Rosario Vicidomini. Minacce di morte al cane unicorno
Rosario Vicidomini, 2020. Olio su tela, 60x60 cm.
Dal 10 Giugno 2021 al 10 Settembre 2021
Luogo: Curva Pura
Indirizzo: Via Acerbi 1
Orari: su appuntamento
Curatori: Nicoletta Provenzano
Telefono per informazioni: +39 3314243004
E-Mail info: [email protected]
Curva Pura è lieta di presentare la mostra Minacce di morte al cane unicorno di Rosario Vicidomini, a cura di Nicoletta Provenzano: un intenso incontro introspettivo con una figuratività contaminata di attrattività seduttive e malinconici affanni, patimenti e inquiete malìe.
Da un fatto di cronaca al simbolo taumaturgico dell‘unicorno, da un potere impressivo di un’intimidazione ad un approccio dissimulato e ridente, da qui si origina il titolo per la mostra di Rosario Vicidomini negli spazi di Curva Pura: una frase che ritma e articola in una espressione vocale la complementarietà dicotomica che unisce, nelle opere dell’artista, levità estatiche a mordaci turbamenti. Il titolo si muove e disputa con un absurdus - composto dalla particella latina ab e surdus risalente al sanscrito suar suonare - allontanandosi ed insieme dando voce ad una dissonanza interna che racchiude le commiste polarità di ogni correlazione sensoriale e vitale, in ordine ad un paradosso enigmatico e insieme irrinunciabile che rivolge e ricolloca iconologie bestiarie medievali in forza di una elocutoria trascinante e tenace.
Le opere, olii su tela realizzati dall’artista durante il periodo pandemico, sono materia pittorica penetrante che si annuncia come un veleno e al contempo una cura, come confine di territorialità soggettive, identità inafferrabili intrise di conflittualità e passioni, transitorietà e sofferenze, estasi e dolore, disgiunzioni e unità multiple del sé.
Dalle precedenti essenze minerali fissate nella sostanzialità assoluta del fondo, la poetica dell’artista si sovverte e riforma decostruendo unitarietà e pienezza nella gestualità libera che aggredisce la tela, componendo visi e corporeità di incontenibile delicatezza e sferzante tensione, originati e rapiti da un fondo che si pone oltre il limite e la finitezza di un confine, divenendo specchio in comunione con gli aspetti più vitali e complessi dell’esistenza umana.
Rosario Vicidomini, in velature sovrapposte, rivela il proprio fare artistico nella sua più appassionata e autentica diatriba, tra veementi azioni decisionali e l’incidentalità dell’imprevisto, costruendo stratificazioni tonali ricongiuntive e separative, rispecchiamenti velati in accordi e consonanze cromatiche che emergono come possibili altre soggettività, in perenni e continui nuovi intendimenti, in nuovi fondi di estraneità identitaria.
Come scrive la curatrice, Nicoletta Provenzano: «Nella smarrita dolcezza dell’estasi le velature cromatiche si combattono con incessante ferocia, mentre lo sguardo nella sua fissità si restituisce all’osservatore come alterità insondabile, profonda e interminabile, definizione di una dirompente presenza, di un feroce ricordo incorporato e assommato a molteplici intellegibilità soggettive che sembrano raccogliersi e intendersi in una sfumatura, per perdersi di nuovo e riabbracciare il mistero che le serba e le avvolge».
Le opere presentate nello spazio di Curva Pura sono la summa incisiva di questo nuovo corso poetico, un atto cruciale che sancisce nuovo ordinamento e nuovi paradigmi nella costante ricerca e indagine trasformativa dell’artista. Durante il
Rosario Vicidomini è nato nel 1986 a Nocera Inferiore. I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre tra Europa e Giappone. Collabora con lo spazio Curva Pura dal 2018. Attualmente vive e lavora a Tramonti, costiera amalfitana.
Da un fatto di cronaca al simbolo taumaturgico dell‘unicorno, da un potere impressivo di un’intimidazione ad un approccio dissimulato e ridente, da qui si origina il titolo per la mostra di Rosario Vicidomini negli spazi di Curva Pura: una frase che ritma e articola in una espressione vocale la complementarietà dicotomica che unisce, nelle opere dell’artista, levità estatiche a mordaci turbamenti. Il titolo si muove e disputa con un absurdus - composto dalla particella latina ab e surdus risalente al sanscrito suar suonare - allontanandosi ed insieme dando voce ad una dissonanza interna che racchiude le commiste polarità di ogni correlazione sensoriale e vitale, in ordine ad un paradosso enigmatico e insieme irrinunciabile che rivolge e ricolloca iconologie bestiarie medievali in forza di una elocutoria trascinante e tenace.
Le opere, olii su tela realizzati dall’artista durante il periodo pandemico, sono materia pittorica penetrante che si annuncia come un veleno e al contempo una cura, come confine di territorialità soggettive, identità inafferrabili intrise di conflittualità e passioni, transitorietà e sofferenze, estasi e dolore, disgiunzioni e unità multiple del sé.
Dalle precedenti essenze minerali fissate nella sostanzialità assoluta del fondo, la poetica dell’artista si sovverte e riforma decostruendo unitarietà e pienezza nella gestualità libera che aggredisce la tela, componendo visi e corporeità di incontenibile delicatezza e sferzante tensione, originati e rapiti da un fondo che si pone oltre il limite e la finitezza di un confine, divenendo specchio in comunione con gli aspetti più vitali e complessi dell’esistenza umana.
Rosario Vicidomini, in velature sovrapposte, rivela il proprio fare artistico nella sua più appassionata e autentica diatriba, tra veementi azioni decisionali e l’incidentalità dell’imprevisto, costruendo stratificazioni tonali ricongiuntive e separative, rispecchiamenti velati in accordi e consonanze cromatiche che emergono come possibili altre soggettività, in perenni e continui nuovi intendimenti, in nuovi fondi di estraneità identitaria.
Come scrive la curatrice, Nicoletta Provenzano: «Nella smarrita dolcezza dell’estasi le velature cromatiche si combattono con incessante ferocia, mentre lo sguardo nella sua fissità si restituisce all’osservatore come alterità insondabile, profonda e interminabile, definizione di una dirompente presenza, di un feroce ricordo incorporato e assommato a molteplici intellegibilità soggettive che sembrano raccogliersi e intendersi in una sfumatura, per perdersi di nuovo e riabbracciare il mistero che le serba e le avvolge».
Le opere presentate nello spazio di Curva Pura sono la summa incisiva di questo nuovo corso poetico, un atto cruciale che sancisce nuovo ordinamento e nuovi paradigmi nella costante ricerca e indagine trasformativa dell’artista. Durante il
Rosario Vicidomini è nato nel 1986 a Nocera Inferiore. I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre tra Europa e Giappone. Collabora con lo spazio Curva Pura dal 2018. Attualmente vive e lavora a Tramonti, costiera amalfitana.
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