Paolo Vallorz. I miei alberi
Paolo Vallorz. I miei alberi, Castel Caldes, Caldes (TN)
Dal 3 Agosto 2014 al 19 Ottobre 2014
Caldes | Trento | Visualizza tutte le mostre a Trento
Luogo: Castel Caldes
Indirizzo: via al Castello 12
Orari: Sett: da martedì a domenica 10-18. Ott: da martedì a domenica 10-18
Enti promotori:
- Castello del Buonconsiglio
- Mart museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
- Provincia autonoma di Trento - Servizio Attività Culturali
- Comune di Caldes
- Comunità della Valle di Sole e Apt della Valle di Sole
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0463 901334
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.comune.caldes.tn.it
Paolo Vallorz (Caldes 1931) è un grande artista contemporaneo di notorietà europea, trentino di nascita e parigino di adozione, che ha espresso nella sua pittura figurativa i colori, le luminosità, persino i profumi della sua terra di origine.
Nel corso degli anni, grandi critici hanno riconosciuto le doti e le capacità di Vallorz, tra questi: Giovanni Testori, Roberto Tassi, Jean Clair, Vittorio Sgarbi.
Giovanissimo si trasferisce a Parigi e negli anni Cinquanta è ben inserito nei circoli d’avanguardia della capitale francese, intessendo contatti con artisti come Yves Klein, Jean Paul Riopelle, Jean Tinguely, Alberto Burri, Cesar.
In quegli anni, la sua pittura rientra nei canoni dell’astrattismo e dell’informale europeo tanto che le sue opere vengono presentate nel 1954 in una mostra curata dal critico d’avanguardia Pierre Restany.
Dopo questi inizi astratti Vallorz, insofferente verso l’esigenza di un’arte fatta di continue sorprese, ritorna a una pittura figurativa alla ricerca della sua espressione più autentica e sincera.
Il suo ritorno alla figurazione si ricollega a diverse ricerche artistiche che negli anni del dopoguerra hanno tentato di reinserire l’immagine all’interno dell’arte.
Nei decenni successivi l’artista ha vissuto costantemente tra Parigi a Caldes, mediando gli stimoli internazionali della capitale francese con la tradizione e le radici del centro trentino. Ha realizzato ritratti, nature morte, paesaggi e nudi, tutta la “semplicità del mondo”.
Da sempre molto coerente con un’idea figurativa della pittura, la costanza è il leit-motiv di una vita e di una produzione artistica rigorosa, segnata da un’attività silenziosa, raccolta e meditata.
La sua opera è ben nota agli amanti dell’arte che ne apprezzano l’intensità e la capacità di cogliere i ritmi della natura.
In questa mostra, significativamente organizzata nei luoghi della sua vita, verranno esposti gli alberi, entità con cui l’artista intrattiene un rapporto profondo e sentito.
Per Paolo Vallorz gli alberi sono veri e propri e propri amici, “persone” con le quali è cresciuto e che simboleggiano un delicato equilibrio in cui uomo, mondo vegetale e animale sono strettamente intrecciati in un ciclo senza tempo.
“Per conto mio, quando dipingo intendo cogliere le cose essenziali del mondo. Mondo in cui hanno creduto generazioni e generazioni di uomini: la terra che diventa albero, l’albero che dà i frutti; l’orto e il campo coi loro frutti sepolti; l’uomo che li fa crescere e li attende, il tempo che li matura, la gente che li coglie, se ne nutre e li ripianta. Natura dunque come storia dell’uomo.”
In mostra anche “Il castello di Caldes” un olio del 1946, realizzato da un giovanissimo Vallorz che in qualche modo oggi, con questa mostra, ritorna a casa.
Nel corso degli anni, grandi critici hanno riconosciuto le doti e le capacità di Vallorz, tra questi: Giovanni Testori, Roberto Tassi, Jean Clair, Vittorio Sgarbi.
Giovanissimo si trasferisce a Parigi e negli anni Cinquanta è ben inserito nei circoli d’avanguardia della capitale francese, intessendo contatti con artisti come Yves Klein, Jean Paul Riopelle, Jean Tinguely, Alberto Burri, Cesar.
In quegli anni, la sua pittura rientra nei canoni dell’astrattismo e dell’informale europeo tanto che le sue opere vengono presentate nel 1954 in una mostra curata dal critico d’avanguardia Pierre Restany.
Dopo questi inizi astratti Vallorz, insofferente verso l’esigenza di un’arte fatta di continue sorprese, ritorna a una pittura figurativa alla ricerca della sua espressione più autentica e sincera.
Il suo ritorno alla figurazione si ricollega a diverse ricerche artistiche che negli anni del dopoguerra hanno tentato di reinserire l’immagine all’interno dell’arte.
Nei decenni successivi l’artista ha vissuto costantemente tra Parigi a Caldes, mediando gli stimoli internazionali della capitale francese con la tradizione e le radici del centro trentino. Ha realizzato ritratti, nature morte, paesaggi e nudi, tutta la “semplicità del mondo”.
Da sempre molto coerente con un’idea figurativa della pittura, la costanza è il leit-motiv di una vita e di una produzione artistica rigorosa, segnata da un’attività silenziosa, raccolta e meditata.
La sua opera è ben nota agli amanti dell’arte che ne apprezzano l’intensità e la capacità di cogliere i ritmi della natura.
In questa mostra, significativamente organizzata nei luoghi della sua vita, verranno esposti gli alberi, entità con cui l’artista intrattiene un rapporto profondo e sentito.
Per Paolo Vallorz gli alberi sono veri e propri e propri amici, “persone” con le quali è cresciuto e che simboleggiano un delicato equilibrio in cui uomo, mondo vegetale e animale sono strettamente intrecciati in un ciclo senza tempo.
“Per conto mio, quando dipingo intendo cogliere le cose essenziali del mondo. Mondo in cui hanno creduto generazioni e generazioni di uomini: la terra che diventa albero, l’albero che dà i frutti; l’orto e il campo coi loro frutti sepolti; l’uomo che li fa crescere e li attende, il tempo che li matura, la gente che li coglie, se ne nutre e li ripianta. Natura dunque come storia dell’uomo.”
In mostra anche “Il castello di Caldes” un olio del 1946, realizzato da un giovanissimo Vallorz che in qualche modo oggi, con questa mostra, ritorna a casa.
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