Riccardo Bergamini. EsseRi Contemporanei

Riccardo Bergamini. EsseRi Contemporanei, Museo Fondazione Crocetti, Roma
Dal 18 Novembre 2013 al 02 Dicembre 2013
Roma
Luogo: Museo Fondazione Crocetti
Indirizzo: via Cassia 492
Orari: lunedì, giovedì e venerdì 11-137 15-19; sabato e domenica 11-18
Curatori: Luigina Rossi
Telefono per informazioni: +39 06 33711468/ 06 6633012
E-Mail info: fondazione.crocetti@tiscali.it
Sito ufficiale: http://www.fondazionecrocetti.it
Riccardo Bergamini espone EsseRi Contemporanei una mostra fotografica di paesaggi urbani accolta negli spazi della Galleria di Via Larga in Palazzo Medici Riccardi della Provincia di Firenze; la mostra, curata da Luigina Rossi, è promossa dall’Associazione Ademus e propone una serie di fotografie dal forte impatto emotivo ispirate da scorci architettonici essenziali che instaurano con lo spettatore un racconto introspettivo profondo.
Come scrive la curatrice “Il progetto è finalizzato all’allestimento di 25 fotografie per lo più di grande formato (70 x 100 e 20 x 30), foto sia a colori che in bianco e nero, il cui soggetto ricorrente è incentrato sulle linee svettanti delle architetture contemporanee colte nelle luci notturne di Roma e di altre città d’Italia fino ad includere luoghi incantati in Europa con l’intento, non secondario per l’artista, di testimoniare luoghi ed edifici in piena trasformazione urbanistica, si pensi ad esempio alla camaleontica esperienza della Stazione Tiburtina. L’effetto del divenire è stato il motivo per cui l’artista ha scelto strutture architettoniche che diventando altro da se assumono una vita autonoma, sono i nuovi EsseRi Contemporanei. E l’artista colpito da questi giganti che impongono la propria essenza negli sconfinati paesaggi urbani è pronto, con il suo occhio esperto, ad amalgamarli con il ritmo del contemporaneo, facendo in modo che la sua intuizione estetica faccia da filtro alla valorizzazione di quelle architetture, architetture che sono le nuove protagoniste della scena urbana, architetture che divengono altro da sé con un attento studio delle luci che si stemperano in un’atmosfera poetica.
Ecco le nuove creature di Riccardo Bergamini che torna ad esporre a Firenze. Sono EsseRi Contemporanei ed esprimono tutto l’ impeto compositivo del fotografo romano fondato che assurge alla passione, passione che si evolve in emozione per chi voglia silenziosamente unirsi a quelle presenze architettoniche e leggerne ogni linea e sentirne ogni vibrazione nella costruzione della luce. Queste immagini sublimi che hanno incuriosito l’animo di Bergamini lungo un viaggio imperativo in Italia e all’estero, in realtà sono il frutto di una prorompente rielaborazione digitale perché è qui che l’atto creativo è intervenuto sulla fotografia, laddove lo scatto originale spesso imprimeva una luce accecante, esse hanno acquisito una vita nuova. Voler giocare con la luce significa in questo contesto voler testimoniare tutta la bellezza estetica di questi improvvisi spazi urbani, pur nelle loro trasformazioni, e farne altro da sé, fare in modo che essi cambino pelle nelle tonalità poetiche dell’imbrunire, tonalità latenti nella visione creativa di Bergamini per usa e sente la luce come fosse una melodia. Ed ogni elemento architettonico si fa ammirare imponendo la sua presenza nello spazio, la luce argentea lo accarezza, lo rende vivo, parlante, crea un ponte intellettivo, produce intensi attimi di piacere per la nostra anima; la sua trasformazione digitale è lo slancio estetico che dobbiamo all’arte, all’arte di Bergamini che non smette di testimoniare la sua profonda connessione con il contemporaneo.
Come scrive la curatrice “Il progetto è finalizzato all’allestimento di 25 fotografie per lo più di grande formato (70 x 100 e 20 x 30), foto sia a colori che in bianco e nero, il cui soggetto ricorrente è incentrato sulle linee svettanti delle architetture contemporanee colte nelle luci notturne di Roma e di altre città d’Italia fino ad includere luoghi incantati in Europa con l’intento, non secondario per l’artista, di testimoniare luoghi ed edifici in piena trasformazione urbanistica, si pensi ad esempio alla camaleontica esperienza della Stazione Tiburtina. L’effetto del divenire è stato il motivo per cui l’artista ha scelto strutture architettoniche che diventando altro da se assumono una vita autonoma, sono i nuovi EsseRi Contemporanei. E l’artista colpito da questi giganti che impongono la propria essenza negli sconfinati paesaggi urbani è pronto, con il suo occhio esperto, ad amalgamarli con il ritmo del contemporaneo, facendo in modo che la sua intuizione estetica faccia da filtro alla valorizzazione di quelle architetture, architetture che sono le nuove protagoniste della scena urbana, architetture che divengono altro da sé con un attento studio delle luci che si stemperano in un’atmosfera poetica.
Ecco le nuove creature di Riccardo Bergamini che torna ad esporre a Firenze. Sono EsseRi Contemporanei ed esprimono tutto l’ impeto compositivo del fotografo romano fondato che assurge alla passione, passione che si evolve in emozione per chi voglia silenziosamente unirsi a quelle presenze architettoniche e leggerne ogni linea e sentirne ogni vibrazione nella costruzione della luce. Queste immagini sublimi che hanno incuriosito l’animo di Bergamini lungo un viaggio imperativo in Italia e all’estero, in realtà sono il frutto di una prorompente rielaborazione digitale perché è qui che l’atto creativo è intervenuto sulla fotografia, laddove lo scatto originale spesso imprimeva una luce accecante, esse hanno acquisito una vita nuova. Voler giocare con la luce significa in questo contesto voler testimoniare tutta la bellezza estetica di questi improvvisi spazi urbani, pur nelle loro trasformazioni, e farne altro da sé, fare in modo che essi cambino pelle nelle tonalità poetiche dell’imbrunire, tonalità latenti nella visione creativa di Bergamini per usa e sente la luce come fosse una melodia. Ed ogni elemento architettonico si fa ammirare imponendo la sua presenza nello spazio, la luce argentea lo accarezza, lo rende vivo, parlante, crea un ponte intellettivo, produce intensi attimi di piacere per la nostra anima; la sua trasformazione digitale è lo slancio estetico che dobbiamo all’arte, all’arte di Bergamini che non smette di testimoniare la sua profonda connessione con il contemporaneo.
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