Mercoledì del MArTA - Archeologia subacquea in Albania
Mercoledì del MArTA - Archeologia subacquea in Albania
Dal 10 Febbraio 2021 al 10 Febbraio 2021
Taranto | Visualizza tutte le mostre a Taranto
Luogo: Canali Facebook e Youtube MArTA
Indirizzo: online
Orari: ore 18
Telefono per informazioni: +39 099 4532112
E-Mail info: man-ta.comunicazione@beniculturali.it
Sito ufficiale: http://www.museotaranto.beniculturali.it
L’archeologia subacquea è ancora uno dei settori di ricerca più importanti per un paese, come l’Italia, circondato dal mare e per l’esame di quelle rotte che videro proprio Taranto e il suo porto tra le mete più interessanti nelle tratte tra Oriente e Occidente.
Così il Museo Archeologico Nazionale di Taranto nei suoi “Mercoledì del MArTA” dedica un nuovo appuntamento all’archeologia subacquea con un focus su un territorio per certi aspetti inesplorato come l’Adriatico della vicina Albania.
A parlarne in diretta mercoledì prossimo, 10 febbraio alle ore 18,00, insieme alla direttrice del Museo di Taranto, Eva Degl’Innocenti, saranno i professori dell’Università di Foggia Danilo Leone e Maria Turchiano che dal 2007, in qualità di condirettori, seguono il Progetto Internazionale di ricerche archeologiche subacquee Liburna.
Negli ultimi decenni, si è registrato un rinnovato interesse per lo studio dell’Adriatico, analizzato sempre più come sistema complesso, grazie alla convergenza di una serie di ricerche di carattere storico, archeologico, antropologico, economico e politico.
L’oggetto storiografico di alcuni di questi studi è il mare a partire dai suoi paesaggi costieri, dalle sue rotte, dalla circolazione di merci, persone e idee, dalle stratificazioni delle sue civiltà. L’archeologia subacquea ha contribuito a rivelare alcuni aspetti di questo mare stretto e lungo, caratterizzato da sempre da traffici molto intensi e solcato sia da navi di grandi dimensioni, sia da imbarcazioni per il medio e piccolo cabotaggio.
Ed è proprio in questo scenario che è maturato il progetto di ricerche Liburna sui paesaggi costieri e subacquei dell’Albania, nato dall’esigenza di indagare contesti di straordinaria importanza quasi del tutto inesplorati, e coordinato dall’Università di Foggia, promosso dalla Regione Puglia, dal Ministero per gli Affari Esteri, dal Ministero della cultura albanese, dall’Istituto Nazionale Archeologico dell’Accademia delle Scienze e dall’Università di Tirana, e sostenuto dall’Agenzia per il patrimonio culturale Euromediterraneo, dalla Guardia di Finanza, dalla Marina Militare albanese e da Asso Onlus.
Gli studiosi Danilo Leone e Maria Turchiano spiegano che si tratta di un terreno di esplorazione tutto ancora da svelare perché il divieto delle attività subacquee imposto dall’ex regime comunista aveva impedito lo sviluppo di ricerche sistematiche e di strutture logistiche di supporto a queste attività. Al momento dell’avvio delle indagini si avevano limitate indicazioni su relitti antichi e su siti sommersi, ad eccezione di alcune notizie su rinvenimenti isolati, in particolare anfore e ancore, conservati in vari musei albanesi. Il Progetto Liburna si è sviluppato nel corso di quattro campagne di ricognizione con due principali obiettivi: l’elaborazione di una carta archeologica del litorale albanese, con l’indagine di alcuni siti di particolare interesse, e la realizzazione di attività mirate alla formazione professionale e alla tutela e valorizzazione del patrimonio sommerso.
Così il Museo Archeologico Nazionale di Taranto nei suoi “Mercoledì del MArTA” dedica un nuovo appuntamento all’archeologia subacquea con un focus su un territorio per certi aspetti inesplorato come l’Adriatico della vicina Albania.
A parlarne in diretta mercoledì prossimo, 10 febbraio alle ore 18,00, insieme alla direttrice del Museo di Taranto, Eva Degl’Innocenti, saranno i professori dell’Università di Foggia Danilo Leone e Maria Turchiano che dal 2007, in qualità di condirettori, seguono il Progetto Internazionale di ricerche archeologiche subacquee Liburna.
Negli ultimi decenni, si è registrato un rinnovato interesse per lo studio dell’Adriatico, analizzato sempre più come sistema complesso, grazie alla convergenza di una serie di ricerche di carattere storico, archeologico, antropologico, economico e politico.
L’oggetto storiografico di alcuni di questi studi è il mare a partire dai suoi paesaggi costieri, dalle sue rotte, dalla circolazione di merci, persone e idee, dalle stratificazioni delle sue civiltà. L’archeologia subacquea ha contribuito a rivelare alcuni aspetti di questo mare stretto e lungo, caratterizzato da sempre da traffici molto intensi e solcato sia da navi di grandi dimensioni, sia da imbarcazioni per il medio e piccolo cabotaggio.
Ed è proprio in questo scenario che è maturato il progetto di ricerche Liburna sui paesaggi costieri e subacquei dell’Albania, nato dall’esigenza di indagare contesti di straordinaria importanza quasi del tutto inesplorati, e coordinato dall’Università di Foggia, promosso dalla Regione Puglia, dal Ministero per gli Affari Esteri, dal Ministero della cultura albanese, dall’Istituto Nazionale Archeologico dell’Accademia delle Scienze e dall’Università di Tirana, e sostenuto dall’Agenzia per il patrimonio culturale Euromediterraneo, dalla Guardia di Finanza, dalla Marina Militare albanese e da Asso Onlus.
Gli studiosi Danilo Leone e Maria Turchiano spiegano che si tratta di un terreno di esplorazione tutto ancora da svelare perché il divieto delle attività subacquee imposto dall’ex regime comunista aveva impedito lo sviluppo di ricerche sistematiche e di strutture logistiche di supporto a queste attività. Al momento dell’avvio delle indagini si avevano limitate indicazioni su relitti antichi e su siti sommersi, ad eccezione di alcune notizie su rinvenimenti isolati, in particolare anfore e ancore, conservati in vari musei albanesi. Il Progetto Liburna si è sviluppato nel corso di quattro campagne di ricognizione con due principali obiettivi: l’elaborazione di una carta archeologica del litorale albanese, con l’indagine di alcuni siti di particolare interesse, e la realizzazione di attività mirate alla formazione professionale e alla tutela e valorizzazione del patrimonio sommerso.
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