La galleria del diletto. Alla corte del duca di Urbino
La galleria del diletto. Alla corte del duca di Urbino
Dal 19 Ottobre 2012 al 31 Gennaio 2013
Luogo: Biblioteca universitaria Alessandrina
Indirizzo: piazzale Aldo Moro
Orari: da lunedì a venerdì 8.30-19; sabato 8.30-13
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 491209
E-Mail info: alessandrina@librari.beniculturali.it
Sito ufficiale: http://www.alessandrina.librari.beniculturali.it
La mostra bibliografica La galleria del diletto. Alla corte di Urbino propone una ricca selezione di volumi appartenenti alla sezione Artes variae del fondo urbinate.
Si tratta del fondo costitutivo della Biblioteca Alessandrina, una delle raccolte più illustri e ricche del Rinascimento. già famosissima all’epoca per la sua completezza e armonia e in grado di documentare i risultati più aggiornati della ricerca storico-scientifica, teologica o sperimentale, era costituita soprattutto da libri a stampa, le opere più recenti e aggiornate disponibili sul mercato. .
Il percorso espositivo documenta le curiosità dello studioso e le passioni del gentiluomo: dal collezionismo alle tecniche, ai giochi, agli svaghi, dalle arti figurative alle arti minori e alle novità tecnologiche e offre, allo stesso tempo, uno spaccato della vita quotidiana alla corte di Urbino.
Riti e miti di una corte del Rinascimento, attraverso i documenti in mostra e in catalogo, scandiscono i tempi e i modi del viver quotidiano nella duplice spazialità dell’aria aperta e degli interni del Palazzo.
Ed ecco allora i caualli e il caualcare, la caccia, svago prediletto del duca e la scherma, entrambe autorevolmente rappresentate nella collezione ducale. Tra i giochi, che ristoravano gli aristocratici ozi, innanzi tutto gli scacchi, ma anche la Rythmomachia (battaglia delle armonie numeriche), il calcio fiorentino, il gioco della palla, precursore della pallacorda e del tennis. Nella galleria del diletto non poteva mancare l’arte culinaria, e, ad essa strettamente collegata, l’arte del ricevimento, in cui si spazia dai trattati sugli effetti del bere ai manuali dei balli in voga: tra cui la gagliarda o romanesca. Attento conoscitore delle mode e delle tendenze estetiche del suo tempo, Francesco Maria colleziona edizioni rare sulle arti figurative: molto ricca, quindi, la sottosezione pittura, scultura e arti minori che documenta anche l’ arte vetraria e la calligrafia. Di grande interesse bibliografico e bibliologico sono le sottosezioni Dell’Alchimia, Delle gioie e pietre preziose, Della calamita, dei metalli e degli anelli: alchimia, mineralogia, cristallografia nel 500 in attesa di conquistare piena dignità scientifica, sono ancora sospese. tra magia e scienza. Anche i Libri dei Segreti sono indicatori di un società che esalta la razionalità e la centralità dell’uomo nell’universo, ma che non rinuncia al fascino dell’ignoto e alla forza attrattiva dell’occulto.
In concomitanza con l’inaugurazione della mostra saranno presentati i volumi Artes variae, curato da Fiammetta Sabba e Introduzione e Poesia, a cura di Alfredo Serrai, pubblicati nella collana editoriale La Biblioteca Di Francesco Maria II della Rovere, Urbania (PU), Quattroventi, 2012.
Si tratta del fondo costitutivo della Biblioteca Alessandrina, una delle raccolte più illustri e ricche del Rinascimento. già famosissima all’epoca per la sua completezza e armonia e in grado di documentare i risultati più aggiornati della ricerca storico-scientifica, teologica o sperimentale, era costituita soprattutto da libri a stampa, le opere più recenti e aggiornate disponibili sul mercato. .
Il percorso espositivo documenta le curiosità dello studioso e le passioni del gentiluomo: dal collezionismo alle tecniche, ai giochi, agli svaghi, dalle arti figurative alle arti minori e alle novità tecnologiche e offre, allo stesso tempo, uno spaccato della vita quotidiana alla corte di Urbino.
Riti e miti di una corte del Rinascimento, attraverso i documenti in mostra e in catalogo, scandiscono i tempi e i modi del viver quotidiano nella duplice spazialità dell’aria aperta e degli interni del Palazzo.
Ed ecco allora i caualli e il caualcare, la caccia, svago prediletto del duca e la scherma, entrambe autorevolmente rappresentate nella collezione ducale. Tra i giochi, che ristoravano gli aristocratici ozi, innanzi tutto gli scacchi, ma anche la Rythmomachia (battaglia delle armonie numeriche), il calcio fiorentino, il gioco della palla, precursore della pallacorda e del tennis. Nella galleria del diletto non poteva mancare l’arte culinaria, e, ad essa strettamente collegata, l’arte del ricevimento, in cui si spazia dai trattati sugli effetti del bere ai manuali dei balli in voga: tra cui la gagliarda o romanesca. Attento conoscitore delle mode e delle tendenze estetiche del suo tempo, Francesco Maria colleziona edizioni rare sulle arti figurative: molto ricca, quindi, la sottosezione pittura, scultura e arti minori che documenta anche l’ arte vetraria e la calligrafia. Di grande interesse bibliografico e bibliologico sono le sottosezioni Dell’Alchimia, Delle gioie e pietre preziose, Della calamita, dei metalli e degli anelli: alchimia, mineralogia, cristallografia nel 500 in attesa di conquistare piena dignità scientifica, sono ancora sospese. tra magia e scienza. Anche i Libri dei Segreti sono indicatori di un società che esalta la razionalità e la centralità dell’uomo nell’universo, ma che non rinuncia al fascino dell’ignoto e alla forza attrattiva dell’occulto.
In concomitanza con l’inaugurazione della mostra saranno presentati i volumi Artes variae, curato da Fiammetta Sabba e Introduzione e Poesia, a cura di Alfredo Serrai, pubblicati nella collana editoriale La Biblioteca Di Francesco Maria II della Rovere, Urbania (PU), Quattroventi, 2012.
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