Personale di Hadeel Azeez
Hadeel Azeez, Così ho dipinto la mia vita, olio su tela, 150x180 cm.
Dal 6 Maggio 2018 al 24 Maggio 2018
Luogo: Galleria Horti Lamiani
Indirizzo: via G. Giolitti 163
Orari: 11-18.30. Sabato chiuso, domenica su appuntamento
Curatori: Domenico Giglio
Apre il 6 maggio alle 18,30 alla galleria Horti Lamiani, Bettivò Arte Contemporanea, a Roma, la personale dell’artista irachena Hadeel Azeez.
Nata a Baghdad nel 1981, da padre iracheno e madre iraniana, Azeez ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Baghdad, specializzandosi in pittura, per poi trasferirsi in Italia nel 2003, poco prima dello scoppio della guerra in Iraq.
Le sue opere intimiste ma che toccano temi sociali quali il corpo femminile, con riferimenti inequivocabili alle sue origini e alla sua esperienza personale. Storia di una liberazione, questo il titolo dell’esposizione a cura di Domenico Giglio, presenta fino al 24 maggio una selezione di lavori di Azeez che ruotano proprio intorno a una liberazione dagli schemi, dai modelli della cultura di origine, liberazioni dalle tentazioni facili dell’arte occidentale, liberazione del corpo femminile, liberazione come percorso iniziatico interiore, per arrivare alla costruzione di un nuovo sé che l’artista trova nella creazione artistica.
Tra le opere in mostra Reflection and Retroreflection, due sculture una in vetroresina a specchi e l’altra in legno che sono una sfida all’iconoclastia islamica, poiché si ispirano alla moschea sciita di epoca abbaside di Al-Kadhimiyn che si trova a Baghdad, all’ Imam Musa al-Kadhim e a suo nipote Muhammad al-Jawad ibn Ali al-Ridha, che vi sono sepolti.
”Da piccola – racconta l’artista – mi divertiva a guardare come i tasselli frammentassero i visi e i corpi dei visitatori e i movimenti di coloro che pregavano mi hanno suggerito la posizione delle due sculture, accovacciate in riflessione interiore, da cui viene il Reflection appunto. Quanto a Retroreflection invece, l’altra parte del titolo, fa riferimento al fenomeno dei raggi che si riflettono in parallelo ai raggi incidenti. Per me simbolo del raggiungimento della consapevolezza della coscienza. Riflettere e far riflettere, l’azione nell’azione (circolare ed infinito)”.
Fonte: www.insideart.eu
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