Il Tempo e lo Spazio
Lisa Benvenuti, La Voie lactée, 2011
Lisa Benvenuti, La Voie lactée, 2011, Palazzo Orsini, Bomarzo
Dal 21 Aprile 2012 al 10 Maggio 2012
Bomarzo | Viterbo | Visualizza tutte le mostre a Viterbo
Luogo: Palazzo Orsini
Indirizzo: via Borghese 10
Orari: da mercoledì a sabato 10-13/ 16-19; 1° maggio e domenica 11-13
Curatori: Marina Zatta, Yasmin Mohamed Samir
Telefono per informazioni: +39 0761 924106
E-Mail info: [email protected].
Sito ufficiale: http://www.palazzoorsini.it
L'esposizione si compone di una mostra collettiva con opere di Ariela Böhm, Hans Burger, Cristina Chiappinelli, Alina Ditot, Luisa Casoli, Mitia Dedoni, Roberto Fruggeri, Claudia Gaiotto, Marilena La Mantia, Rossella Liccione, Fiorella Manzini, Alessandro Meschini, Antonella Pintimalli, Pamela Rota, Scegle, Cristina Simeoni, di tre sale adibite a mostre personali di Maria Carla Mancinelli, Giovanni Mangiacapra ed Erika Muraro, di un'istallazione di Angela Scappaticci e di alcune sale adibite all'esposizione del Movimento Surrazionale, rappresentato da Marisa Bottazzi Agnesini, Lisa Beneventi, Guido Ferrari, Fiorenzo Mascagna ed Anna Paglia.
La mostra è centrata sulla visione storica e geografica dell'universo che ci circonda. Il tempo e lo spazio, il dove e il quando, prendono vita nelle opere degli artisti che mostrano la propria visione del contesto storico e geografico del presente, del passato e del futuro. Spesso gli uomini si sentono lontani dal tempo in cui vivono, sentono di appartenere ad un passato al quale guardano con malinconia, come ad un tempo migliore, più genuino, più libero. Al tempo in cui viviamo, guardiamo sovente con freddezza e rabbia, con la voglia di raggiungere un futuro migliore o di tornare ad un passato più rassicurante.
Al contempo il tempo, inteso come ritmo coloristico e materico, e lo spazio visto come elemento strutturale della tridimensionalità scultorea nella sua accezione classica, ma in una visione più moderna anche del'opera pittorica, sono due elementi portanti della creazione dell'opera d'arte.
Lisa Beneventi affronta il tema dello spazio in tele in cui le simmetrie delle scansioni spaziali e della matericità quasi scultorea appaiono come un rimedio psicologico al male di vivere o la ricerca di un'amonia rassicurante. L'artista divide la tela in ambiti netti: un colore di fondo e una parte materica nelle cui vene sottili si espandono colori puri e di contrasto, traducendo in tal mondo il concetto surrezionale di conciliazione degli opposti. Anche il tema del tempo è affrontato con soluzioni materiche intense, movimentate, magmatiche che intendono esprimere la nostalgia di un passato di audacia, di grandi ideali e di pace attraverso un linguaggio espressivo quanto mai poetico e di grande sintesi narrativa.
La mostra è centrata sulla visione storica e geografica dell'universo che ci circonda. Il tempo e lo spazio, il dove e il quando, prendono vita nelle opere degli artisti che mostrano la propria visione del contesto storico e geografico del presente, del passato e del futuro. Spesso gli uomini si sentono lontani dal tempo in cui vivono, sentono di appartenere ad un passato al quale guardano con malinconia, come ad un tempo migliore, più genuino, più libero. Al tempo in cui viviamo, guardiamo sovente con freddezza e rabbia, con la voglia di raggiungere un futuro migliore o di tornare ad un passato più rassicurante.
Al contempo il tempo, inteso come ritmo coloristico e materico, e lo spazio visto come elemento strutturale della tridimensionalità scultorea nella sua accezione classica, ma in una visione più moderna anche del'opera pittorica, sono due elementi portanti della creazione dell'opera d'arte.
Lisa Beneventi affronta il tema dello spazio in tele in cui le simmetrie delle scansioni spaziali e della matericità quasi scultorea appaiono come un rimedio psicologico al male di vivere o la ricerca di un'amonia rassicurante. L'artista divide la tela in ambiti netti: un colore di fondo e una parte materica nelle cui vene sottili si espandono colori puri e di contrasto, traducendo in tal mondo il concetto surrezionale di conciliazione degli opposti. Anche il tema del tempo è affrontato con soluzioni materiche intense, movimentate, magmatiche che intendono esprimere la nostalgia di un passato di audacia, di grandi ideali e di pace attraverso un linguaggio espressivo quanto mai poetico e di grande sintesi narrativa.
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palazzo orsini
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ariela böhm
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hans burger
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marilena la mantia
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cristina simeoni e altri
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