1914-2014. Le due dimensioni di Roma
1914-2014. Le due dimensioni di Roma, Albergo Aldrovandi Villa Borghese, Roma
Dal 11 Giugno 2014 al 20 Settembre 2014
Luogo: Albergo Aldrovandi Villa Borghese
Indirizzo: via Ulisse Aldrovandi 15
Orari: 10-23
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 339 7781836 / 338 5205213
E-Mail info: gilberto@pariolifotografia.it
Sito ufficiale: http://www.pariolifotografia.it
Mercoledì 11 giugno 2014 dalle ore 19 alle 22 si inaugura a Roma nel salone affacciato sullo splendido giardino con piscina all'Aldrovandi Villa Borghese in via Ulisse Aldrovandi 15 nel quartiere dei Parioli, la mostra dal titolo "1914-2014. Le due dimensioni di Roma".
In esposizione foto inedite dei primi del 1900 provenienti dall'archivio fotografico della nobile famiglia italo-svizzera Vacchini Pizzotto, nonché gli scatti contemporanei dei fotografi Gilberto Maltinti e Lorenzo Dina dello studio romano Parioli Fotografia.
Ieri una scatola magica in legno, ottone e vetro, oggi gli occhialini e i visori di ultima generazione per ammirare le foto: è questo il filo conduttore della mostra.
Le vecchie foto infatti sono state scattate tra il 1914 e il 1948 dal fotoamatore Giuseppe Vacchini Pizzotto con una tecnica stereoscopica che precorreva allora le attuali foto in 3D. Il nobiluomo con la sua macchina fotografica dotata di due obiettivi fermava la luce delle sue doppie inquadrature su lastre di vetro che inserite in un visore ottico, venivano guardate simultaneamente donando un effetto tridimensionale.
Gilberto Maltinti, fotografo e reporter di viaggio ha acquisito l'intero archivio e nell'ultimo anno insieme al fotografo Lorenzo Dina, ha girato, scovato e trovato le stesse inquadrature di allora realizzando foto stereoscopiche con moderna tecnologia.
Il risultato quindi é una mostra godibile in un continuo rimando tra passato e presente per ammirare da una parte gli scatti originali di inizio Novecento con tanto di didascalie scritte a mano e brevi note del fotoamatore, mentre dall'altra utilizzando i moderni visori stereoscopici si godono le stesse inquadrature di una Roma contemporanea inevitabilmente mutata nel paesaggio.
Le fotografie d'epoca del nobiluomo Vacchini Pizzotto risultano quanto mai attuali nella scelta dell'inquadratura e non sembrano essere datate. Niente immagini banali effetto cartolina, bensì un racconto fotografico dallo stile documentaristico o evocativo. Qualche esempio? La cupola di San Pietro riflessa sull'acqua dopo un temporale, l'inaugurazione dell'Altare della Patria o una piena del Tevere.
Se il nobiluomo Vacchini Pizzotto ha realizzato una foto sull'antico ponte di ferro che collegava un tempo il lungotevere a piazza Trilussa, i due fotografi di Parioli Fotografia hanno allestito un set con la stessa inquadratura dove oggi però svetta il ponte principe Amedeo Savoia Aosta.
E se le immagini dei primi del secolo scorso mostrano i lavori in corso per la pavimentazione di piazza Venezia o i binari del tram di via del Plebiscito, le fotografie contemporanee offrono al visitatore uno sguardo a cento anni di distanza su lembi di città profondamente mutati con le stesso emozionante effetto evocativo.
In esposizione foto inedite dei primi del 1900 provenienti dall'archivio fotografico della nobile famiglia italo-svizzera Vacchini Pizzotto, nonché gli scatti contemporanei dei fotografi Gilberto Maltinti e Lorenzo Dina dello studio romano Parioli Fotografia.
Ieri una scatola magica in legno, ottone e vetro, oggi gli occhialini e i visori di ultima generazione per ammirare le foto: è questo il filo conduttore della mostra.
Le vecchie foto infatti sono state scattate tra il 1914 e il 1948 dal fotoamatore Giuseppe Vacchini Pizzotto con una tecnica stereoscopica che precorreva allora le attuali foto in 3D. Il nobiluomo con la sua macchina fotografica dotata di due obiettivi fermava la luce delle sue doppie inquadrature su lastre di vetro che inserite in un visore ottico, venivano guardate simultaneamente donando un effetto tridimensionale.
Gilberto Maltinti, fotografo e reporter di viaggio ha acquisito l'intero archivio e nell'ultimo anno insieme al fotografo Lorenzo Dina, ha girato, scovato e trovato le stesse inquadrature di allora realizzando foto stereoscopiche con moderna tecnologia.
Il risultato quindi é una mostra godibile in un continuo rimando tra passato e presente per ammirare da una parte gli scatti originali di inizio Novecento con tanto di didascalie scritte a mano e brevi note del fotoamatore, mentre dall'altra utilizzando i moderni visori stereoscopici si godono le stesse inquadrature di una Roma contemporanea inevitabilmente mutata nel paesaggio.
Le fotografie d'epoca del nobiluomo Vacchini Pizzotto risultano quanto mai attuali nella scelta dell'inquadratura e non sembrano essere datate. Niente immagini banali effetto cartolina, bensì un racconto fotografico dallo stile documentaristico o evocativo. Qualche esempio? La cupola di San Pietro riflessa sull'acqua dopo un temporale, l'inaugurazione dell'Altare della Patria o una piena del Tevere.
Se il nobiluomo Vacchini Pizzotto ha realizzato una foto sull'antico ponte di ferro che collegava un tempo il lungotevere a piazza Trilussa, i due fotografi di Parioli Fotografia hanno allestito un set con la stessa inquadratura dove oggi però svetta il ponte principe Amedeo Savoia Aosta.
E se le immagini dei primi del secolo scorso mostrano i lavori in corso per la pavimentazione di piazza Venezia o i binari del tram di via del Plebiscito, le fotografie contemporanee offrono al visitatore uno sguardo a cento anni di distanza su lembi di città profondamente mutati con le stesso emozionante effetto evocativo.
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