Al Prado fino al 21 settembre
Paolo Veronese, la prima grande mostra in Spagna
Paolo Veronese, La disputa con i dottori del tempio, circa 1560. Olio su tela, 236 x 430 cm. Madrid, Museo Nacional del Prado
Francesca Grego
29/05/2025
Mondo - Ha affascinato Rubens e Velàsquez, Delacroix e Cézanne, conquistando un posto speciale nelle collezioni di sovrani come Filippo IV in Spagna e Luigi XIV in Francia. Ora la pittura di Paolo Veronese torna protagonista sulla scena espositiva internazionale con una grande mostra al Museo Nacional del Prado. Oltre 100 opere compongono il progetto appena inaugurato a Madrid, curato dal direttore del museo Miguel Falomir e dallo storico dell’arte Enrico Maria dal Pozzolo, docente presso l’Università degli Studi di Verona, che conclude un ambizioso programma di ricerche, restauri ed esposizioni intrapreso dal Prado oltre vent’anni fa e dedicato alla pittura del Rinascimento veneziano, una pietra miliare delle sue raccolte.
In corso fino al 21 settembre 2025, Paolo Veronese (1528-1588) mette insieme prestiti dai principali musei internazionali - il Louvre, il Met, la National Gallery, gli Uffizi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la Pinacoteca di Brera, tra gli altri - per la prima grande monografica dedicata all’artista in Spagna. Tutti insieme raccontano l’intelligenza pittorica di Veronese e la sua capacità di dar vita a “un universo formale unico”, come recita la presentazione del Prado, ma anche la sterminata cultura del maestro veneziano, che traspare da una pittura ricchissima di riferimenti, rielaborati sulla tela con estrema libertà.
Sullo sfondo si intravedono splendori e miserie della Venezia cinquecentesca: mentre le tensioni religiose, la peste, i primi segnali di declino economico e politico offuscano l’orizzonte della Serenissima, Veronese cattura il mito di Venezia sulla tela, celandone abilmente i lati oscuri. Ma la mostra madrilena sottolinea anche quanto questo artista sia stato capace di trascendere il proprio tempo, diventando una fonte di ispirazione per pittori di ogni epoca, dal Barocco alle avanguardie del Novecento.
Dipinti sacri e profani si rincorrono lungo l’itinerario di visita, dove gli spettatori troveranno in evidenza i capolavori conservati al Prado, eredità della Collezione dei Reali di Spagna: La disputa con i dottori del tempio, Venere e Adone, la Sacra Famiglia nota come La Perla di Raffaello, accanto a prestiti prestigiosi come i Pellegrini di Emmaus del Louvre, la Conversione di Maria Maddalena della National Gallery, Marte e Venere uniti da Amore del Metropolitan Museum. Tra le opere giunte dall’Italia spiccano il Cristo nell’orto degli ulivi della Pinacoteca di Brera, La cena in casa di Simone e Marte e Venere con Cupido, provenienti entrambi dai Musei Reali di Torino, ma non mancano eccezionali prestiti da chiese come quelle di San Pantaleone a Venezia (Il miracolo di San Pantaleone) e di Santa Corona a Vicenza (L’Adorazione dei Magi).
In corso fino al 21 settembre 2025, Paolo Veronese (1528-1588) mette insieme prestiti dai principali musei internazionali - il Louvre, il Met, la National Gallery, gli Uffizi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la Pinacoteca di Brera, tra gli altri - per la prima grande monografica dedicata all’artista in Spagna. Tutti insieme raccontano l’intelligenza pittorica di Veronese e la sua capacità di dar vita a “un universo formale unico”, come recita la presentazione del Prado, ma anche la sterminata cultura del maestro veneziano, che traspare da una pittura ricchissima di riferimenti, rielaborati sulla tela con estrema libertà.
Sullo sfondo si intravedono splendori e miserie della Venezia cinquecentesca: mentre le tensioni religiose, la peste, i primi segnali di declino economico e politico offuscano l’orizzonte della Serenissima, Veronese cattura il mito di Venezia sulla tela, celandone abilmente i lati oscuri. Ma la mostra madrilena sottolinea anche quanto questo artista sia stato capace di trascendere il proprio tempo, diventando una fonte di ispirazione per pittori di ogni epoca, dal Barocco alle avanguardie del Novecento.
Dipinti sacri e profani si rincorrono lungo l’itinerario di visita, dove gli spettatori troveranno in evidenza i capolavori conservati al Prado, eredità della Collezione dei Reali di Spagna: La disputa con i dottori del tempio, Venere e Adone, la Sacra Famiglia nota come La Perla di Raffaello, accanto a prestiti prestigiosi come i Pellegrini di Emmaus del Louvre, la Conversione di Maria Maddalena della National Gallery, Marte e Venere uniti da Amore del Metropolitan Museum. Tra le opere giunte dall’Italia spiccano il Cristo nell’orto degli ulivi della Pinacoteca di Brera, La cena in casa di Simone e Marte e Venere con Cupido, provenienti entrambi dai Musei Reali di Torino, ma non mancano eccezionali prestiti da chiese come quelle di San Pantaleone a Venezia (Il miracolo di San Pantaleone) e di Santa Corona a Vicenza (L’Adorazione dei Magi).
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