Explore. Pianeta Terra

© Stephen Wilkes | Stephen Wilkes, Serengeti National Park, Tanzania, Day to Night™, 2015

 

Dal 07 Aprile 2023 al 25 Giugno 2023

Pisa

Luogo: Palazzo Blu

Indirizzo: Lungarno Gambacorti 9

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19 il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 20

Curatori: Marco Cattaneo

Costo del biglietto: Intero: 3,00 euro Ridotto, convenzioni (Università di Pisa, Sant'Anna e Scuola Normale Superiore) e gruppi: 2,00 euro Ridotto gruppi scuola: 2,00 euro Ridotto gruppi scuola in abbinamento a servizi didattici: 1,00 euro Ridotto Famiglia: 6,00 euro

Telefono per informazioni: +39 050 916 950

E-Mail info: info@palazzoblu.it

Sito ufficiale: http://palazzoblu.it


È in partenza la nuova mostra di National Geographic per il ciclo Explore, che sarà visitabile a Palazzo Blu di Pisa dal 7 aprile al 25 giugno. Dopo Sulla Luna e oltre e Oceani, ultima frontiera, il terzo progetto è Explore. Pianeta Terra, curato da Marco Cattaneo, direttore di National Geograohic Italia. 

La mostra ruoterà attorno all’esplorazione delle terre emerse, a quello che abbiamo scoperto del nostro pianeta, alla varietà degli animali che lo abitano, agli ecosistemi e all’impatto dell’uomo sulla salute dell’ambiente. L’obiettivo è di rappresentare la storia della Terra e le sue trasformazioni, di raccontare la straordinaria  diversità del mondo che ci circonda e la sua vulnerabilità

La Terra è diventata il pianeta dell’uomo, che ne ha colonizzato ogni angolo, modellandolo a sua immagine e somiglianza. Abbiamo imparato a conoscerne ogni aspetto e a sfruttarne le risorse. Oggi, però, con 8 miliardi di esseri umani, l’impatto dell’uomo sul pianeta è dirompente. Ogni anno vengono consumate più risorse rinnovabili di quante la Terra riesca a produrne. Ogni anno vengono ridotti gli habitat naturali per il bisogno di terreni agricoli, di materie prime, di energia. Tutto questo ha un prezzo, oggi  troppo alto. Perciò dobbiamo trovare soluzioni più rispettose dell’ambiente, se vogliamo consegnare alle generazioni future un pianeta capace di offrire ancora risorse e opportunità. 

Il percorso della mostra inizia dalle foto del lavoro day-to-night di Stephen Wilkes, in cui soggetti diversi vengono ripresi dalla stessa posizione per migliaia di scatti nell’arco di 24 ore. Prosegue con immagini di ambienti naturali, dal Grand Canyon al Serengeti, e immagini di ambienti umani o antropizzati, da New York agli sterminati campi di tulipani in Olanda. 
Continua con la storia geologica  del pianeta e quello che ci raccontano gli strati che emergono qua e là dalle pieghe della Terra, dai fossili  alla lenta evoluzione della vita. Questa mostra è un’occasione per accompagnare i visitatori negli ambienti più singolari e affascinanti del pianeta, dai deserti più torridi alle foreste più inestricabili. 

Ma anche per assistere allo spettacolo maestoso della natura nella sua bellezza estrema come nella terrificante  potenza dei suoi eventi più violenti. Gli animali e la loro evoluzione sono una parte rilevante del percorso. Da quelli che  tutti amiamo, a quelli più singolari e vulnerabili, che stanno sparendo con la sesta grande estinzione. Una sezione della mostra è proprio dedicata alle estinzioni, in chiave paleontologica con reperti materiali e in chiave moderna, per immagini e con esempi di estinzioni recenti, in cui siamo sicuri che ci sia lo zampino dell’uomo. 

Nel percorso mostra si incontrano gli antenati - Neanderthal, Denisova - e le tappe della cultura dell’uomo, da Göbekli Tepe a Stonehenge. Ma anche le metropoli sterminate, le cattedrali nel deserto, i luoghi abbandonati, le foreste abbattute, miniere e discariche. Per  toccare con mano l’impatto dell’uomo sul pianeta,    lo sfruttamento selvaggio delle risorse, la devastazione di intere regioni. Il percorso mostra si chiude con un messaggio positivo. Una serie di immagini che raccontano gli strumenti che possiamo, o meglio dobbiamo usare per ripristinare un rapporto sano con l’ambiente, per consegnare alle prossime generazioni un mondo che non sia più sull’orlo  del precipizio.

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI