A midsummer (K)night's dream
A midsummer (K)night's dream
Dal 14 December 2012 al 13 January 2013
Parma
Luogo: Palazzo Giordani
Indirizzo: viale Martiri della Libertà 15
Orari: da lunedì a giovedì 8-18.30; venerdì 8-17
Curatori: Stefania Provinciali
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0521 931560
E-Mail info: ufficiostampa@provincia.parma.it
Sito ufficiale: http://www.provincia.parma.it
Con la personale “A midsummer (K)night’s dream” a Parma, a palazzo Giordani, sede della Provincia, dal 13 dicembre 2012 al 13 gennaio 2013, il pittore/giornalista riprende il percorso artistico che dal figurativo degli inizi l’ha portato all’attuale espressionismo.
Pugliese di nascita e parmigiano dagli anni ’60, Antonio Giovanni Mellone non poteva ripresentarsi sulla scena dell’arte, dopo alcuni anni d’assenza, se non nella sua città di adozione: a Parma, il pittore, nonché giornalista professionista, torna ad esporre con una personale, organizzata dalla Provincia nella sua sede a Palazzo Giordani, in viale Martiri della Libertà 15, dal 13 dicembre al 13 gennaio.
“A midsummer (K)night’s dream”, ovvero “Sogno di un cavaliere di mezza estate”, è il titolo della rassegna in cui si potranno vedere una ventina di opere che l’autore ha dedicato a cavalieri, dame e figure mitologiche. «La mia vuole essere una parafrasi del celebre dramma di Shakespeare», spiega Antonio Giovanni Mellone, «In questi quadri, ho fatto una rilettura degli antichi miti greci e della cavalleria del Medio Evo.
Centauri, fauni e altri personaggi simili rappresentano per me la saggezza e la libertà, mentre i cavalieri, quelli dell’immaginario collettivo, sono da sempre il simbolo della lealtà, della generosità e della protezione dei deboli. A Palazzo Giordani, porto anche i “lati oscuri” della donna che fanno parte del mito: non solo Dulcinea di Don Chisciotte o Medusa, ma le donne-mostro che esprimono l’aggressività e la negazione della femminilità».
A questi temi “intensi” e a un suo stile “essenziale”, veicolati soprattutto da grandi tele lavorate con colori acrilici e tecniche miste e opere su carta, l’artista è arrivato gradatamente negli anni, come racconta: «Autodidatta, mi sono formato studiando maestri come Matisse, Van Gogh e Picasso.
Molto devo al disegno che ho praticato per molti giornali e che ha influenzato certamente la mia pittura. Nel tempo il mio stile ha subito delle varianti poiché, nei primi periodi della mia vita artistica, sono partito dal figurativo assoluto, di stampo impressionista, per passare poi a una visione espressionista del colore e del segno. A questo proposito, ritengo che se si è padroni del segno lo si è anche del colore che può non essere un colore bensì una serie di sfumature di grigio, esattamente come avviene nella vita».
In passato, Mellone, che ha svolto l’attività giornalistica soprattutto al quotidiano “Il Giorno”, è stato apprezzato da pubblico e critica per i suoi quadri a olio di grande spessore e i disegni a chin, e ha allestito alcune mostre importanti, come quella a Milano in via Sant’Andrea. Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti dall’artista che tuttavia ha sempre manifestato una naturale ritrosia ad esporre.
Oggi, nella piena maturità, l’autore si “mette allo scoperto” e, volentieri, fa partecipe la gente del suo mondo pittorico, oltre che di quello interiore: «Non a caso ho preso come soggetto dei miei quadri i cavalieri», confida l’interessato, «Le loro virtù, nei nostri giorni difficili, diventano sempre più rare, se non improbabili, per cui, diffidando della realtà, mi rifugio nel sogno. Insomma, come via di salvezza, ho scelto l’utopia!».
Quella dell’autore pugliese è un’identità artistica “forte”, accesa dai colori vividi e contraddistinta da tratti sicuri e pregnanti. Attualmente Mellone fa molto ricorso ai toni caldi, usando in prevalenza i colori acrilici, senza quasi mai mescolarli, ma sovrapponendoli con la tecnica del pennello a secco e definendo figure e sfondi con il nero. Infatti, dopo l’olio, il giornalista-pittore si è convertito all’acrilico, per la sua particolare versatilità e per la brillantezza delle tinte di questo materiale, ma non disdegna acquerelli, pastelli (che fissa secondo un metodo inventato personalmente), collage, tecniche miste e inchiostro.
L’artista predilige i grandi formati (fino a 120X150) perché si esprime meglio su queste dimensioni. I materiali adoperati comprendono una varietà di supporti, qualche volta creati da lui stesso, per cui usa tele, cartoni telati, carta-cotone speciale tirata a mano e carta per olio e acrilico, masonite trattata, e altro, che saranno in visione a Parma, a Palazzo Giordani.
Per l’inaugurazione della mostra di Antonio Giovanni Mellone, giovedì 13 dicembre 2012, alle ore 17, è previsto un evento nell’evento: nella sala-esposizioni, Bruno Gambacorta, giornalista di RAI 2 e amico dell’artista, presenterà il suo libro “Eat Parade”, tratto dalla trasmissione televisiva.
Invece il cavalier Dante Renzini, sponsor della mostra, organizzerà il brindisi con i suoi prodotti d’alta gastronomia umbra e i vini della sua Cantina-Museo Albea di Alberobello. Media-partner della manifestazione è il giornale online InformaCibo, diretto dal parmigiano Donato Troiano.
Pugliese di nascita e parmigiano dagli anni ’60, Antonio Giovanni Mellone non poteva ripresentarsi sulla scena dell’arte, dopo alcuni anni d’assenza, se non nella sua città di adozione: a Parma, il pittore, nonché giornalista professionista, torna ad esporre con una personale, organizzata dalla Provincia nella sua sede a Palazzo Giordani, in viale Martiri della Libertà 15, dal 13 dicembre al 13 gennaio.
“A midsummer (K)night’s dream”, ovvero “Sogno di un cavaliere di mezza estate”, è il titolo della rassegna in cui si potranno vedere una ventina di opere che l’autore ha dedicato a cavalieri, dame e figure mitologiche. «La mia vuole essere una parafrasi del celebre dramma di Shakespeare», spiega Antonio Giovanni Mellone, «In questi quadri, ho fatto una rilettura degli antichi miti greci e della cavalleria del Medio Evo.
Centauri, fauni e altri personaggi simili rappresentano per me la saggezza e la libertà, mentre i cavalieri, quelli dell’immaginario collettivo, sono da sempre il simbolo della lealtà, della generosità e della protezione dei deboli. A Palazzo Giordani, porto anche i “lati oscuri” della donna che fanno parte del mito: non solo Dulcinea di Don Chisciotte o Medusa, ma le donne-mostro che esprimono l’aggressività e la negazione della femminilità».
A questi temi “intensi” e a un suo stile “essenziale”, veicolati soprattutto da grandi tele lavorate con colori acrilici e tecniche miste e opere su carta, l’artista è arrivato gradatamente negli anni, come racconta: «Autodidatta, mi sono formato studiando maestri come Matisse, Van Gogh e Picasso.
Molto devo al disegno che ho praticato per molti giornali e che ha influenzato certamente la mia pittura. Nel tempo il mio stile ha subito delle varianti poiché, nei primi periodi della mia vita artistica, sono partito dal figurativo assoluto, di stampo impressionista, per passare poi a una visione espressionista del colore e del segno. A questo proposito, ritengo che se si è padroni del segno lo si è anche del colore che può non essere un colore bensì una serie di sfumature di grigio, esattamente come avviene nella vita».
In passato, Mellone, che ha svolto l’attività giornalistica soprattutto al quotidiano “Il Giorno”, è stato apprezzato da pubblico e critica per i suoi quadri a olio di grande spessore e i disegni a chin, e ha allestito alcune mostre importanti, come quella a Milano in via Sant’Andrea. Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti dall’artista che tuttavia ha sempre manifestato una naturale ritrosia ad esporre.
Oggi, nella piena maturità, l’autore si “mette allo scoperto” e, volentieri, fa partecipe la gente del suo mondo pittorico, oltre che di quello interiore: «Non a caso ho preso come soggetto dei miei quadri i cavalieri», confida l’interessato, «Le loro virtù, nei nostri giorni difficili, diventano sempre più rare, se non improbabili, per cui, diffidando della realtà, mi rifugio nel sogno. Insomma, come via di salvezza, ho scelto l’utopia!».
Quella dell’autore pugliese è un’identità artistica “forte”, accesa dai colori vividi e contraddistinta da tratti sicuri e pregnanti. Attualmente Mellone fa molto ricorso ai toni caldi, usando in prevalenza i colori acrilici, senza quasi mai mescolarli, ma sovrapponendoli con la tecnica del pennello a secco e definendo figure e sfondi con il nero. Infatti, dopo l’olio, il giornalista-pittore si è convertito all’acrilico, per la sua particolare versatilità e per la brillantezza delle tinte di questo materiale, ma non disdegna acquerelli, pastelli (che fissa secondo un metodo inventato personalmente), collage, tecniche miste e inchiostro.
L’artista predilige i grandi formati (fino a 120X150) perché si esprime meglio su queste dimensioni. I materiali adoperati comprendono una varietà di supporti, qualche volta creati da lui stesso, per cui usa tele, cartoni telati, carta-cotone speciale tirata a mano e carta per olio e acrilico, masonite trattata, e altro, che saranno in visione a Parma, a Palazzo Giordani.
Per l’inaugurazione della mostra di Antonio Giovanni Mellone, giovedì 13 dicembre 2012, alle ore 17, è previsto un evento nell’evento: nella sala-esposizioni, Bruno Gambacorta, giornalista di RAI 2 e amico dell’artista, presenterà il suo libro “Eat Parade”, tratto dalla trasmissione televisiva.
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