Lucrezia Buonvisi: il suo volto, la sua storia
MiBACT - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Dal 1 Maggio 2015 al 13 Giugno 2015
Luogo: Archivio di Stato
Indirizzo: piazza Gudiccioni 8
Orari: 8-13 il I° maggio; su prenotazione in seguito
Telefono per informazioni: +39 0583 491465
E-Mail info: as-lu@beniculturali.it
Sito ufficiale: http://.archiviodistatoinlucca.it/
In occasione dell’apertura straordinaria del I° maggio presso l’archivio di Stato di Lucca sarà allestita una mostra relativa al periodo e alla vicenda di Lucrezia Buonvisi e sarà esposta al pubblico molta documentazione inedita. La storia di quella che da tempo è stata denominata “La Monaca di Monza lucchese” è stata oggetto di vari studi, di rappresentazioni teatrali e di romanzi, ma mai se ne era potuto vedere sia il volto che la firma e la grafia. Grazie alle ricerche della direttrice Laurina Busti è stato possibile rinvenire, nelle carte conservate presso l’Istituto cittadino, anche la scrittura e l’immagine, ripresa da un ritratto risalente al periodo in cui Lucrezia Buonvisi era monaca nel convento di S. Chiara.
La mostra si articolerà in tre sezioni. La prima riguarderà il periodo storico inerente (secc. XVI-XVII), con notizie relative alle tre nobili famiglie coinvolte nell’avvenimento: I Buonvisi gli Arnolfini e i Malpigli. Sarà possibile ammirare, fra l’altro, gli stemmi gentilizi tratti sia da specifiche fonti archivistiche che dal Libro d’oro della nobiltà lucchese, consultabile anche su dispositivo multimediale e gli splendidi registri figurati relativi ai beni patrimoniali (i martirologi o terrilogi) delle tre importanti famiglie, oltre che i loro alberi genealogici.
Seguirà la documentazione, molta inedita, a volte citata ma mai esposta al pubblico, relativa all’avvenimento. Il matrimonio di Lucrezia Malpigli con Lelio Buonvisi, l’uccisione di quest’ultimo ad opera di sicari assoldati dall’amante Massimiliano Arnolfini nell’attuale piazza dei Servi, il bando di confisca e morte per l’Arnolfini, la sua pazzia e successiva prigione. Questo mentre Lucrezia Buonvisi, per sottrarsi alla pena di morte perché accusata di essere complice per l’omicidio del marito, fugge in convento e prende il velo nel convento di S. Chiara col nome di suor Umilia Malpigli il 5 giugno 1593, quattro giorni dopo il terribile omicidio.
La terza sezione sarà incentrata sulla figura di Lucrezia con le sue vicende dentro il monastero, i suoi amori, ma anche quelli di altre suore, il proposito di uccidere, con la complicità dell’ultimo giovane amante Tommaso Saminiati, una suora, non complice e pericolosa testimone dei loro incontri.
Gli ultimi documenti esposti sono inerenti alla condanna papale, alla carcerazione insieme ad altre suore, al suo volto, alla sua firma, alla sua grafia e all’attestazione, nel 1590, quando dunque aveva 18 anni, di essere considerata se non la più bella certo tra le più belle giovani di Lucca. Segue un testamento della madre, Luisa Buonvisi, che la ricorda nel 1618, quando dunque Lucrezia aveva già 46 anni.
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