Daphne Cazalet. Scritto sulla pelle
Daphne Cazalet. Scritto sulla pelle, Museo delle Culture del Mondo - Castello D’Albertis, Genova
Dal 5 July 2013 al 6 October 2013
Genova
Luogo: Museo delle Culture del Mondo - Castello D’Albertis
Indirizzo: corso Dogali 18
Orari: da martedì a venerdì 10-18; sabato e domenica 10-19
Telefono per informazioni: +39 010 2723820
E-Mail info: castellodalbertis@comune.genova.it
Sito ufficiale: http://www.museidigenova.it/spip.php?lang=it
Potenti figure femminili, su grandi tele dai colori vivaci e movimenti fluidi, ricopriranno le pareti di Castello D’Albertis insieme a lavori su carta, pieni dei colori e dei disegni della giovinezza dell’artista in India.
Si tratta di una installazione a larga scala di opere su carta dai colori brillanti che esplorano la cultura ed il retroterra dell’artista, Daphne Cazalet, nata in India. Per tutta la sua vita di migrante in Gran Bretagna ed ora in Italia, Daphne ha raccolto le sue memorie, ha registrato il senso della perdita e la nostalgia di una vita de localizzata: nelle sue opere ci conduce nel profondo della sua esperienza di immigrata e mezza razza. Daphne riempie la delicata carta giapponese, talvolta lunga quanto un sari indiano, con gli intricati motivi, le storie e le immagini ricordate e ricreate a partire dalla sua infanzia.
Energiche e spettacolari, queste opere parlano per mezzo della pittura, della stampa, della fotografia e della scrittura.
Quando l’artista Daphne Cazalet è venuta a vivere nel Salento, ha portato con sé uno scrigno pieno di storie provenienti da tutto il mondo.
Lo scrigno contiene le storie della sua stessa migrazione, dalla nativa India verso la Gran Bretagna e poi verso l’Australia, ma anche le storie che altre donne, provenienti da tutti gli angoli della terra, hanno voluto donarle.
"Le nostre storie personali portano traccia dalle emozioni che hanno formato e che cambiano i nostri corpi", spiega Cazalet. "Ogni storia umana - in particolare quelli delle persone migranti - è una dichiarazione politica e una parte vivente delle nostre esperienze quotidiane. Le storie che ho sentito e raccolto sono allo stesso tempo belle e terrificanti. Avevo bisogno di mostrarle visivamente e, secondo me, solo il corpo femminile possiede la profondità di espressione e la potenza lirica per trasmettere tutto quello che le donne mi hanno detto ".
Daphne Cazalet ha lavorato per molti anni con le donne migranti e aborigene in Australia. Nel 2009 ha ottenuto il dottorato presso la “Charles Darwin University”, in Australia. L’artista ha tenuto numerose mostre personali di pittura e stampa in Australia, ma, desiderosa di tornare in Europa, ha poi scelto di vivere in Italia - nel piccolo centro di Castrignano De’ Greci, Salento.
Le sue grandi tele mostrano figure avvolte nel colore, nella luce ed in movimento. Corpi femminili che si curvano e torcono su lunghe tele, espressioni liriche che raccontano la vulnerabilità umana ed allo stesso tempo la dignità ed il coraggio.
"In Italia, la serenità e l’ambiente ricco di cultura mi offre la pace mentale per riflettere su tutto quello che ho imparato negli altri luoghi dove ho vissuto, mi dà anche la possibilità di sviluppare ulteriormente il mio lavoro. Inoltre, l’Italia, come altri paesi europei, sta ora affrontando un discorso sulla migrazione, che durerà a lungo. Un tempo, infatti, le persone migravano dall’Europa, ora invece le persone migrano verso l’Europa, e questo sta avvenendo con un ritmo che non ha precedenti. Spero che il mio lavoro, che riflette le esperienze di tante persone migranti, possa aggiungere qualcosa a questo discorso".
Si tratta di una installazione a larga scala di opere su carta dai colori brillanti che esplorano la cultura ed il retroterra dell’artista, Daphne Cazalet, nata in India. Per tutta la sua vita di migrante in Gran Bretagna ed ora in Italia, Daphne ha raccolto le sue memorie, ha registrato il senso della perdita e la nostalgia di una vita de localizzata: nelle sue opere ci conduce nel profondo della sua esperienza di immigrata e mezza razza. Daphne riempie la delicata carta giapponese, talvolta lunga quanto un sari indiano, con gli intricati motivi, le storie e le immagini ricordate e ricreate a partire dalla sua infanzia.
Energiche e spettacolari, queste opere parlano per mezzo della pittura, della stampa, della fotografia e della scrittura.
Quando l’artista Daphne Cazalet è venuta a vivere nel Salento, ha portato con sé uno scrigno pieno di storie provenienti da tutto il mondo.
Lo scrigno contiene le storie della sua stessa migrazione, dalla nativa India verso la Gran Bretagna e poi verso l’Australia, ma anche le storie che altre donne, provenienti da tutti gli angoli della terra, hanno voluto donarle.
"Le nostre storie personali portano traccia dalle emozioni che hanno formato e che cambiano i nostri corpi", spiega Cazalet. "Ogni storia umana - in particolare quelli delle persone migranti - è una dichiarazione politica e una parte vivente delle nostre esperienze quotidiane. Le storie che ho sentito e raccolto sono allo stesso tempo belle e terrificanti. Avevo bisogno di mostrarle visivamente e, secondo me, solo il corpo femminile possiede la profondità di espressione e la potenza lirica per trasmettere tutto quello che le donne mi hanno detto ".
Daphne Cazalet ha lavorato per molti anni con le donne migranti e aborigene in Australia. Nel 2009 ha ottenuto il dottorato presso la “Charles Darwin University”, in Australia. L’artista ha tenuto numerose mostre personali di pittura e stampa in Australia, ma, desiderosa di tornare in Europa, ha poi scelto di vivere in Italia - nel piccolo centro di Castrignano De’ Greci, Salento.
Le sue grandi tele mostrano figure avvolte nel colore, nella luce ed in movimento. Corpi femminili che si curvano e torcono su lunghe tele, espressioni liriche che raccontano la vulnerabilità umana ed allo stesso tempo la dignità ed il coraggio.
"In Italia, la serenità e l’ambiente ricco di cultura mi offre la pace mentale per riflettere su tutto quello che ho imparato negli altri luoghi dove ho vissuto, mi dà anche la possibilità di sviluppare ulteriormente il mio lavoro. Inoltre, l’Italia, come altri paesi europei, sta ora affrontando un discorso sulla migrazione, che durerà a lungo. Un tempo, infatti, le persone migravano dall’Europa, ora invece le persone migrano verso l’Europa, e questo sta avvenendo con un ritmo che non ha precedenti. Spero che il mio lavoro, che riflette le esperienze di tante persone migranti, possa aggiungere qualcosa a questo discorso".
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