Roma. La storia dell’arte. Philippe Daverio. Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini
Roma. La storia dell’arte. Philippe Daverio. Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, Auditorium Parco della Musica, Roma
Dal 2 Marzo 2014 al 2 Marzo 2014
Luogo: Auditorium Parco della Musica
Indirizzo: viale Pietro de Coubertin 10
Orari: dalle h 11
Costo del biglietto: € 8; abbonamento a tutte le lezioni € 35
Telefono per informazioni: +39 06 80241281
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.auditorium.com
A Roma le meraviglie dei luoghi svelano un universo di stili unico al mondo; passeggiare per le sue vie e le sue piazze è come sfogliare il più ricco manuale della storia dell'arte occidentale: archi e scalinate, colonne e obelischi, ville e giardini, palazzi e chiese, fontane e monumenti, riflessi della gloria di imperatori, principi e papi, testimoni del genio di artisti raccontano in filigrana storie e avventure di una capitale. Sarebbe troppo pretendere così di imprigionare la città eterna in un unico ritratto, per esauriente e acuto che sia, se non in un insieme di segni che offrono sempre nuove possibilità di lettura.
Dopo il lusinghiero favore del ciclo di lezioni delle scorse stagioni si è deciso di riproporre un'altra serie di percorsi di approfondimento, attraverso un ventaglio di incontri con alcuni dei medesimi studiosi della prima edizione, che volentieri ritornano all'Auditorium a parlare di nuovi argomenti, e altri intellettuali italiani importanti, noti in ambito internazionale e impegnati in diversi campi della ricerca.
Per arricchire di nuove tessere uno straordinario mosaico di cultura, perché i cittadini siano messi nella condizione di aspirare alla bellezza, invitati ancora al piacere della scoperta, alla dolcezza del vivere, le lezioni di questo ciclo sono impostate come un confronto, un dialogo tra due personalità di artisti; siano essi contemporanei tra loro, come nel caso dei grandi Bernini e Borromini, forse una delle “coppie rivali” più famose della storia dell’arte, che proprio sullo stesso terreno della raffinata invenzione della Roma barocca trovano il loro terreno di confronto; oppure in dialogo attraverso i secoli, come nella trasformazione delle invenzioni formali del grande Michelangelo nella rivoluzionaria pittura del Caravaggio. Così, nel dialogo prende luce e si chiarisce la natura stessa del linguaggio dell’arte in un senza fine di rimandi, corrispondenze e antagonismi attraverso il tempo, come accade per il maestro spagnolo Velazquez arrivato in città nel confronto con il classicismo di Guidi Reni nella Roma a metà Seicento, oppure nella contrapposizione alla fine del secolo successivo dell’interpretazione del ritratto e della pittura di storia tra il più grande, ma ancora poco conosciuto degli artisti di Roma in quel momento, Pompeo Batoni, e Jacques-Louis David, il maestro francese che diceva “mi sono cadute le cataratte” proprio di fronte alla rivelazione della città di Roma. Di questa città perduta, inventata, risorta si sono nutriti anche gli spiriti del Novecento in provocatorie e immaginarie metamorfosi per il futuro, così come l’architetto Piacentini in contrapposizione con il più anziano Armando Brasini e il genio di un artista specificatamente “romano” come Marco Schifano nel suo dialogo con Andy Warhol negli anni ’60 del Novecento.
Domenica 2 marzo 2014 h 11 Sala Sinopoli.
Dopo il lusinghiero favore del ciclo di lezioni delle scorse stagioni si è deciso di riproporre un'altra serie di percorsi di approfondimento, attraverso un ventaglio di incontri con alcuni dei medesimi studiosi della prima edizione, che volentieri ritornano all'Auditorium a parlare di nuovi argomenti, e altri intellettuali italiani importanti, noti in ambito internazionale e impegnati in diversi campi della ricerca.
Per arricchire di nuove tessere uno straordinario mosaico di cultura, perché i cittadini siano messi nella condizione di aspirare alla bellezza, invitati ancora al piacere della scoperta, alla dolcezza del vivere, le lezioni di questo ciclo sono impostate come un confronto, un dialogo tra due personalità di artisti; siano essi contemporanei tra loro, come nel caso dei grandi Bernini e Borromini, forse una delle “coppie rivali” più famose della storia dell’arte, che proprio sullo stesso terreno della raffinata invenzione della Roma barocca trovano il loro terreno di confronto; oppure in dialogo attraverso i secoli, come nella trasformazione delle invenzioni formali del grande Michelangelo nella rivoluzionaria pittura del Caravaggio. Così, nel dialogo prende luce e si chiarisce la natura stessa del linguaggio dell’arte in un senza fine di rimandi, corrispondenze e antagonismi attraverso il tempo, come accade per il maestro spagnolo Velazquez arrivato in città nel confronto con il classicismo di Guidi Reni nella Roma a metà Seicento, oppure nella contrapposizione alla fine del secolo successivo dell’interpretazione del ritratto e della pittura di storia tra il più grande, ma ancora poco conosciuto degli artisti di Roma in quel momento, Pompeo Batoni, e Jacques-Louis David, il maestro francese che diceva “mi sono cadute le cataratte” proprio di fronte alla rivelazione della città di Roma. Di questa città perduta, inventata, risorta si sono nutriti anche gli spiriti del Novecento in provocatorie e immaginarie metamorfosi per il futuro, così come l’architetto Piacentini in contrapposizione con il più anziano Armando Brasini e il genio di un artista specificatamente “romano” come Marco Schifano nel suo dialogo con Andy Warhol negli anni ’60 del Novecento.
Domenica 2 marzo 2014 h 11 Sala Sinopoli.
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