Stati generali della cultura de Il Sole 24 Ore
45 milioni di visitatori per i musei statali nel 2016
Il Colosseo, Roma | Foto: Robcartorres
L.Sanfelice
21/12/2016
Roma - “Quando dissi il giorno del giuramento che il mio era il ministero economico più importante del Paese, mi serviva non per convincere quelli che già si occupano di cultura, dell’importanza degli investimenti in cultura, ma per convincere gli altri decisori politici. E mi pare siano stati fatti dei passi avanti”. Con queste parole il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, è intervenuto alla quinta edizione degli Stati generali della cultura de Il Sole 24 Ore tenutasi all'Auditorium Parco della Musica di Roma, rispondendo alle domande del direttore de Il Sole 24 Ore, Roberto Napoletano.
A parlare sono stati però soprattutto i numeri e la vertiginosa crescita di affluenza che ha mosso un volume di 5 milioni di visitatori in più nell'ultimo biennio. Un successo che secondo le previsioni culminerà alla fine di dicembre in un totale di 45 milioni di ingressi per i musei statali che avranno ottime ragioni per festeggiare.
La conversazione con Napoletano ha lasciato emergere riflessioni sull'importanza del mecenatismo e sull'idea di elaborare un sistema di vantaggi fiscali tesi a sostenere le imprese che vogliano incoraggiare la crescita e la formazione di giovani artisti italiani e non più solamente le istituzioni culturali.
Riguardo al futuro Franceschini ha poi portato all'attenzione il lavoro di promozione del Mezzogiorno esprimendo forti ambizioni per Napoli, "città destinata diventare in tempi brevi una capitale mondiale del turismo se deciderà di investire in queta direzione".
A parlare sono stati però soprattutto i numeri e la vertiginosa crescita di affluenza che ha mosso un volume di 5 milioni di visitatori in più nell'ultimo biennio. Un successo che secondo le previsioni culminerà alla fine di dicembre in un totale di 45 milioni di ingressi per i musei statali che avranno ottime ragioni per festeggiare.
La conversazione con Napoletano ha lasciato emergere riflessioni sull'importanza del mecenatismo e sull'idea di elaborare un sistema di vantaggi fiscali tesi a sostenere le imprese che vogliano incoraggiare la crescita e la formazione di giovani artisti italiani e non più solamente le istituzioni culturali.
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