opere insieme in lingua dei segni e fonica.
Il progetto è stato ispirato dalle leggendarie registrazioni di Roger Payne, Songs of the Humpback Whale (1970), che portarono al divieto di caccia alle balene e le salvarono dall'estinzione. I loro suoni complessi ricordarono al mondo l'intelligenza e la ricchezza della cultura animale, dimostrando che l'arte poteva salvare voci che non erano state ascoltate.
Nel concetto curatoriale per la Biennale 2026, basato sulla metafora musicale delle "tonalità minori", Koyo Kouoh estende un invito a incontrare in modo contemplativo ciò che è delicato e generalmente trascurato: le voci più sommesse, le narrazioni dimenticate, le micro-memorie. Ci incoraggia a sviluppare forme sottili di resistenza, a creare nuove relazioni, esperimenti sensibili, a costruire partiture polifoniche di società che si ascoltano, si sentono e risuonano reciprocamente. Liquid Tongues sviluppa questa idea, tentando di superare quelli che immaginiamo essere i limiti della comunicazione e di creare comunità soggettive, tenendo conto di diverse prospettive. Questa versione proposta del futuro considera anche una prospettiva animale.
L'asse di questa storia sarà costituito daracconti di perdita e ricostruzione, dalla rinascita delle culture delle balene ai tentativi contemporanei di ripristinare lingue e narrazioni marginalizzate dei sistemi di comunicazione. L'installazione opererà su più livelli: immagine (cinematografia di Magda Mosiewicz e Bogna Burska), suono (composto da Aleksandra Gryka) ed esperienza fisica, attraverso le onde acustiche corrispondenti alle impressioni delle vocalizzazioni e delle ecolocalizzazioni delle balene franche. La coreografia collettiva dei corpi del coro si ispira al movimento dei banchi di pesci (Alicja Czyczel).
Deaf Gain intende la sordità non come una disabilità, ma come una cultura e un'identità separate, offrendo nuove prospettive e forme di espressione. Il team crea una parte significativa del suo materiale audio e video in acqua: un ambiente in cui le persone sorde possono comunicare liberamente con il linguaggio dei segni, mentre le persone udenti emettono suoni distorti. Il confine tra aria e acqua è uno spazio per esperimenti comunicativi: una sorta di specchio in cui si intersecano diversi linguaggi, corpi e modi di percepire.
Questo progetto sviluppa i temi dello spettacolo Rebellion of the Deaf. Renewal (Zachęta, 2025), in cui gli artisti hanno esplorato il tema della comunicazione e dell'accessibilità. Ciò ha portato alla creazione di una comunità di udenti e sordi, che imparano gli uni dagli altri nonostante le differenze linguistiche e realizzano opere insieme in lingua dei segni e fonica.
Il progetto è stato ispirato dalle leggendarie registrazioni di Roger Payne, Songs of the Humpback Whale (1970), che portarono al divieto di caccia alle balene e le salvarono dall'estinzione. I loro suoni complessi ricordarono al mondo l'intelligenza e la ricchezza della cultura animale, dimostrando che l'arte poteva salvare voci che non erano state ascoltate.
Nel concetto curatoriale per la Biennale 2026, basato sulla metafora musicale delle "tonalità minori", Koyo Kouoh estende un invito a incontrare in modo contemplativo ciò che è delicato e generalmente trascurato: le voci più sommesse, le narrazioni dimenticate, le micro-memorie. Ci incoraggia a sviluppare forme sottili di resistenza, a creare nuove relazioni, esperimenti sensibili, a costruire partiture polifoniche di società che si ascoltano, si sentono e risuonano reciprocamente. Liquid Tongues sviluppa questa idea, tentando di superare quelli che immaginiamo essere i limiti della comunicazione e di creare comunità soggettive, tenendo conto di diverse prospettive. Questa versione proposta del futuro considera anche una prospettiva animale.
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