Sarah Atzeni. Gocce di rugiada
Sarah Atzeni. Gocce di rugiada
Dal 8 Marzo 2015 al 8 Aprile 2015
Forte dei Marmi | Lucca | Visualizza tutte le mostre a Lucca
Luogo: MUG - Museo Ugo Guidi
Indirizzo: via Civitali 33
Orari: su appuntamento
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0585 348510
E-Mail info: museougoguidi@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.ugoguidi.it
Il Museo Ugo Guidi e gli Amici del Museo Ugo Guidi Onlus presentano per la FestA della Donna la mostra della scultrice Sarah Atzeni dal titolo “Pelle di rugiada” con presentazione del critico Massimo Bertozzi.
“C’è uno statuto di autosufficienza in qualunque pezzo di pietra.
E allora quello che si deve aggiungere andrà fatto con molta attenzione, con un linguaggio pudico e sensibile, come mormorando parole misteriose, antichi mantra, frammenti di scritture sacre. Per questo c’è nella scultura di Sarah Atzeni soprattutto una precisa idea della luce: la luce che rende visibile e perciò comprensibile il mondo.
Questo gli consente di indagare gli sviluppi delle forme organiche senza dover ridursi a copiare cose reali, ma cercando di rendere visibili le suggestioni plastiche che le cose gli evocano. Ne scaturiscono forme originali, dai ritmi inattesi, figure misteriose e immagini sognate, sostenute da una concisione espressiva sempre più ardita e alimentate da toni lirici sempre più intimi e profondi. Per questa via Sarah Atzeni è andata rafforzando uno stile distaccato dal tempo e dalla contingenza, che confida pienamente solo nella severità della concezione e nella purezza del disegno.
Lasciando trasparire uno sforzo lucido per frenare il rischio dell’eloquenza e contenere la ricchezza degli impulsi che animano e sostengono i palpiti carnali della pietra. L’equilibrio rigoroso delle forme, salde nei volumi e ariose nelle articolazioni dei movimenti, lascia così sempre trasparire l’emozione sensuale che le alimenta. E proprio in questa ricerca di equilibrio, tra ragione e sentimento, tra riflessione e istinto si scopre un carattere popolare e tipicamente apuano, riguardo soprattutto al gusto sapido dell’immagine e alla franchezza del linguaggio.
Ma poi c’è anche il gusto colto e raffinato per le suggestioni nascoste e le allusioni dei segni, come quegli intagli sottili, scritti sulle superfici, con una tecnica derivata dall’incisione a bulino, a rimarcare l’importanza della parola, ma con un alfabeto inventato, che solo l’artista conosce e di cui solo lei può apprezzare il senso oltre che il significato.
Sulla pietra inerte si adagia l’inverno, domatore delle correnti e dei movimenti, ma prima o poi il “vento del disgelo” di cui parla Nietzsche alita il suo fiato caldo sulle pietre rotolanti, destinate alla scultura, a dare forma plastica all’immaginazione dell’artista.
Con immagini abbiamo a che fare infatti e non con figure. Si tratta di affrontare la pietra non per conferirle forme assolute e universali, ma per restituirla alla sua funzione, di accogliere le forme e il sentimento della natura: per Sarah Atzeni è una questione di creazione e non di riproduzione. Senza pagare pegno alla realtà fisica; sfuggire le remore della verosimiglianza e porsi modelli impreveduti e imprevedibili, dove nulla è gratuito e tutto e necessario e irrimediabile.
Quello della sua scultura è così un impianto plastico ininterrotto ma non uniforme, scandito da inattesi trapassi formali, sempre sottratti alla soggezione, oltre che alla suggestione, di qualsiasi dato plastico fisico, funzionale, organico, che proviene dal mondo naturale. Ne deriva una pluralità di soluzioni formali, sempre rigenerata da una immaginazione fantasiosa, alimentata da un’ampia circonvoluzione spaziale e sostenuta da un ritmo ininterrotto. E anche quando riaffiorano suggerimenti anatomici, si tratta pur sempre di accenni puntuali e precisi, perché quello che rimane intatta è la capacità dei volumi a catturare la luminosità degli spazi e il grande dinamismo delle linee, inteso ad espandere invece di racchiudere i volumi.
Un gioco di assonanze e di memorie stimola incontri splendidi e fantasiosi, recuperati allo spirito da una passeggiata in montagna, a guardare passare le nuvole, a raccogliere pietre che rotolano, a indovinare la struttura che tiene in piedi le cose e stimola il pensiero.
Per questo Sarah Atzeni è una scultrice raffinata che non subisce mai il fascino della decadenza.
Le sue idee e i suoi sogni si manifestano allo sguardo, dopo aver abitato a lungo nei pensieri, senza allusioni o simbolismi, ma attraverso segni precisi, con cui la parola diventa pelle e carne della pietra. Perché se una volta il Verbo è diventato carne e ha abitato per un tempo fra di noi, pieno di grazia e di verità, tutto ciò non può che essere stato per sempre.
“In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini”: questo Sarah ha letto nella scrittura sacra, e a questo dispone la sua scultura, dura di sasso, ma piena di grazia e di verità.”
Massimo Bertozzi
Il MUG ha il sostegno della Fondazione Vittorio Veneto di Forte dei Marmi e la partecipazione della Banca Credito Cooperativo Versilia, Lunigiana e Garfagnana, della Fondazione Alimondo Ciampi onlus, del Parco delle Apuane, di Italia Nostra sez. Massa-Montignoso, del Piccolo Teatro della Versilia, della Fondazione Pecciolipe e dell’azienda Favret Mosaici Artistici www.favretmosaici.com, Logos Hotel di Forte dei Marmi.
Con l’adesione del Comune di Forte dei Marmi, dell’Unione Europea, dell’International Council Of Museums, Regione Toscana, Toscana Musei, Edumusei, Provincia di Lucca, Sistema Museale della Provincia di Lucca, Istituto Confucio della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, APT Versilia, Fondazione R. Del Bianco.
Memoria fotografica della mostra a cura di Antonio Raffaelli, presidente Ass. Versiliese Audiovisivi Didattici.
Partner: Villa Finaly Firenze Chancellerie des Universités de Paris - La Sorbonne, Città Infinite, Historia vbc, Associazione Culturale Piemontese ArtePozzo, Polo Istruzione Professionale “E.Barsanti” Massa e Carrara, Liceo Artistico “S.Stagi” Pietrasanta, Comitato Archivio Artistico Documentario Gierut, Acomus International, Galatea Versilia, Club Unesco “Carrara dei Marmi”. La Capannina di Franceschi con lo “ Spazio Museo Ugo Guidi / MUG Space”.
Media Partner: QN LA NAZIONE, Rivista Forte 100, Arte in Toscana, Italia Italy, BestVersilia.com, Life Beyond Tourism, Inpuntadipennablog.it, Culturadelmarmo.it, Agendaeventi.com, La Parentesi della Scrittura, Reality Magazine.
Altre sedi: Logos Hotel – via Mazzini 153 - Forte dei Marmi
Quando: 27 marzo – 8 aprile 2015
Orario: tutti i giorni 9 -23
“C’è uno statuto di autosufficienza in qualunque pezzo di pietra.
E allora quello che si deve aggiungere andrà fatto con molta attenzione, con un linguaggio pudico e sensibile, come mormorando parole misteriose, antichi mantra, frammenti di scritture sacre. Per questo c’è nella scultura di Sarah Atzeni soprattutto una precisa idea della luce: la luce che rende visibile e perciò comprensibile il mondo.
Questo gli consente di indagare gli sviluppi delle forme organiche senza dover ridursi a copiare cose reali, ma cercando di rendere visibili le suggestioni plastiche che le cose gli evocano. Ne scaturiscono forme originali, dai ritmi inattesi, figure misteriose e immagini sognate, sostenute da una concisione espressiva sempre più ardita e alimentate da toni lirici sempre più intimi e profondi. Per questa via Sarah Atzeni è andata rafforzando uno stile distaccato dal tempo e dalla contingenza, che confida pienamente solo nella severità della concezione e nella purezza del disegno.
Lasciando trasparire uno sforzo lucido per frenare il rischio dell’eloquenza e contenere la ricchezza degli impulsi che animano e sostengono i palpiti carnali della pietra. L’equilibrio rigoroso delle forme, salde nei volumi e ariose nelle articolazioni dei movimenti, lascia così sempre trasparire l’emozione sensuale che le alimenta. E proprio in questa ricerca di equilibrio, tra ragione e sentimento, tra riflessione e istinto si scopre un carattere popolare e tipicamente apuano, riguardo soprattutto al gusto sapido dell’immagine e alla franchezza del linguaggio.
Ma poi c’è anche il gusto colto e raffinato per le suggestioni nascoste e le allusioni dei segni, come quegli intagli sottili, scritti sulle superfici, con una tecnica derivata dall’incisione a bulino, a rimarcare l’importanza della parola, ma con un alfabeto inventato, che solo l’artista conosce e di cui solo lei può apprezzare il senso oltre che il significato.
Sulla pietra inerte si adagia l’inverno, domatore delle correnti e dei movimenti, ma prima o poi il “vento del disgelo” di cui parla Nietzsche alita il suo fiato caldo sulle pietre rotolanti, destinate alla scultura, a dare forma plastica all’immaginazione dell’artista.
Con immagini abbiamo a che fare infatti e non con figure. Si tratta di affrontare la pietra non per conferirle forme assolute e universali, ma per restituirla alla sua funzione, di accogliere le forme e il sentimento della natura: per Sarah Atzeni è una questione di creazione e non di riproduzione. Senza pagare pegno alla realtà fisica; sfuggire le remore della verosimiglianza e porsi modelli impreveduti e imprevedibili, dove nulla è gratuito e tutto e necessario e irrimediabile.
Quello della sua scultura è così un impianto plastico ininterrotto ma non uniforme, scandito da inattesi trapassi formali, sempre sottratti alla soggezione, oltre che alla suggestione, di qualsiasi dato plastico fisico, funzionale, organico, che proviene dal mondo naturale. Ne deriva una pluralità di soluzioni formali, sempre rigenerata da una immaginazione fantasiosa, alimentata da un’ampia circonvoluzione spaziale e sostenuta da un ritmo ininterrotto. E anche quando riaffiorano suggerimenti anatomici, si tratta pur sempre di accenni puntuali e precisi, perché quello che rimane intatta è la capacità dei volumi a catturare la luminosità degli spazi e il grande dinamismo delle linee, inteso ad espandere invece di racchiudere i volumi.
Un gioco di assonanze e di memorie stimola incontri splendidi e fantasiosi, recuperati allo spirito da una passeggiata in montagna, a guardare passare le nuvole, a raccogliere pietre che rotolano, a indovinare la struttura che tiene in piedi le cose e stimola il pensiero.
Per questo Sarah Atzeni è una scultrice raffinata che non subisce mai il fascino della decadenza.
Le sue idee e i suoi sogni si manifestano allo sguardo, dopo aver abitato a lungo nei pensieri, senza allusioni o simbolismi, ma attraverso segni precisi, con cui la parola diventa pelle e carne della pietra. Perché se una volta il Verbo è diventato carne e ha abitato per un tempo fra di noi, pieno di grazia e di verità, tutto ciò non può che essere stato per sempre.
“In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini”: questo Sarah ha letto nella scrittura sacra, e a questo dispone la sua scultura, dura di sasso, ma piena di grazia e di verità.”
Massimo Bertozzi
Il MUG ha il sostegno della Fondazione Vittorio Veneto di Forte dei Marmi e la partecipazione della Banca Credito Cooperativo Versilia, Lunigiana e Garfagnana, della Fondazione Alimondo Ciampi onlus, del Parco delle Apuane, di Italia Nostra sez. Massa-Montignoso, del Piccolo Teatro della Versilia, della Fondazione Pecciolipe e dell’azienda Favret Mosaici Artistici www.favretmosaici.com, Logos Hotel di Forte dei Marmi.
Con l’adesione del Comune di Forte dei Marmi, dell’Unione Europea, dell’International Council Of Museums, Regione Toscana, Toscana Musei, Edumusei, Provincia di Lucca, Sistema Museale della Provincia di Lucca, Istituto Confucio della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, APT Versilia, Fondazione R. Del Bianco.
Memoria fotografica della mostra a cura di Antonio Raffaelli, presidente Ass. Versiliese Audiovisivi Didattici.
Partner: Villa Finaly Firenze Chancellerie des Universités de Paris - La Sorbonne, Città Infinite, Historia vbc, Associazione Culturale Piemontese ArtePozzo, Polo Istruzione Professionale “E.Barsanti” Massa e Carrara, Liceo Artistico “S.Stagi” Pietrasanta, Comitato Archivio Artistico Documentario Gierut, Acomus International, Galatea Versilia, Club Unesco “Carrara dei Marmi”. La Capannina di Franceschi con lo “ Spazio Museo Ugo Guidi / MUG Space”.
Media Partner: QN LA NAZIONE, Rivista Forte 100, Arte in Toscana, Italia Italy, BestVersilia.com, Life Beyond Tourism, Inpuntadipennablog.it, Culturadelmarmo.it, Agendaeventi.com, La Parentesi della Scrittura, Reality Magazine.
Altre sedi: Logos Hotel – via Mazzini 153 - Forte dei Marmi
Quando: 27 marzo – 8 aprile 2015
Orario: tutti i giorni 9 -23
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