Ottocento lucano: modelli culturali nell’Italia che nasce
© Databenc art / Photocredit Silvio Russino | Vincenzo Marinelli, Tre uomini, olio su tela
Dal 13 Aprile 2015 al 13 Aprile 2015
Napoli | Visualizza tutte le mostre a Napoli
Luogo: Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore
Indirizzo: vicolo San Domenico Maggiore 18
Orari: h 16
Enti promotori:
- Università degli Studi di Napoli Federico II
- Centro Annali “Nino Calice”
Sito ufficiale: http://www.ilbellooilvero.it
“Ottocento lucano: modelli culturali nell’Italia che nasce” è il titolo del convegno che lunedì 13 aprile, alle ore 16 presso la Sala del Capitolo del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore darà l’occasione di ripercorrere i momenti più importanti di un fortunato periodo artistico della pittura lucana dell’Ottocento, a partire dalla produzione figurativa del grande maestro Vincenzo Marinelli.
Il pomeriggio di studi, promosso dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e dal Centro Annali “Nino Calice” rientra nell’ambito degli appuntamenti per la riscoperta dell’800 napoletano proposto da Databenc (Distretto ad Alta TecnologiA per i BENi Culturali) che offrirà fino al 31 maggio, un ricco calendario di appuntamenti presso il Complesso di San Domenico Maggiore grazie alla collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.
Ad introdurre il convegno Gaetano Manfredi, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Arturo De Vivo, Prorettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ad intervenire Isabella Valente, storica dell’arte dell’Università degli Studi di Napoli Federico II con un intervento dedicato a Marinelli, Tedesco, Di Chirico. Il contributo dei pittori lucani all’arte italiana dell’Ottocento; Antonino De Francesco, dell’Università degli Studi di Milano, che illustrerà l’Identità mediterranea e la nazionalità nel Mezzogiorno d’epoca unitaria,1861-1914; Palmarosa Fuccella, del Centro Annali per una storia sociale della Basilicata, interverrà su Mecenatismo e cultura artistica: Camillo d’Errico e Giustino Fortunato; Nicola De Blasi, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, concluderà l’incontro su Giuseppe Viggiani artista lucano di Napoli nelle lettere inedite di Giustino Fortunato.
Il convegno accompagna la mostraVincenzo Marinelli e gli artisti lucani dell’Ottocento a cura di Isabella Valente, allestita, con progetto di Palmarosa Fuccella, presso la Pinacoteca provinciale di Potenzafino al 2 giugno,che conclude un lungimirante progetto del Centro Annali “Nino Calice” che, dal 2007 ad oggi, ha promosso la rivalutazione del patrimonio culturale figurativo lucano, con l’organizzazione di tre eventi espositivi: nel 2008, fu presentato Giacomo Di Chirico, nel 2012, Michele Tedesco e oggi Marinelli. Durante l’incontro è previsto il Virtual Tour della mostra su Marinelli, permettendo al pubblico di visitare virtualmente le opere esposte presso la Pinacoteca di Potenza. ( HYPERLINK "http://www.ottocentoinmostra.it" www.ottocentoinmostra.it)
Figura d’artista romantico, fine intellettuale, viaggiatore curioso, Vincenzo Marinelli, insieme con i pittori Giacomo Di Chirico e Michele Tedesco, ricompone la triade delle personalità artistiche più interessanti del secolo XIX cui la Basilicata diede i natali.
Ciascuno a suo modo occupò un posto di rilievo sia nella scuola napoletana di pittura, di cui fecero tutti e tre parte integrante, sia nel panorama artistico italiano ed europeo. Si trasferirono presto a Napoli, capitale del Regno fino all’Unità, inizialmente per poter frequentare il Real Istituto di Belle Arti, dove si distinsero per valore e profitto, ritornandovi in età matura da professori. Tutti e tre entrarono nel circuito delle esposizioni artistiche, prima delle Biennali Borboniche e, dopo il 1861, in quelle della Società Promotrice di Belle Arti. Si distinsero sempre agli occhi della critica, assicurandosi precocemente i favori del pubblico e del collezionismo, aristocratico e borghese.
Di Chirico fece parte della scuderia Goupil di Parigi; Tedesco ebbe un giro di collezionisti durante il periodo trascorso con i Macchiaioli toscani e di committenti nelle varie capitali europee, come Londra e Monaco. Marinelli fu prima presso la corte di Ottone di Baviera, primo re di Grecia, poi presso il khedivè d’Egitto, che lo volle con sé anche in eventi ufficiali. Tre figure di intellettuali politicamente impegnati, di patrioti liberali, di sperimentatori aggiornati sempre alle moderne esperienze artistiche.
Isabella Valente
Il convegno di lunedì 13 aprile si inserisce nell’articolato programma di eventi organizzati al Complesso di San Domenico Maggiore che hanno l’obiettivo di offrire la riscoperta del valore del contesto innovativo della Napoli otto-novecentesca attraverso la mostra Il Bello o il Vero curata dalla professoressa Isabella Valente dell’Università di Napoli Federico II. Un’opportunità per la città di Napoli e la Campania per proporre, in occasione di Expo 2015, una prestigiosa offerta culturale e turistica, sostenuta da modelli innovativi di fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale basati su un moderno utilizzo delle tecnologie.
Il pomeriggio di studi, promosso dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e dal Centro Annali “Nino Calice” rientra nell’ambito degli appuntamenti per la riscoperta dell’800 napoletano proposto da Databenc (Distretto ad Alta TecnologiA per i BENi Culturali) che offrirà fino al 31 maggio, un ricco calendario di appuntamenti presso il Complesso di San Domenico Maggiore grazie alla collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.
Ad introdurre il convegno Gaetano Manfredi, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Arturo De Vivo, Prorettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ad intervenire Isabella Valente, storica dell’arte dell’Università degli Studi di Napoli Federico II con un intervento dedicato a Marinelli, Tedesco, Di Chirico. Il contributo dei pittori lucani all’arte italiana dell’Ottocento; Antonino De Francesco, dell’Università degli Studi di Milano, che illustrerà l’Identità mediterranea e la nazionalità nel Mezzogiorno d’epoca unitaria,1861-1914; Palmarosa Fuccella, del Centro Annali per una storia sociale della Basilicata, interverrà su Mecenatismo e cultura artistica: Camillo d’Errico e Giustino Fortunato; Nicola De Blasi, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, concluderà l’incontro su Giuseppe Viggiani artista lucano di Napoli nelle lettere inedite di Giustino Fortunato.
Il convegno accompagna la mostraVincenzo Marinelli e gli artisti lucani dell’Ottocento a cura di Isabella Valente, allestita, con progetto di Palmarosa Fuccella, presso la Pinacoteca provinciale di Potenzafino al 2 giugno,che conclude un lungimirante progetto del Centro Annali “Nino Calice” che, dal 2007 ad oggi, ha promosso la rivalutazione del patrimonio culturale figurativo lucano, con l’organizzazione di tre eventi espositivi: nel 2008, fu presentato Giacomo Di Chirico, nel 2012, Michele Tedesco e oggi Marinelli. Durante l’incontro è previsto il Virtual Tour della mostra su Marinelli, permettendo al pubblico di visitare virtualmente le opere esposte presso la Pinacoteca di Potenza. ( HYPERLINK "http://www.ottocentoinmostra.it" www.ottocentoinmostra.it)
Figura d’artista romantico, fine intellettuale, viaggiatore curioso, Vincenzo Marinelli, insieme con i pittori Giacomo Di Chirico e Michele Tedesco, ricompone la triade delle personalità artistiche più interessanti del secolo XIX cui la Basilicata diede i natali.
Ciascuno a suo modo occupò un posto di rilievo sia nella scuola napoletana di pittura, di cui fecero tutti e tre parte integrante, sia nel panorama artistico italiano ed europeo. Si trasferirono presto a Napoli, capitale del Regno fino all’Unità, inizialmente per poter frequentare il Real Istituto di Belle Arti, dove si distinsero per valore e profitto, ritornandovi in età matura da professori. Tutti e tre entrarono nel circuito delle esposizioni artistiche, prima delle Biennali Borboniche e, dopo il 1861, in quelle della Società Promotrice di Belle Arti. Si distinsero sempre agli occhi della critica, assicurandosi precocemente i favori del pubblico e del collezionismo, aristocratico e borghese.
Di Chirico fece parte della scuderia Goupil di Parigi; Tedesco ebbe un giro di collezionisti durante il periodo trascorso con i Macchiaioli toscani e di committenti nelle varie capitali europee, come Londra e Monaco. Marinelli fu prima presso la corte di Ottone di Baviera, primo re di Grecia, poi presso il khedivè d’Egitto, che lo volle con sé anche in eventi ufficiali. Tre figure di intellettuali politicamente impegnati, di patrioti liberali, di sperimentatori aggiornati sempre alle moderne esperienze artistiche.
Isabella Valente
Il convegno di lunedì 13 aprile si inserisce nell’articolato programma di eventi organizzati al Complesso di San Domenico Maggiore che hanno l’obiettivo di offrire la riscoperta del valore del contesto innovativo della Napoli otto-novecentesca attraverso la mostra Il Bello o il Vero curata dalla professoressa Isabella Valente dell’Università di Napoli Federico II. Un’opportunità per la città di Napoli e la Campania per proporre, in occasione di Expo 2015, una prestigiosa offerta culturale e turistica, sostenuta da modelli innovativi di fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale basati su un moderno utilizzo delle tecnologie.
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