Constellations
Constellations
Dal 10 Dicembre 2022 al 28 Dicembre 2022
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Spazio SV - Centro espositivo San Vidal
Indirizzo: Campo San Zaccaria - Castello 4683
Orari: Mar - Dom 10.30 - 12.30 / 16 - 19 | Lun chiuso
Costo del biglietto: Ingresso libero
Telefono per informazioni: +39 041 523 4602
E-Mail info: info@spaziosv.com
Sito ufficiale: http://spaziosv.com
Artisti:
Mimoza Ajazi, Adriana Baccin, Antonella Bordin, Gianpaolo Callegaro, Ornella Castagna, Silvia Cusumano, Corrado de Ceglia, Francesco Donato, Annamaria Dri, Davide Favaro, Giusi Farina, Renzo Ferrarini, Maria Galati, Silvio Geat, Stefano Jacobi, Marina Jovon, Claudia Marson, Marina Mazzega, Fanny Zava
Per il mese di dicembre lo Spazio SV si costella di nuovi stimoli e suggestioni, grazie alla mostra collettiva dal titolo Constellations visibile dal 10 al 28 dicembre 2022. Lo spazio all’interno della Scoletta di San Zaccaria evocherà impressioni ed emozioni contrastanti attraverso differenti linguaggi artistici, durante il mese dell’anno che forse più si presta alle sollecitazioni emotive dell’essere umano.
Il riferimento alle costellazioni è una voluta provocazione per indurre il visitatore a proiettarsi nello spazio al di fuori del nostro quotidiano, a quella sfera celeste così sterminata e incalcolabile per l’uomo ma al tempo stesso così affascinante, che costringe all’ammissione dell’esistenza di altro oltre al nostro infinitamente piccolo pianeta Terra. L’uomo da sempre ha cercato di conoscere questo spazio, sia per ridimensionarlo trovando delle coordinate, sia per collocarvisi all’interno. Tra tutte le indagini scientifiche, quella più immediata ed istintiva è stata proprio l’osservazione del cielo e l’individuazione di figure immaginarie, costituite da gruppi di stelle che formano invisibili linee e segmenti. Animali, figure mitologiche, dei oppure oggetti inanimati: l’uomo ha assegnato e riconosciuto soggetti diversi per darsi dei punti di riferimento in quello spazio immenso che è al di sopra di noi.
L’artista fa un’operazione simile a questa. Si confronta con lo spazio infinito che è la propria immaginazione, il proprio inconscio e plasma, attraverso forme, segni e colori ciò che sente e che “vede”, operando molteplici passaggi e introspezioni. Joan Mirò negli anni Quaranta, per evadere dalla realtà sanguinosa della guerra, aveva dedicato un ciclo di 23 opere intitolato Costellazioni e a questo proposito disse: “… sentivo un profondo desiderio di evasione e mi rinchiudevo deliberatamente in me stesso. La notte, la musica e le stelle cominciavano ad avere una parte sempre più importante nei miei quadri”.
L’operazione artistica intesa in questa mostra, dunque, diventa l’evasione e l’osservazione acuta nel firmamento delle passioni e dei tormenti di ogni esistenza. Attraverso le opere, come fossero rifugi per distanziarsi dal presente, l’artista e poi l’osservatore, provano a mettere a fuoco “nuove costellazioni”, ricercando la strada smarrita per riprendere il cammino.
Mimoza Ajazi, Adriana Baccin, Antonella Bordin, Gianpaolo Callegaro, Ornella Castagna, Silvia Cusumano, Corrado de Ceglia, Francesco Donato, Annamaria Dri, Davide Favaro, Giusi Farina, Renzo Ferrarini, Maria Galati, Silvio Geat, Stefano Jacobi, Marina Jovon, Claudia Marson, Marina Mazzega, Fanny Zava
Per il mese di dicembre lo Spazio SV si costella di nuovi stimoli e suggestioni, grazie alla mostra collettiva dal titolo Constellations visibile dal 10 al 28 dicembre 2022. Lo spazio all’interno della Scoletta di San Zaccaria evocherà impressioni ed emozioni contrastanti attraverso differenti linguaggi artistici, durante il mese dell’anno che forse più si presta alle sollecitazioni emotive dell’essere umano.
Il riferimento alle costellazioni è una voluta provocazione per indurre il visitatore a proiettarsi nello spazio al di fuori del nostro quotidiano, a quella sfera celeste così sterminata e incalcolabile per l’uomo ma al tempo stesso così affascinante, che costringe all’ammissione dell’esistenza di altro oltre al nostro infinitamente piccolo pianeta Terra. L’uomo da sempre ha cercato di conoscere questo spazio, sia per ridimensionarlo trovando delle coordinate, sia per collocarvisi all’interno. Tra tutte le indagini scientifiche, quella più immediata ed istintiva è stata proprio l’osservazione del cielo e l’individuazione di figure immaginarie, costituite da gruppi di stelle che formano invisibili linee e segmenti. Animali, figure mitologiche, dei oppure oggetti inanimati: l’uomo ha assegnato e riconosciuto soggetti diversi per darsi dei punti di riferimento in quello spazio immenso che è al di sopra di noi.
L’artista fa un’operazione simile a questa. Si confronta con lo spazio infinito che è la propria immaginazione, il proprio inconscio e plasma, attraverso forme, segni e colori ciò che sente e che “vede”, operando molteplici passaggi e introspezioni. Joan Mirò negli anni Quaranta, per evadere dalla realtà sanguinosa della guerra, aveva dedicato un ciclo di 23 opere intitolato Costellazioni e a questo proposito disse: “… sentivo un profondo desiderio di evasione e mi rinchiudevo deliberatamente in me stesso. La notte, la musica e le stelle cominciavano ad avere una parte sempre più importante nei miei quadri”.
L’operazione artistica intesa in questa mostra, dunque, diventa l’evasione e l’osservazione acuta nel firmamento delle passioni e dei tormenti di ogni esistenza. Attraverso le opere, come fossero rifugi per distanziarsi dal presente, l’artista e poi l’osservatore, provano a mettere a fuoco “nuove costellazioni”, ricercando la strada smarrita per riprendere il cammino.
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