Il tempo degli Impressionisti, da Monet a Boldini
Filippo Palizzi, In villa
Dal 1 Giugno 2025 al 28 Febbraio 2026
Mesagne | Brindisi | Visualizza tutte le mostre a Brindisi
Luogo: Castello di Mesagne
Indirizzo: Via Castello
Curatori: Isabella Valente
Prolungata: FINO AL 28 FEBBRAIO 2026
«Il tempo degli Impressionisti, da Monet a Boldini», la grande mostra promossa nel Castello di Mesagne dal 1° giugno al 26 novembre prossimi nell’ambito del protocollo d’Intesa Puglia Walking Art e organizzata da Micexperience Rete di imprese, dalla Regione Puglia e dal Comune di Mesagne, sarà l’occasione per soffermarsi su un’epoca davvero speciale per la storia tout court come per la storia dell’arte e soprattutto darà occasione ai visitatori di cogliere il dialogo fra esperienze che maturano a tanta distanza le une dalle altre. Curata dalla prof.ssa Isabella Valente, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Napoli Federico II, la mostra si preannuncia come evento culturale d’eccellenza per il secondo semestre del 2025 in Puglia e, in ossequio a quanto preannunciato alla Bit di Milano, intende approfondire come la nascita dell’Impressionismo francese sia scaturito da «un processo di modernizzazione della pittura motivato dalla prima e più importante ragione: l’appropriazione, da parte dell’artista, dell’autonomia della visione». Un’autentica «rivoluzione culturale», che interessò non soltanto la Francia, ma che si fece strada in diversi ambienti italiani, fino a definire in piena libertà un percorso comune. L’esperienza italiana, peraltro, è altrettanto interessante perché alcune tematiche sembrano emergere anche prima della storica data del 1874.
«Ho più volte riferito come un incipit possa essere individuato nella prima esperienza della cosiddetta Scuola di Posillipo, quando Anton Sminck van Pitloo vinse nel 1824 la cattedra di Pittura di paesaggio, la prima in un’Accademia italiana, con un dipinto eseguito completamente en plein air che eludeva ogni regola fissata dal paysage classique, il Boschetto di Francavilla al Chiatamone», ha detto la prof.ssa Valente nei giorni della Bit come anche di recente in una riunione operativa con gli organizzatori, illustrando il percorso della mostra mesagnese. In essa – come preannunciato – ci sarà un’opera del salentino Gioacchino Toma (1836-1891), Donna che legge, che consente di cogliere «la delicatezza dello sguardo del pittore sul personaggio femminile, la sensibilità nel coglierlo in un intimo momento della giornata e soprattutto l’attenzione al “giapponismo”, tanto in voga negli anni Settanta dell’Ottocento soprattutto in Francia», ma altrettanto significativa sarà In villa di Filippo Palizzi (1818-1899), il cui nome in Puglia è conosciuto perché realizzò la grande tela del San Teodoro a cavallo della Cattedrale di Brindisi. «Il dipinto che presentiamo oggi, una splendida tela di Filippo Palizzi di proprietà della Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, uno dei prestatori museali italiani coinvolti nella mostra, condensa le novità del realismo in pittura avviate e maturate dai Palizzi – conferma la prof. Isabella Valente -. In villa, riferibile al 1877, mostra come della passeggiata nel parco di una coppia di giovani amanti non siano rimasti che i cappelli, il mantello, lo scialle e altri oggetti personali abbandonati sulla panchina. Uno squarcio straordinariamente moderno di vita vera, e mondana, eseguito con una pennellata veloce, sintetica, ma estremamente raffinata».
«Ho più volte riferito come un incipit possa essere individuato nella prima esperienza della cosiddetta Scuola di Posillipo, quando Anton Sminck van Pitloo vinse nel 1824 la cattedra di Pittura di paesaggio, la prima in un’Accademia italiana, con un dipinto eseguito completamente en plein air che eludeva ogni regola fissata dal paysage classique, il Boschetto di Francavilla al Chiatamone», ha detto la prof.ssa Valente nei giorni della Bit come anche di recente in una riunione operativa con gli organizzatori, illustrando il percorso della mostra mesagnese. In essa – come preannunciato – ci sarà un’opera del salentino Gioacchino Toma (1836-1891), Donna che legge, che consente di cogliere «la delicatezza dello sguardo del pittore sul personaggio femminile, la sensibilità nel coglierlo in un intimo momento della giornata e soprattutto l’attenzione al “giapponismo”, tanto in voga negli anni Settanta dell’Ottocento soprattutto in Francia», ma altrettanto significativa sarà In villa di Filippo Palizzi (1818-1899), il cui nome in Puglia è conosciuto perché realizzò la grande tela del San Teodoro a cavallo della Cattedrale di Brindisi. «Il dipinto che presentiamo oggi, una splendida tela di Filippo Palizzi di proprietà della Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, uno dei prestatori museali italiani coinvolti nella mostra, condensa le novità del realismo in pittura avviate e maturate dai Palizzi – conferma la prof. Isabella Valente -. In villa, riferibile al 1877, mostra come della passeggiata nel parco di una coppia di giovani amanti non siano rimasti che i cappelli, il mantello, lo scialle e altri oggetti personali abbandonati sulla panchina. Uno squarcio straordinariamente moderno di vita vera, e mondana, eseguito con una pennellata veloce, sintetica, ma estremamente raffinata».
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