Miti e Natura in Canavese. Xilografie e Opere su Carta
Gianfranco Schialvino, Gianni Verna, Miti e Natura in Canavese. Xilografie e Opere su Carta, Torino
Dal 23 October 2013 al 3 November 2013
Torino
Luogo: Palazzo della Regione Piemonte
Indirizzo: piazza Castello 165
Orari: tutti i giorni 10-19
Curatori: Associazione Nuova Xilografia
Enti promotori:
- Regione Piemonte
Telefono per informazioni: +39 011 4321564
E-Mail info: culturaturismosport@cert.regione.piemonte.it
Sito ufficiale: http://www.regione.piemonte.it
Martedì 22 ottobre, alle ore 17,30, nella Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165, verrà inaugurata la mostra di xilografie “ Miti e Natura in Canavese, Xilografie & Opere su Carta”, a cura dell’Associazione Nuova Xilografia.
Le opere esposte nella mostra, organizzata dalla Regione Piemonte, hanno come tema il Canavese: le valli, i torrenti, i laghi, la montagna, i borghi, i prodotti, gli animali e i personaggi. La ricchezza del linguaggio xilografico, con la varietà delle tavole incise su legno di testa e di filo, spesso impresse a tavole sovrapposte per ottenere ricchi effetti cromatici, insieme ai disegni ed alle acqueforti, spingerà il visitatore, in un percorso di oltre cinquanta opere di grande formato, ad approfondire la conoscenza di un territorio ricco di bellezze, da scoprire e valorizzare.
« Cercare un legno, partire dall’essenza, dal tronco. Tagliarlo, levigarlo, dimensionarlo in tavolette da incidere. Una tavola per ogni colore: giallo, rosso e blu. Spalmarvi gli inchiostri, appoggiarvi su la carta di cotone e imprimerla, legno dopo legno, sullo stesso foglio per fondervi i colori con lo sforzo della pressione – affermano i curatori della mostra, descrivendo la tecnica xilografica -. Aggiungere per una, togliere nell’altra, rattoppare uno squarcio nella terza, riempire l’incavo di troppo, per dargli maggior vibrazione. Calcolare la tonalità dei pigmenti che si scaldano sotto il torchio per creare verdi bottiglia, viola e fucsia, aranciati e terre bruciate. È come aprire un sentiero in montagna, tracciare una via, segnare una pista. Rinnovare, fare rinascere quello che era stato dimenticato, trascurato e vilipeso perché troppo arduo, perché passato di moda ».
Come altre tecniche incisorie, anche la xilografia conobbe nel Novecento un impiego diverso da quello tradizionale, per il suo linguaggio scabro ed essenziale ed il forte impatto emotivo.
Su queste linee si attestano gli artisti Gianfranco Schialvino e Gianni Verna, il cui impegno è andato oltre l’utilizzo della stampa su legno come mezzo espressivo. Nel 1987 hanno infatti fondato l’Associazione Nuova Xilografia, per diffondere la conoscenza di quest’antica tecnica, e nel 1997 hanno iniziato la pubblicazione di Smens , rivista stampata con torchi a braccia, con caratteri di piombo e le illustrazioni incise su tavolette di legno. Vi hanno scritto poeti, studiosi, filosofi e scrittori di fama: Mario Luzi e Norman Mailer, Gianfranco Ravasi e Nico Orengo, Elémire Zolla e Federico Zeri, Elena Loewenthal e Mario Rigoni Stern; e vi hanno inviato le xilografie gli incisori più bravi al mondo: Barry Moser e Leonard Baskin, Evgenij Bortnikov e Jean Marcel Bertrand, Remo Wolf e Ugo Nespolo. Smens è dunque diventata così un polo di aggregazione per gli artisti che incidono su matrici lignee.
Le opere esposte nella mostra, organizzata dalla Regione Piemonte, hanno come tema il Canavese: le valli, i torrenti, i laghi, la montagna, i borghi, i prodotti, gli animali e i personaggi. La ricchezza del linguaggio xilografico, con la varietà delle tavole incise su legno di testa e di filo, spesso impresse a tavole sovrapposte per ottenere ricchi effetti cromatici, insieme ai disegni ed alle acqueforti, spingerà il visitatore, in un percorso di oltre cinquanta opere di grande formato, ad approfondire la conoscenza di un territorio ricco di bellezze, da scoprire e valorizzare.
« Cercare un legno, partire dall’essenza, dal tronco. Tagliarlo, levigarlo, dimensionarlo in tavolette da incidere. Una tavola per ogni colore: giallo, rosso e blu. Spalmarvi gli inchiostri, appoggiarvi su la carta di cotone e imprimerla, legno dopo legno, sullo stesso foglio per fondervi i colori con lo sforzo della pressione – affermano i curatori della mostra, descrivendo la tecnica xilografica -. Aggiungere per una, togliere nell’altra, rattoppare uno squarcio nella terza, riempire l’incavo di troppo, per dargli maggior vibrazione. Calcolare la tonalità dei pigmenti che si scaldano sotto il torchio per creare verdi bottiglia, viola e fucsia, aranciati e terre bruciate. È come aprire un sentiero in montagna, tracciare una via, segnare una pista. Rinnovare, fare rinascere quello che era stato dimenticato, trascurato e vilipeso perché troppo arduo, perché passato di moda ».
Come altre tecniche incisorie, anche la xilografia conobbe nel Novecento un impiego diverso da quello tradizionale, per il suo linguaggio scabro ed essenziale ed il forte impatto emotivo.
Su queste linee si attestano gli artisti Gianfranco Schialvino e Gianni Verna, il cui impegno è andato oltre l’utilizzo della stampa su legno come mezzo espressivo. Nel 1987 hanno infatti fondato l’Associazione Nuova Xilografia, per diffondere la conoscenza di quest’antica tecnica, e nel 1997 hanno iniziato la pubblicazione di Smens , rivista stampata con torchi a braccia, con caratteri di piombo e le illustrazioni incise su tavolette di legno. Vi hanno scritto poeti, studiosi, filosofi e scrittori di fama: Mario Luzi e Norman Mailer, Gianfranco Ravasi e Nico Orengo, Elémire Zolla e Federico Zeri, Elena Loewenthal e Mario Rigoni Stern; e vi hanno inviato le xilografie gli incisori più bravi al mondo: Barry Moser e Leonard Baskin, Evgenij Bortnikov e Jean Marcel Bertrand, Remo Wolf e Ugo Nespolo. Smens è dunque diventata così un polo di aggregazione per gli artisti che incidono su matrici lignee.
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