Luigi D'Alimonte. Bidimensionalità plasmata
© Luigi D'Alimonte
Dal 4 Febbraio 2017 al 18 Febbraio 2017
Genova | Visualizza tutte le mostre a Genova
Luogo: Satura art gallery
Indirizzo: piazza Stella 5/1
Orari: da martedì a sabato ore 15 - 19
Curatori: Flavia Motolese
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 010 2468284
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.satura.it
Se la pietra è generalmente considerata un materiale povero, eco di una dimensione primitiva ed ancestrale di manufatto, le sculture di Luigi D’Alimonte sfidano apertamente questa lettura semplicistica e riduttiva, ponendosi come fondamento di un manifesto che vuole elevare la pietra ad elemento nobile, veicolo di bellezza. Pienamente raggiunto l’obiettivo, l’artista non si accontenta e compie un ulteriore trasformazione, decidendo di perseguire un’evoluzione ideologica del concetto di scultura, un’evoluzione-involuzione della tridimensionalità: svuota la materia, la assottiglia, rasentando il confine della bidimensionalità per celebrare le potenzialità della pietra. La poetica della materia è un tema caro allo scultore, che attraversa il suo intero percorso artistico e lo lega alla sua terra d’Abruzzo. La sua indagine affonda le radici proprio nello studio della plasticità e delle caratteristiche della pietra della Maiella e, attraverso tensione e dinamismo, trasforma la dura materia in volute, forme che ne esaltano per contrasto la leggerezza e pieghe. La piega è movimento statico e l'artista vi scorge il mistero, perché nasconde alla
vista, ma suggerisce una presenza.
Non si tratta di scelte estetico-formali, dimostrazione di virtuosismo tecnico, ma di una ponderata riflessione sui materiali offerti dal territorio che si è sviluppata nella pratica del lavoro e nella ricerca espressiva.
D’Alimonte esprime una condizione esistenziale ambivalente, riesce a coniugare gli opposti, fino a rasentare i limiti del possibile, forse a valicarli, generando un paradosso cognitivo. La pietra, per definizione materia dura, assume forme che teoricamente non le sarebbero concesse, la scultura diviene ipotesi segnica e formale che di continuo si applica a saggiare le condizioni della propria ammissibilità. Viene a crearsi così uno stato di frizione destabilizzante, a livello di senso, che riesce a mettere in risonanza elementi formali e strutturali con una forte componente tattile e percettiva.
L’artista esercita un controllo assoluto della materia, la tensione delle forme è esasperata, a volte esaltata dall’inserimento di fili e cavi che creano l’illusione di reggere la struttura e ne svelano anche la delicata precarietà. L’impressione che ne scaturisce, però, è sempre di armonia, equilibrio tra fisicità e leggerezza. Il terreno è quello delle sinestesie, attivate nella fluidità delle associazioni possibili e impossibili, scaturite da sintonie, come da distonie tra pensiero e fisicità.
D’Alimonte, spezzando i topoi della consuetudine e della convenzione, crea ossimori tridimensionali, che celebrano la bellezza della forma ed incitano la perseveranza dell’uomo a superare i limiti imposti.
Vernissage: 4 febbraio 2017 h 17
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