Andrea Branzi. L'architettura appartiene al teatro
Andrea Branzi, Disegni per la scenografia di “Casanova”, coreografia di Karole Armitage, Teatro Comunale di Firenze, 1998. Teatro Antico di Taormina, 2000, collage e pennarello su carta
Dal 3 Ottobre 2023 al 23 Dicembre 2023
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Antonia Jannone Disegni di Architettura
Indirizzo: Corso Garibaldi 125
Orari: da lunedì a venerdì dalle 15.30 alle 19.30 – mattina e sabato su appuntamento
Telefono per informazioni: +39 02 29002930
E-Mail info: info@antoniajannone.it
Sito ufficiale: http://www.antoniajannone.i
Antonia Jannone Disegni di Architettura annuncia la proroga della mostra L’architettura appartiene al teatro dell’architetto e designer Andrea Branzi fino al 23 dicembre 2023.
Come in una coreografia all’interno di un teatro improvvisato dove le maschere cambiano forma e colore, Branzi riscopre i grandi maestri della pittura del novecento trasformando le loro creazioni in modo sorprendente. Buratti e burattini, maschere, pupi e marionette raccontano il mondo felice delle commedie e delle avventure circensi.
In mostra la serie di disegni da cui prende il titolo, un corpus di lavori realizzati negli anni Duemila, tra cui le scenografie di Casanova (2000) e Barbablu (2002), le sculture dei Buratti (2019-20), i disegni delle Filastrocche (2020) e le interpretazioni della collezione Maschere (2022-23).
Ad accompagnare l’esposizione, Archetipi, che raccoglie i modelli teorici mentali che anticipano la creazione materiale e che fanno parte di quel patrimonio antropologico non evidente che giace nel nostro inconscio. In architettura, questi possono essere ricondotti alle strutture primarie la cui funzione non è definita in rapporto all’abitare, ma al costruire.
Nella visione di Branzi: “oggi l’architettura civile vive una crisi di credibilità, nel senso che il suo rapporto con la società si è progressivamente logorato; a sua volta, la società vive una profonda crisi e non è più in grado di fornire quadri di valori al progetto.” Così gli archetipi possono svolgere la funzione essenziale di repertorio da inventare nuovamente. In questa sezione trova spazio la serie inedita di disegni Torre Velasca (2023), ispirata all’architettura moderna milanese.
Andrea Branzi (1938 – 2023) dalla metà degli anni Settanta ha vissuto e lavorato come architetto e designera Milano. È stato autore di molti libri su storia e teoria del design. Dal 1964 al 1974 prende parte ad Archizoom Associati, primo gruppo di avanguardia noto in campo internazionale ed è stato un membro chiave dello Studio Alchimia, fondato nel 1976, e ha continuato a collaborare con il Memphis Group nei primi anni Ottanta. Nel 1982 è cofondatore di Domus Academy nel 1982, la prima scuola internazionale post-universitaria di design, ed è stato professore e presidente della Scuola di Interior Design del Politecnico di Milano fino al 2009. Nel 2008 è insignito della Laurea Honoris Causa in Disegno Industriale all’Università La Sapienza di Roma. Nello stesso anno è nominato Membro Onorario del Royal Design for Industry di Londra e dell’Accademia delle Arti e del disegno di Firenze. Nel 2010 è stato invitato a partecipare con una sala personale alla Biennale di Venezia, presso il padiglione Italia. Nel 2017 il Centro Georges Pompidou di Parigi ha dedicato al suo lavoro una sala permanente. Nel 2018 la Royal Academy of Fine Arts di Stoccolma gli ha conferito il premio Rolf Schock per le Arti Visive. Branzi ha ricevuto per tre volte il Compasso d'Oro, premiato per l'impegno individuale o di gruppo nel 1979, 1987 e 1995. I suoi progetti sono conservati nei maggiori musei: Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma; Centro Georges Pompidou, Parigi; Design Museum, Gent; MOMA New York; Brooklyn Museum, New York; Denver Museum of Art, Denver; Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, Parigi; Groninger Museum, Groningen; Fonds Régional d'Art Contemporain, Orleans; Houston Museum of Fine Arts, Texas; Israel Museum, Gerusalemme; Musée des Beaux-Arts, Montreal; Musée des Arts décoratifs, Parigi; Victoria & Albert Museum, Londra; Vitra Design Museum, Weil-am-Rhein; MAK, Vienna.
Come in una coreografia all’interno di un teatro improvvisato dove le maschere cambiano forma e colore, Branzi riscopre i grandi maestri della pittura del novecento trasformando le loro creazioni in modo sorprendente. Buratti e burattini, maschere, pupi e marionette raccontano il mondo felice delle commedie e delle avventure circensi.
In mostra la serie di disegni da cui prende il titolo, un corpus di lavori realizzati negli anni Duemila, tra cui le scenografie di Casanova (2000) e Barbablu (2002), le sculture dei Buratti (2019-20), i disegni delle Filastrocche (2020) e le interpretazioni della collezione Maschere (2022-23).
Ad accompagnare l’esposizione, Archetipi, che raccoglie i modelli teorici mentali che anticipano la creazione materiale e che fanno parte di quel patrimonio antropologico non evidente che giace nel nostro inconscio. In architettura, questi possono essere ricondotti alle strutture primarie la cui funzione non è definita in rapporto all’abitare, ma al costruire.
Nella visione di Branzi: “oggi l’architettura civile vive una crisi di credibilità, nel senso che il suo rapporto con la società si è progressivamente logorato; a sua volta, la società vive una profonda crisi e non è più in grado di fornire quadri di valori al progetto.” Così gli archetipi possono svolgere la funzione essenziale di repertorio da inventare nuovamente. In questa sezione trova spazio la serie inedita di disegni Torre Velasca (2023), ispirata all’architettura moderna milanese.
Andrea Branzi (1938 – 2023) dalla metà degli anni Settanta ha vissuto e lavorato come architetto e designera Milano. È stato autore di molti libri su storia e teoria del design. Dal 1964 al 1974 prende parte ad Archizoom Associati, primo gruppo di avanguardia noto in campo internazionale ed è stato un membro chiave dello Studio Alchimia, fondato nel 1976, e ha continuato a collaborare con il Memphis Group nei primi anni Ottanta. Nel 1982 è cofondatore di Domus Academy nel 1982, la prima scuola internazionale post-universitaria di design, ed è stato professore e presidente della Scuola di Interior Design del Politecnico di Milano fino al 2009. Nel 2008 è insignito della Laurea Honoris Causa in Disegno Industriale all’Università La Sapienza di Roma. Nello stesso anno è nominato Membro Onorario del Royal Design for Industry di Londra e dell’Accademia delle Arti e del disegno di Firenze. Nel 2010 è stato invitato a partecipare con una sala personale alla Biennale di Venezia, presso il padiglione Italia. Nel 2017 il Centro Georges Pompidou di Parigi ha dedicato al suo lavoro una sala permanente. Nel 2018 la Royal Academy of Fine Arts di Stoccolma gli ha conferito il premio Rolf Schock per le Arti Visive. Branzi ha ricevuto per tre volte il Compasso d'Oro, premiato per l'impegno individuale o di gruppo nel 1979, 1987 e 1995. I suoi progetti sono conservati nei maggiori musei: Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma; Centro Georges Pompidou, Parigi; Design Museum, Gent; MOMA New York; Brooklyn Museum, New York; Denver Museum of Art, Denver; Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, Parigi; Groninger Museum, Groningen; Fonds Régional d'Art Contemporain, Orleans; Houston Museum of Fine Arts, Texas; Israel Museum, Gerusalemme; Musée des Beaux-Arts, Montreal; Musée des Arts décoratifs, Parigi; Victoria & Albert Museum, Londra; Vitra Design Museum, Weil-am-Rhein; MAK, Vienna.
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