Spillover
Spillover, Palazzo Ducale, Genova
Dal 24 Ottobre 2014 al 2 Novembre 2014
Genova | Visualizza tutte le mostre a Genova
Luogo: Palazzo Ducale
Indirizzo: piazza Matteotti 9
Orari: da lunedì a venerdì 9-18; sabato e domenica 10-19
Curatori: Anna d’Ambrosio
Telefono per informazioni: +39 010 5574065
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.palazzoducale.genova.it
“Spillover” è un viaggio nel futuro sperimentale delle nanotecnologie ad opera di un gruppo di artisti che Investigheranno nuovi materiali, con riferimento a una piattaforma open source, attivata nell’ambito del progetto “The Transparent Dream” presentato da AMY D arte spazio a maggio 2014.
Questi artisti_ acceleratori lanceranno una propria linea per presentare progetti ad aziende interessate e sperimentare l’arte del futuro ed entrare in questo mercato.
La nuova sperimentazione vede protagonista l’artista cilena Lorena Pedemonte Tarodo, alle prese con l’Aeropan, della AMA Group Spa, pannello termoisolante composto da nanotecnologie in Aerogel accoppiato ad una membrana traspirante in polipropilene.
In mostra l’installazione “Shelter” 2014 di Lorena Pedemonte Tarodo nata grazie a sinergie tra Kubo effetti speciali, l’AMA s.p.a , AMY D Arte Spazio e il Festival Della Scienza di Genova.
In visione “Mind The Gap” dell’artista polacca Maria Wasilewska.
Può la fisica del grafene dimostrarci che lo spazio-tempo è un ologramma, un miraggio?
Se “l’eresia” del fisico Petr Horava si rivelasse corretta, potrebbe cambiare per sempre la nostra concezione di spazio-tempo conducendoci ad una “teoria del tutto” applicabile a tutta la materia e alle forze che agiscono su di essa.
Nella Sua riformulazione della relatività generale egli include una direzione preferenziale del tempo, dal passato al futuro, l’unico modo in cui l’universo come noi lo osserviamo sembra evolvere.
“Non c’è nessun grande orologio che batte il tempo dell’universo” e se si vuole comprendere “si può fare a meno della nozione di tempo” afferma Carlo Rovelli, saggista e docente di fisica teorica all’Università Aix_Marseille.
L’immagine che emerge oggi nel mondo fisico è quella di una danza indipendente ed anarchica delle cose rispetto all’altra, senza un tempo “oggettivo”, “assoluto”.
Il Nostro tempo percepito non è altro che un’approssimazione delle tante variabili che succedono a livello microscopico. La sensazione dello scorrere temporale è, in un certo senso, un’illusione derivata dall’incompletezza della conoscenza.
“È necessario costruire un nuovo schema concettuale, che ci permetta di pensare il mondo, quando il tempo non è più una variabile continua che scorre per conto suo, ma diventa parte di una nuvola di probabilità di grani di spaziotempo”.
C. Rovelli e A. Connes propongono l’ipotesi del tempo termico nella quale il tempo emerge solo in un contesto termodinamico o statistico.
Questi artisti_ acceleratori lanceranno una propria linea per presentare progetti ad aziende interessate e sperimentare l’arte del futuro ed entrare in questo mercato.
La nuova sperimentazione vede protagonista l’artista cilena Lorena Pedemonte Tarodo, alle prese con l’Aeropan, della AMA Group Spa, pannello termoisolante composto da nanotecnologie in Aerogel accoppiato ad una membrana traspirante in polipropilene.
In mostra l’installazione “Shelter” 2014 di Lorena Pedemonte Tarodo nata grazie a sinergie tra Kubo effetti speciali, l’AMA s.p.a , AMY D Arte Spazio e il Festival Della Scienza di Genova.
In visione “Mind The Gap” dell’artista polacca Maria Wasilewska.
Può la fisica del grafene dimostrarci che lo spazio-tempo è un ologramma, un miraggio?
Se “l’eresia” del fisico Petr Horava si rivelasse corretta, potrebbe cambiare per sempre la nostra concezione di spazio-tempo conducendoci ad una “teoria del tutto” applicabile a tutta la materia e alle forze che agiscono su di essa.
Nella Sua riformulazione della relatività generale egli include una direzione preferenziale del tempo, dal passato al futuro, l’unico modo in cui l’universo come noi lo osserviamo sembra evolvere.
“Non c’è nessun grande orologio che batte il tempo dell’universo” e se si vuole comprendere “si può fare a meno della nozione di tempo” afferma Carlo Rovelli, saggista e docente di fisica teorica all’Università Aix_Marseille.
L’immagine che emerge oggi nel mondo fisico è quella di una danza indipendente ed anarchica delle cose rispetto all’altra, senza un tempo “oggettivo”, “assoluto”.
Il Nostro tempo percepito non è altro che un’approssimazione delle tante variabili che succedono a livello microscopico. La sensazione dello scorrere temporale è, in un certo senso, un’illusione derivata dall’incompletezza della conoscenza.
“È necessario costruire un nuovo schema concettuale, che ci permetta di pensare il mondo, quando il tempo non è più una variabile continua che scorre per conto suo, ma diventa parte di una nuvola di probabilità di grani di spaziotempo”.
C. Rovelli e A. Connes propongono l’ipotesi del tempo termico nella quale il tempo emerge solo in un contesto termodinamico o statistico.
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