Marco Bucchieri. Avevo tutto il tempo del mondo
© Marco Bucchieri
Dal 24 Giugno 2021 al 4 Luglio 2021
Castel San Pietro Terme | Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Galleria d'Arte Contemporanea
Indirizzo: Via Matteotti 79/m
Orari: tutti i giorni dalle 17:00 alle 19:00 (salvo variazioni dovute a nuove disposizioni governative), e su appuntamento
Curatori: Barbara Martusciello
Enti promotori:
- Città di Castel San Pietro Terme
Sito ufficiale: http://www.marcobucchieri.com
Giovedì 24 giugno 2021 alle ore 17:00 si inaugura la mostra Avevo tutto il tempo del mondo di Marco Bucchieri, curata da Barbara Martusciello e allestita nella Galleria d'Arte Contemporanea a Castel San Pietro Terme (BO).
L'esposizione, dislocata sulle pareti delle sale del Museo, presenta opere fotografiche realizzate nel biennio 2018-2020 e concepite per essere disposte come installazioni che suggeriscono percorsi narrativi collegati alla memoria e allo scorrere del tempo.
Le figure umane immortalate sembrano assistere alla propria recita muta, nella quale i legami, le intimità, le relazioni, sentimentali o di amicizia o puramente di vicinanza, paiono scomparire in un alone di silenzio. Anche la scelta del colore e di una bassa definizione, spesso con carattere nebbioso, è originata dall’intenzione dell'autore di evocare una realtà silenziosa, in attesa, che pure esprime prorompente richiesta di attenzione..
Come chiarisce la curatrice nel testo in catalogo: “(...) Una fotografia è un modo particolare di relazione dell’operatore con il mondo e che restituisce poi allo spectator: il come lo fa, ovvero il modo con cui Bucchieri si rapporta con l’esistente dimostra un bilanciamento tra quello e la propria intimità e sensibilità. Una lezione che Luigi Ghirri conosceva bene e che il nostro sembra onorare. La conformazione di quel che Bucchieri qui presenta è concettualistica: abbiamo detto essere strutturata come serie di installazioni fotografiche su più pareti; la lettura è, tutto sommato, piuttosto libera e il suo intendimento complessivo alquanto dischiuso. Ci si può soffermare su una singola immagine più che su altre, recependone il portato significante; si può allargare lo sguardo sulla moltitudine composita di tante foto, che raddoppiano all’infinito i tanti significati racchiusi con delicatezza dentro. L’opera vale nella sua molteplicità così come nell’unicità di uno scatto separato. Cosa c’è dentro? Tutto; e tutto il tempo del mondo. Quel tempo che è presente nella generazione della memoria, che fa parte dei ricordi seppure con una logica tutta differente e che è elemento fondamentale anche nella Fotografia. (...)”
Marco Bucchieri è nato a Roma nel 1952. Ha vissuto a Londra e New York e in altre città italiane. Attualmente risiede nella provincia di Bologna.
Attivo sulla scena artistica fin dagli anni ’70 ha sempre alternato il lavoro letterario con una particolare ricerca in campo fotografico tesa all'annullamento dell’immagine classica. Il suo interesse si è poi rivolto a progetti compositivi e concettuali di poesia visiva. Negli anni più recenti ha esplorato l’alienazione che proviene dal contesto urbano sia dal punto di vista architettonico che umano, attraverso immagini nelle quali le linee e i colori (filtrati da tende e finestre) drammatizzano la percezione della realtà esterna come riflesso di un progressivo isolamento esistenziale. A partire dal 2015 le parole appaiono spesso come “nota” sui bordi delle foto, oppure in brevi narrazioni che, seguendo il tema della comunicazione interrotta, accompagnano le foto a stabilire una nuova relazione tra storia ed immagine. Nelle serie successive il testo (apposto a mano) assume una decisa centralità anche grafica e compositiva, integrando i due linguaggi, anche emotivamente, come unico corpus narrativo e figurativo. Il libro “Le Attese Imperfette” 2018, QuduLibri, comprende una ampia selezione dei lavori e dei progetti realizzati dal 2013 al 2017, oltre a tutti i testi che accompagnano le immagini, riprodotti in modo da formare una sezione di racconti.
Su di lui hanno scritto: Dede Auregli, Franco Basile, Carlo Branzaglia, Patti Campani, Ginestra Calzolari, Claudio Marra, Barbara Martusciello, Paola Giovannini, Monica Manfrini, Jane Manning, Barbara Martusciello, Carlotta Monteverde, Piero Orlandi, Ida Panicelli, Marilena Pasquali, Valeria Tassinari, Dario Trento, Jonathan Turner, Roberto Vitali.
I suoi lavori sono in collezioni private in Italia, Danimarca, Turchia, UK, USA e nella collezione dell’Accademia di Belle Arti di Milano, nella collezione permanente della Galleria d'Arte Moderna di Cento (FE) e al MUSEF di Senigallia (AN).
L'esposizione, dislocata sulle pareti delle sale del Museo, presenta opere fotografiche realizzate nel biennio 2018-2020 e concepite per essere disposte come installazioni che suggeriscono percorsi narrativi collegati alla memoria e allo scorrere del tempo.
Le figure umane immortalate sembrano assistere alla propria recita muta, nella quale i legami, le intimità, le relazioni, sentimentali o di amicizia o puramente di vicinanza, paiono scomparire in un alone di silenzio. Anche la scelta del colore e di una bassa definizione, spesso con carattere nebbioso, è originata dall’intenzione dell'autore di evocare una realtà silenziosa, in attesa, che pure esprime prorompente richiesta di attenzione..
Come chiarisce la curatrice nel testo in catalogo: “(...) Una fotografia è un modo particolare di relazione dell’operatore con il mondo e che restituisce poi allo spectator: il come lo fa, ovvero il modo con cui Bucchieri si rapporta con l’esistente dimostra un bilanciamento tra quello e la propria intimità e sensibilità. Una lezione che Luigi Ghirri conosceva bene e che il nostro sembra onorare. La conformazione di quel che Bucchieri qui presenta è concettualistica: abbiamo detto essere strutturata come serie di installazioni fotografiche su più pareti; la lettura è, tutto sommato, piuttosto libera e il suo intendimento complessivo alquanto dischiuso. Ci si può soffermare su una singola immagine più che su altre, recependone il portato significante; si può allargare lo sguardo sulla moltitudine composita di tante foto, che raddoppiano all’infinito i tanti significati racchiusi con delicatezza dentro. L’opera vale nella sua molteplicità così come nell’unicità di uno scatto separato. Cosa c’è dentro? Tutto; e tutto il tempo del mondo. Quel tempo che è presente nella generazione della memoria, che fa parte dei ricordi seppure con una logica tutta differente e che è elemento fondamentale anche nella Fotografia. (...)”
Marco Bucchieri è nato a Roma nel 1952. Ha vissuto a Londra e New York e in altre città italiane. Attualmente risiede nella provincia di Bologna.
Attivo sulla scena artistica fin dagli anni ’70 ha sempre alternato il lavoro letterario con una particolare ricerca in campo fotografico tesa all'annullamento dell’immagine classica. Il suo interesse si è poi rivolto a progetti compositivi e concettuali di poesia visiva. Negli anni più recenti ha esplorato l’alienazione che proviene dal contesto urbano sia dal punto di vista architettonico che umano, attraverso immagini nelle quali le linee e i colori (filtrati da tende e finestre) drammatizzano la percezione della realtà esterna come riflesso di un progressivo isolamento esistenziale. A partire dal 2015 le parole appaiono spesso come “nota” sui bordi delle foto, oppure in brevi narrazioni che, seguendo il tema della comunicazione interrotta, accompagnano le foto a stabilire una nuova relazione tra storia ed immagine. Nelle serie successive il testo (apposto a mano) assume una decisa centralità anche grafica e compositiva, integrando i due linguaggi, anche emotivamente, come unico corpus narrativo e figurativo. Il libro “Le Attese Imperfette” 2018, QuduLibri, comprende una ampia selezione dei lavori e dei progetti realizzati dal 2013 al 2017, oltre a tutti i testi che accompagnano le immagini, riprodotti in modo da formare una sezione di racconti.
Su di lui hanno scritto: Dede Auregli, Franco Basile, Carlo Branzaglia, Patti Campani, Ginestra Calzolari, Claudio Marra, Barbara Martusciello, Paola Giovannini, Monica Manfrini, Jane Manning, Barbara Martusciello, Carlotta Monteverde, Piero Orlandi, Ida Panicelli, Marilena Pasquali, Valeria Tassinari, Dario Trento, Jonathan Turner, Roberto Vitali.
I suoi lavori sono in collezioni private in Italia, Danimarca, Turchia, UK, USA e nella collezione dell’Accademia di Belle Arti di Milano, nella collezione permanente della Galleria d'Arte Moderna di Cento (FE) e al MUSEF di Senigallia (AN).
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