Alfonso Borghi. L'avvento della materia
Alfonso Borghi. L'avvento della materia, Chiostro del Bramante, Roma
Dal 8 Settembre 2013 al 29 Settembre 2013
Luogo: Chiostro del Bramante
Indirizzo: Arco della Pace 5
Orari: tutti i giorni 10-20
Curatori: Giovanni Faccenda
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 02 89054156
E-Mail info: dreggente@dagcom.com
Sito ufficiale: http://chiostrodelbramante.it/info/alfonso_borghi_lavvento_della_materia/
Un'accurata selezione di trentaquattro opere, che abbraccia il periodo dal 2000 al 2013, ripercorre la produzione più recente di Alfonso Borghi, artista oramai annoverato tra i protagonisti dell'informale italiano contemporaneo. Opere di dimensioni ridotte convivono, nel catalogo e nella mostra, accanto a dipinti monumentali, che esaltano l'impatto emozionale con l'occhio dell'osservatore.
Scrive di lui Giovanni Faccenda curatore della mostra e del catalogo: Borghi è ciò che dipinge. Racconta di se nei floridi impasti e nelle affascinanti stesure, servendosi di cromie irrobustite dal tumultuoso avvento della materia.
La sua pittura, innervata da molteplici effervescenze, risalta per alcune peculiarità evidenti: sebbene essa affondi le proprie origini in quella febbrile stagione di ricerche che sancì la consacrazione dell’Informale e dell’Espressionismo Astratto nell’immediato secondo dopoguerra, per merito soprattutto di Fautrier, Dubuffet, Pollock e de Kooning, quanto davvero la contraddistingue è un pathos di natura mediterranea, più precisamente originato da mutevoli suggestioni di ordine psichico.
Nell’opulenta corporeità delle singole composizioni, Borghi, infatti, trasmette la verità e il senso di suoi stati d’animo, momentanei o più duraturi nel tempo: il colore echeggia, remoto, idilli e oscure trepidazioni, languidi abbandoni mattutini o al volgere della sera, memorie segnate dal buio dei sentimenti. L’esercizio pittorico, per un così ispirato artefice, risulta persino terapeutico: ove il gesto rabbrividisce, favorendo sedimentazioni pregiate e tutt’altro che casuali, lì – è certo – risiede qualche risposta trovata da Borghi a talune intime sollecitazioni.
Nato nel 1944 nella cittadina di Campegine di Reggio Emilia quando ormai manca poco alla fine della guerra, ALFONSO BORGHI si avvicina alla pittura da autodidatta e a soli 18 anni ha la possibilità di esporre le sue opere per la prima volta, grazie all’intercessione di un collezionista. Parte per un breve viaggio a Parigi. Da questo soggiorno consegue una ricerca appassionata, che virerà verso l’Espressionismo dopo il suo ritorno in Italia, grazie anche al fortunato incontro con George Pielmann, allievo di Kokoschka. Il suo essere espressionista viene sottolineato da un atteggiamento originale, in cui l’approccio con la tela è scevro da costrizioni ideologiche. Futurismo, Surrealismo, Figurativismo morandiano, sono solo le fondamenta di una poetica artistica che combina esperienza e ricerca in opere originali, distanti dalle imposizioni formali di una certa pittura. Borghi utilizza il colore come baricentro della sua esperienza artistica. La materia completa poi l’opera. Crea così un equilibrio solido, uno Yin e yang di luci e ombre di materia e di spirito, in cui diversi elementi si inseguono per fondersi in una concordanza cromatica sempre originale. Le sue opere, viaggiano nelle principali città europee e statunitensi. Sono gli anni ’70: Barcellona, Berlino, Madrid, Vienna, Parigi, NewYork, Los Angeles. A partire dagli anni ’80 un susseguirsi di mostre e di eventi importanti costellano l’attività artistica del maestro. Non solo pittura però. Si dedica anche all’arte plastica, dando un senso tridimensionale a quelle opere che già vivono su tela. Lavora il vetro, la ceramica, ma si dedica anche alla scultura vera e propria, donando nel 2002, il Monumento ai Caduti del Macinato alla sua città. Nel 2005 il Palazzo di Giustizia di Milano gli commissiona tre opere che vanno ad affiancare una quadreria prestigiosa, insieme a De Chirico, Carrà, Sironi. Nel 2009 ancora una committenza da parte del Palazzo di Giustizia di Milano con l’affresco di una delle aule del tribunale. Nel 2011 la sua terra natia, a cui il maestro è legato sentimentalmente e artisticamente, gli dedica una serie di mostre: Correggio,Guastalla, Parma, Reggio Emilia non prima però di aver presentato a San Francisco la mostra Recent Works. Il 2011 si conclude con la sua partecipazione alla 54°Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Nel 2012 ancora due appuntamenti importanti: a Torino con la mostra Quadri_cromia di bianco e materia e a Beirut in Libano presso la Galleria Les plumes. A maggio del 2013 Palazzo Carandini di Modena ha ospitato la mostra intitolata Suite Modena. L’estate 2013 si è invece aperta con una grande esposizione a Pechino nello spazio 751 D Park Events. Grazie a una lunga attività espositiva e a una costante sperimentazione artistica, Borghi ha saputo coniugare sapientemente l’importanza per la terra d’origine con le esperienze internazionali. Oggi le sue opere trovano spazio in collezioni pubbliche e private e in musei italiani e europei.
Scrive di lui Giovanni Faccenda curatore della mostra e del catalogo: Borghi è ciò che dipinge. Racconta di se nei floridi impasti e nelle affascinanti stesure, servendosi di cromie irrobustite dal tumultuoso avvento della materia.
La sua pittura, innervata da molteplici effervescenze, risalta per alcune peculiarità evidenti: sebbene essa affondi le proprie origini in quella febbrile stagione di ricerche che sancì la consacrazione dell’Informale e dell’Espressionismo Astratto nell’immediato secondo dopoguerra, per merito soprattutto di Fautrier, Dubuffet, Pollock e de Kooning, quanto davvero la contraddistingue è un pathos di natura mediterranea, più precisamente originato da mutevoli suggestioni di ordine psichico.
Nell’opulenta corporeità delle singole composizioni, Borghi, infatti, trasmette la verità e il senso di suoi stati d’animo, momentanei o più duraturi nel tempo: il colore echeggia, remoto, idilli e oscure trepidazioni, languidi abbandoni mattutini o al volgere della sera, memorie segnate dal buio dei sentimenti. L’esercizio pittorico, per un così ispirato artefice, risulta persino terapeutico: ove il gesto rabbrividisce, favorendo sedimentazioni pregiate e tutt’altro che casuali, lì – è certo – risiede qualche risposta trovata da Borghi a talune intime sollecitazioni.
Nato nel 1944 nella cittadina di Campegine di Reggio Emilia quando ormai manca poco alla fine della guerra, ALFONSO BORGHI si avvicina alla pittura da autodidatta e a soli 18 anni ha la possibilità di esporre le sue opere per la prima volta, grazie all’intercessione di un collezionista. Parte per un breve viaggio a Parigi. Da questo soggiorno consegue una ricerca appassionata, che virerà verso l’Espressionismo dopo il suo ritorno in Italia, grazie anche al fortunato incontro con George Pielmann, allievo di Kokoschka. Il suo essere espressionista viene sottolineato da un atteggiamento originale, in cui l’approccio con la tela è scevro da costrizioni ideologiche. Futurismo, Surrealismo, Figurativismo morandiano, sono solo le fondamenta di una poetica artistica che combina esperienza e ricerca in opere originali, distanti dalle imposizioni formali di una certa pittura. Borghi utilizza il colore come baricentro della sua esperienza artistica. La materia completa poi l’opera. Crea così un equilibrio solido, uno Yin e yang di luci e ombre di materia e di spirito, in cui diversi elementi si inseguono per fondersi in una concordanza cromatica sempre originale. Le sue opere, viaggiano nelle principali città europee e statunitensi. Sono gli anni ’70: Barcellona, Berlino, Madrid, Vienna, Parigi, NewYork, Los Angeles. A partire dagli anni ’80 un susseguirsi di mostre e di eventi importanti costellano l’attività artistica del maestro. Non solo pittura però. Si dedica anche all’arte plastica, dando un senso tridimensionale a quelle opere che già vivono su tela. Lavora il vetro, la ceramica, ma si dedica anche alla scultura vera e propria, donando nel 2002, il Monumento ai Caduti del Macinato alla sua città. Nel 2005 il Palazzo di Giustizia di Milano gli commissiona tre opere che vanno ad affiancare una quadreria prestigiosa, insieme a De Chirico, Carrà, Sironi. Nel 2009 ancora una committenza da parte del Palazzo di Giustizia di Milano con l’affresco di una delle aule del tribunale. Nel 2011 la sua terra natia, a cui il maestro è legato sentimentalmente e artisticamente, gli dedica una serie di mostre: Correggio,Guastalla, Parma, Reggio Emilia non prima però di aver presentato a San Francisco la mostra Recent Works. Il 2011 si conclude con la sua partecipazione alla 54°Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Nel 2012 ancora due appuntamenti importanti: a Torino con la mostra Quadri_cromia di bianco e materia e a Beirut in Libano presso la Galleria Les plumes. A maggio del 2013 Palazzo Carandini di Modena ha ospitato la mostra intitolata Suite Modena. L’estate 2013 si è invece aperta con una grande esposizione a Pechino nello spazio 751 D Park Events. Grazie a una lunga attività espositiva e a una costante sperimentazione artistica, Borghi ha saputo coniugare sapientemente l’importanza per la terra d’origine con le esperienze internazionali. Oggi le sue opere trovano spazio in collezioni pubbliche e private e in musei italiani e europei.
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