Vinicio Momoli. Nexiture
Vinicio Momoli. Nexiture, Torre Civica, Castelfranco Veneto (Treviso)
Dal 12 Aprile 2014 al 22 Giugno 2014
Castelfranco Veneto | Treviso | Visualizza tutte le mostre a Treviso
Luogo: Torre Civica
Indirizzo: Porta Vicenza
Orari: sabato 10-13 / 15.30-18.30; domenica 10-13 / 15-19
Enti promotori:
- Regione Veneto
- Provincia di Treviso
- Città di Castelfranco Veneto - Assessorato alla Cultura
Costo del biglietto: Intero 3 € / ridotto 1,5 €
Telefono per informazioni: +39 0423 735626
E-Mail info: info@museocasagiorgione.it
Sito ufficiale: http://www.museocasagiorgione.it
Nexiture è una antologia dei suoi percorsi d’arte che si svolge prevalentemente all’ interno della fascinosa atmosfera della Torre Civica, con alcuni pezzi presenti entro e attorno alla Città Murata.
“Momoli è un plasmatore della materia, sia essa pietra come altri materiali, che la sua fantasia creativa sa rendere accattivanti per l’occhio curioso del pubblico. Gli siamo grati – sottolinea l’assessore Saran – per averci idealmente posto a gemellaggio con una città in Toscana dove la sua personale proseguirà poi dopo il debutto cittadino”. La stessa mostra avrà infatti seguito nell’Abbazia di Spineto a Sarteano (Siena).
L’ inaugurazione della Mostra avverrà sabato 12 aprile, all’ombra della Torre stessa, a partire dalle 17.30. L’artista verrà presentato dal prof. Edoardo Di Mauro, gallerista, critico, già Direttore dell’ Accademia Albertina di Torino.
Un ricco catalogo accompagnerà la rassegna che sarà visitabile nei fine settimana sino al 22 giugno.
Vinicio Momoli nasce a San Giorgio delle Pertiche, Padova, nel 1942, in quel territorio padovano, dove si sono espressi, nel corso dei secoli, alcuni dei maggiori artisti e studiosi italiani ed europei.
La sua vivacità e la sua curiosità l’hanno portato, fin da giovane, a viaggiare e a muoversi attraverso il mondo dell’arte e della cultura, mettendolo in contatto con le avanguardie parigine e newyorkesi, dando inizio alla sua originale ricerca espressiva, riconducibile al pensiero minimalista e alla semplicità della forma-materia-colore.
Prevalentemente attivo tra Castelfranco Veneto e Parigi, ha esposto soprattutto in Europa, Canada e Stati Uniti. Ha partecipato alle biennali del Kuwait, di Pechino e di Venezia.
Il suo esordio data i primi anni settanta.
Renato Barilli: “È subito evidente che il lavoro di Vinicio Momoli si ispira al Minimalismo, grande ed essenziale movimento emerso nel quadro della rivoluzione sessantottesca, soprattutto perché ha insegnato a tutti la necessità di invadere lo spazio con forme massicce e di totale inerzia materica.”
“Momoli è un plasmatore della materia, sia essa pietra come altri materiali, che la sua fantasia creativa sa rendere accattivanti per l’occhio curioso del pubblico. Gli siamo grati – sottolinea l’assessore Saran – per averci idealmente posto a gemellaggio con una città in Toscana dove la sua personale proseguirà poi dopo il debutto cittadino”. La stessa mostra avrà infatti seguito nell’Abbazia di Spineto a Sarteano (Siena).
L’ inaugurazione della Mostra avverrà sabato 12 aprile, all’ombra della Torre stessa, a partire dalle 17.30. L’artista verrà presentato dal prof. Edoardo Di Mauro, gallerista, critico, già Direttore dell’ Accademia Albertina di Torino.
Un ricco catalogo accompagnerà la rassegna che sarà visitabile nei fine settimana sino al 22 giugno.
Vinicio Momoli nasce a San Giorgio delle Pertiche, Padova, nel 1942, in quel territorio padovano, dove si sono espressi, nel corso dei secoli, alcuni dei maggiori artisti e studiosi italiani ed europei.
La sua vivacità e la sua curiosità l’hanno portato, fin da giovane, a viaggiare e a muoversi attraverso il mondo dell’arte e della cultura, mettendolo in contatto con le avanguardie parigine e newyorkesi, dando inizio alla sua originale ricerca espressiva, riconducibile al pensiero minimalista e alla semplicità della forma-materia-colore.
Prevalentemente attivo tra Castelfranco Veneto e Parigi, ha esposto soprattutto in Europa, Canada e Stati Uniti. Ha partecipato alle biennali del Kuwait, di Pechino e di Venezia.
Il suo esordio data i primi anni settanta.
Renato Barilli: “È subito evidente che il lavoro di Vinicio Momoli si ispira al Minimalismo, grande ed essenziale movimento emerso nel quadro della rivoluzione sessantottesca, soprattutto perché ha insegnato a tutti la necessità di invadere lo spazio con forme massicce e di totale inerzia materica.”
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