Fino al 3 febbraio a Casa dei Carraresi
Da Tiziano a Van Dyck, il Cinquecento in mostra a Treviso
Antoon van Dyck, Testa di carattere, 1613-21, olio su tela, 64,7x50,5 cm.
Francesca Grego
01/10/2018
Treviso - Cinquanta dipinti per viaggiare nel tempo dell’arte: Giorgione, Tiziano, Tintoretto sono solo alcuni dei maestri in mostra a Treviso, in un percorso che dal Rinascimento giunge al Manierismo, per poi toccare le origini del Barocco.
Al centro del progetto, l’evoluzione della pittura di area veneta nel suo secolo d’oro, analizzata attraverso grandi protagonisti, fiorenti botteghe e influenze incrociate, dall’Italia centrale o da altre tradizioni europee, come nel caso di Antoon Van Dyck, Hans Von Aachen e Francisco de Zurbaran.
In programma a Casa dei Carraresi fino al 3 febbraio 2019, “Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500”, offre al pubblico uno spaccato della corposa collezione di Giuseppe Alessandra, che nei decenni centrali del Novecento era nota per ospitare importanti opere di arte moderna e contemporanea, mentre in seguito ha trovato il suoi baricentro nella pittura antica, in particolare nel genere ritrattistico.
E ritratti in effetti sono molte delle opere in mostra: l’Ottavio Farnese di Tiziano, la Testa di carattere di Van Dyck, il Sebastiano Venier di Tintoretto, l’Ippolito de’ Medici o il Pier Luigi Farnese di Sebastiano del Piombo, il Gentiluomo di Von Aachen…
Sei sezioni tematiche e cronologiche scandiscono l’itinerario espositivo, che vede accostate ai dipinti dei grandi maestri opere selezionate provenienti dalla loro cerchia, dalla bottega di Giovanni Bellini a quella di Tintoretto, per arrivare ad allievi illustri come Sebastiano del Piombo. In primo piano, modelli, stili e tendenze di un’epoca, per ripercorrere il complesso intreccio di fattori che ha fatto del Cinquecento il secolo della grande arte in terra veneta e altrove.
Leggi anche:
• L’omaggio di Venezia a Tintoretto per i 500 anni dalla nascita
• A Torino l’autunno è di Van Dyck
• Da Tintoretto alla Pop Art, le grandi mostre dell’autunno 2018
Al centro del progetto, l’evoluzione della pittura di area veneta nel suo secolo d’oro, analizzata attraverso grandi protagonisti, fiorenti botteghe e influenze incrociate, dall’Italia centrale o da altre tradizioni europee, come nel caso di Antoon Van Dyck, Hans Von Aachen e Francisco de Zurbaran.
In programma a Casa dei Carraresi fino al 3 febbraio 2019, “Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500”, offre al pubblico uno spaccato della corposa collezione di Giuseppe Alessandra, che nei decenni centrali del Novecento era nota per ospitare importanti opere di arte moderna e contemporanea, mentre in seguito ha trovato il suoi baricentro nella pittura antica, in particolare nel genere ritrattistico.
E ritratti in effetti sono molte delle opere in mostra: l’Ottavio Farnese di Tiziano, la Testa di carattere di Van Dyck, il Sebastiano Venier di Tintoretto, l’Ippolito de’ Medici o il Pier Luigi Farnese di Sebastiano del Piombo, il Gentiluomo di Von Aachen…
Sei sezioni tematiche e cronologiche scandiscono l’itinerario espositivo, che vede accostate ai dipinti dei grandi maestri opere selezionate provenienti dalla loro cerchia, dalla bottega di Giovanni Bellini a quella di Tintoretto, per arrivare ad allievi illustri come Sebastiano del Piombo. In primo piano, modelli, stili e tendenze di un’epoca, per ripercorrere il complesso intreccio di fattori che ha fatto del Cinquecento il secolo della grande arte in terra veneta e altrove.
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