James Whitlow Delano. Inghiottiti dalla plastica I Drowning in plastic
© James Whitlow Delano
Dal 22 March 2024 al 12 May 2024
Venezia Mestre | Venezia
Luogo: Centro Culturale Candiani
Indirizzo: Piazzale Candiani 7
Orari: da martedì a domenica 15-19 (chiusure: 31 marzo e 1 aprile; aperture straordinarie: 25 aprile e 1 maggio)
Curatori: Nicola Callegaro, Marta Cannoni, Livia Corbò
Enti promotori:
- Città di Venezia
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 041 2746111
E-Mail info: candiani@comune.venezia.it
Sito ufficiale: http://www.culturavenezia.it/candiani
Venerdì 22 marzo alle ore 18.00 inaugura nelle sale espositive al terzo piano del Centro Candiani la mostra Inghiottiti dalla plastica I Drowning in plastic del fotografo James Whitlow Delano.
L'esposizione esplora e documenta con spirito critico uno dei materiali creati dall’uomo tra i più versatili, utilizzati e abbandonati: la plastica. Il fotografo James Whitlow Delano testimonia con i propri scatti la piaga dei rifiuti di plastica che, se apparentemente si abbatte più duramente in altri Paesi, non risparmia nessuno, neanche noi.
Una visita in un centro commerciale di Tokyo, dove vivo (James Whitlow Delano), è un’immersione nello spettro completo delle tipologie di plastica: fibra di carbonio, teflon, scaffali pieni di erba sintetica, pavimenti di finto legno in plastica, cuoci riso in plastica lucida, caffettiere, piante e pentole di plastica; shampoo, sapone, lozioni per la pelle e trucchi confezionati in tutti i colori dell’arcobaleno di plastica. Anche il 60% dei nostri vestiti sono realizzati in fibre sintetiche (plastica): corsie su corsie di Lycra a buon mercato, poliestere e abiti acrilici per tutte le età.
La plastica è letteralmente in ogni angolo del mondo. Nel 2019, i ricercatori hanno scoperto microplastica nel ghiaccio artico. Lo stesso anno, gli esploratori hanno trovato plastica nella Fossa delle Marianne, il punto più profondo del pianeta. È stata ritrovata anche nel suolo, nei fiumi, nell’aria e nelle isole più remote.
In tutti gli oceani del mondo esistono grandi zone di accumulo di plastica causate dalle correnti e il Mar Medieterraneo è considerata la sesta “isola di plastica”, superando il limite massimo tollerabile di presenza di microplastiche, oltre il quale si verificano significativi rischi ecologici. La plastica si frantuma in pezzi più piccoli dello zooplancton, i minuscoli organismi alla base della catena alimentare marina, e questi micro- e nanoscopici frammenti possono essere ingeriti dagli organismi marini e rilasciare in essi le sostanze tossiche di cui sono composte e quelle che hanno assorbito dall’ambiente. Le microplastiche e i loro contaminanti possono risalire la catena alimentare fino ad arrivare a noi.
Il Comune di Venezia si è attivato sul tema, è da tempo ai primi posti in Italia per indice di raccolta differenziata, ed è ora anche il primo Comune in Italia ad aver aderito all’iniziativa “Plastic Smart Cities”, promossa dal WWF, con l’obiettivo di contrastare la dispersione di plastica in natura, sostenere i corretti conferimenti e ridurre l’utilizzo di plastica monouso e non necessaria.
Accanto alla sala espositiva della mostra, un’area adiacente ospiterà alcuni pannelli redatti con il supporto di WWF, Gruppo Veritas e Gruppo AVM (ACTV spa e VELA spa) che illustrano i progetto citato, gli effetti della dispersione di plastica in natura su esseri umani ed ambiente, e il percorso intrapreso dal Comune per contrastare questo fenomeno: il progetto pilota per la rimozione degli pneumatici dai canali cittadini da parte dei gondolieri sommozzatori e le attività portate avanti da Veritas per la gestione dei rifiuti in plastica nella Città Metropolitana Veneziana.
La sfida a contrastare la dispersione di plastica in natura coinvolge tutti!
La mostra è organizzata dal Settore Cultura del Comune di Venezia in collaborazione con PhotoOp.
L'esposizione esplora e documenta con spirito critico uno dei materiali creati dall’uomo tra i più versatili, utilizzati e abbandonati: la plastica. Il fotografo James Whitlow Delano testimonia con i propri scatti la piaga dei rifiuti di plastica che, se apparentemente si abbatte più duramente in altri Paesi, non risparmia nessuno, neanche noi.
Una visita in un centro commerciale di Tokyo, dove vivo (James Whitlow Delano), è un’immersione nello spettro completo delle tipologie di plastica: fibra di carbonio, teflon, scaffali pieni di erba sintetica, pavimenti di finto legno in plastica, cuoci riso in plastica lucida, caffettiere, piante e pentole di plastica; shampoo, sapone, lozioni per la pelle e trucchi confezionati in tutti i colori dell’arcobaleno di plastica. Anche il 60% dei nostri vestiti sono realizzati in fibre sintetiche (plastica): corsie su corsie di Lycra a buon mercato, poliestere e abiti acrilici per tutte le età.
La plastica è letteralmente in ogni angolo del mondo. Nel 2019, i ricercatori hanno scoperto microplastica nel ghiaccio artico. Lo stesso anno, gli esploratori hanno trovato plastica nella Fossa delle Marianne, il punto più profondo del pianeta. È stata ritrovata anche nel suolo, nei fiumi, nell’aria e nelle isole più remote.
In tutti gli oceani del mondo esistono grandi zone di accumulo di plastica causate dalle correnti e il Mar Medieterraneo è considerata la sesta “isola di plastica”, superando il limite massimo tollerabile di presenza di microplastiche, oltre il quale si verificano significativi rischi ecologici. La plastica si frantuma in pezzi più piccoli dello zooplancton, i minuscoli organismi alla base della catena alimentare marina, e questi micro- e nanoscopici frammenti possono essere ingeriti dagli organismi marini e rilasciare in essi le sostanze tossiche di cui sono composte e quelle che hanno assorbito dall’ambiente. Le microplastiche e i loro contaminanti possono risalire la catena alimentare fino ad arrivare a noi.
Il Comune di Venezia si è attivato sul tema, è da tempo ai primi posti in Italia per indice di raccolta differenziata, ed è ora anche il primo Comune in Italia ad aver aderito all’iniziativa “Plastic Smart Cities”, promossa dal WWF, con l’obiettivo di contrastare la dispersione di plastica in natura, sostenere i corretti conferimenti e ridurre l’utilizzo di plastica monouso e non necessaria.
Accanto alla sala espositiva della mostra, un’area adiacente ospiterà alcuni pannelli redatti con il supporto di WWF, Gruppo Veritas e Gruppo AVM (ACTV spa e VELA spa) che illustrano i progetto citato, gli effetti della dispersione di plastica in natura su esseri umani ed ambiente, e il percorso intrapreso dal Comune per contrastare questo fenomeno: il progetto pilota per la rimozione degli pneumatici dai canali cittadini da parte dei gondolieri sommozzatori e le attività portate avanti da Veritas per la gestione dei rifiuti in plastica nella Città Metropolitana Veneziana.
La sfida a contrastare la dispersione di plastica in natura coinvolge tutti!
La mostra è organizzata dal Settore Cultura del Comune di Venezia in collaborazione con PhotoOp.
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