Tra terra e acqua. La Laguna di Venezia e le Valli di Jesolo
Dal 12 Maggio 2026 al 10 Gennaio 2027
Jesolo | Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: JMuseo
Indirizzo: Via Aldo Policek 7
Orari: stagione invernale: sabato e domenica e festivi 10.00-19.00 stagione estiva: dal 12 giugno al 30 settembre: tutti i giorni 10.30-20.00
Costo del biglietto: 7,50 €: intero 5,00€: ridotto (soci FAI, TOURING, FIAF) 5,00 €: ridotto bambino Gratuito: bambini sotto il metro di altezza, disabili e loro accompagnatori, insegnanti accompagnatori di scolaresche. Dal 12 giugno 12,00 euro: biglietto intero; - 10,00 euro: biglietto ridotto per ragazzi dai 10 ai 18 anni non compiuti, persone diversamente abili, convenzionati FIAF, Touring Club e FAI; - 6,00 euro: biglietto ridottissimo per bambini dai 6 compiuti ai 10 anni non compiuti
Telefono per informazioni: +39 0421 911622
E-Mail info: | jmuseo@comune.jesolo.ve.it
Sito ufficiale: http://jmuseo.it
Realizzata su iniziativa del Comune di Jesolo, la mostra è ideata e organizzata da Comediarting in partnership con Cucù e riunisce sei artisti naturalisti del collettivo Ars et Natura — Concetta Flore, Federico Gemma, Stefano Maugeri, Graziano Ottaviani, Marco Preziosi, Alessandro Troisi, guidati dall’ornitologo e coordinatore del progetto Fernando Spina — protagonisti di una ricerca che unisce osservazione diretta, rigore scientifico e restituzione artistica.
L’iniziativa è sostenuta da IMA Group come main sponsor e realizzata con la collaborazione di Fondazione Lotus, Swarovski Optik e Pandion, che cureranno laboratori e attività sia al Museo che nelle Valli.
Attraverso il linguaggio dell’arte naturalistica, la mostra propone una riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente, restituendo una visione contemporanea della natura che intreccia conoscenza scientifica, sensibilità estetica e impegno per la conservazione. Le opere nascono da esperienze dirette sul campo — taccuini di viaggio, osservazioni dal vero, studi di luce e comportamento animale — e costruiscono un racconto visivo capace di restituire la complessità e la fragilità dei paesaggi lagunari.
È proprio questa fragilità a rendere le zone umide uno dei temi centrali del progetto. Un mondo senza zone umide sarebbe infatti un mondo senza acqua: questi ecosistemi rappresentano uno degli elementi fondamentali del ciclo globale idrico, contribuendo alla regolazione delle risorse d’acqua e fornendo servizi essenziali per l’umanità, dalla depurazione naturale allo stoccaggio, fino alla protezione dalle inondazioni. In particolare, le lagune costiere svolgono un ruolo decisivo nella mitigazione degli effetti dell’innalzamento del livello del mare, sempre più evidente nel contesto del cambiamento climatico.
Nonostante occupino solo una piccola porzione della superficie terrestre, le zone umide ospitano una concentrazione straordinaria di biodiversità, accogliendo circa il 40% delle specie animali e vegetali conosciute. Eppure, sono tra gli ecosistemi più vulnerabili: negli ultimi decenni, una quota significativa è andata perduta a causa dell’impatto umano, in una tendenza che continua a destare forte preoccupazione a livello globale.
In questo scenario, la Laguna di Venezia e le valli di Jesolo assumono un valore strategico. L’Italia, da sempre ponte naturale tra Eurasia e Africa, trova nell’Alto Adriatico uno dei principali corridoi migratori del Mediterraneo. Qui, tra acque salmastre, canneti e barene, si sviluppa un mosaico di habitat che accoglie durante tutto l’anno un numero straordinario di specie, senza soluzione di continuità nei cicli migratori. I limicoli artici, le anatre, gli aironi e numerose altre specie trovano in questi ambienti un punto di sosta, alimentazione e svernamento di rilevanza internazionale, con concentrazioni che nei mesi invernali superano le centinaia di migliaia di individui.
In questo contesto, la mostra si configura come un dispositivo di conoscenza e consapevolezza: un invito a osservare, comprendere e riconoscere il valore di ecosistemi complessi e indispensabili, attraverso uno sguardo che unisce arte e scienza.
Fernando Spina – curatore scientifico della Mostra
Già Dirigente di ricerca presso ISPRA dove è stato responsabile dell’area di Ricerca sulla migrazione degli uccelli e del Centro Nazionale di inanellamento italiano (1982-2022). Ha ideato e coordinato progetti di inanellamento come il P. Rondine EURING e il P. Piccole Isole. È stato presidente dell’EURING (Unione europea per inanellamento, 1995-2005). Per la Convenzione di Bonn per la Conservazione delle specie migratrici ha presieduto il Consiglio Scientifico ed è Consigliere esperto per la connettività e le reti ecologiche. Ha pubblicato oltre 130 lavori scientifici ed è primo autore dell’Atlante Italiano della migrazione degli uccelli e dell’Eurasian African Bird Migration Atlas.
Dichiarazioni
Christofer De Zotti - Sindaco di Jesolo
“Le Valli di Jesolo rappresentano uno dei paesaggi più autentici e suggestivi del nostro territorio. In questi spazi sospesi tra acqua, cielo e terra si custodisce un patrimonio naturale prezioso, fatto di biodiversità, silenzi e tradizioni che raccontano la storia della nostra comunità. Questa mostra ci invita a riscoprire la bellezza di questi luoghi e il loro valore non solo ambientale, ma anche turistico. Jesolo è infatti molto più della sua spiaggia: è una città nella natura, dove mare, laguna e valli da pesca offrono esperienze uniche a cittadini e visitatori.
Valorizzare le Valli di Jesolo significa promuovere un turismo sempre più attento alla qualità del paesaggio e alla tutela di un ambiente che rappresenta una ricchezza per tutta la nostra comunità.”
Alberto Vacchi – IMA Group
“Prendere coscienza della necessità di conoscere la Natura, anche per utilizzare e conservare la biodiversità, è una delle più antiche aspirazioni dell’uomo.
Con le prime pitture preistoriche iniziò lo sforzo, mai spento, di integrare arte, trasferimento della conoscenza, bellezza ed utilità.
Nonostante l’avvento della fotografia, rappresentare con l’arte piante ed animali resta ancora una delle espressioni più naturali e significative della specie umana.
Su questi presupposti, IMA vuole condividere con Voi il lavoro di un gruppo di artisti della Natura, che recentemente hanno rappresentato le zone umide nord adriatiche italiane, in particolare le valli di Jesolo. Si tratta di una iniziativa per ricordare che vivere e conservare la Natura richiede sensibilità, educazione, cultura, arte e scienza.
IMA continua il suo impegno per uno sviluppo sostenibile capace di dare benessere a tutti i viventi del pianeta.”
Elisa Toffoli – Fondazione Lotus
La Fondazione Lotus promuove iniziative concrete per la tutela dell’ambiente, con particolare attenzione alla crisi climatica e alle risorse naturali.
Nata da un’idea di Elisa, punta a modelli di sviluppo più equi e sostenibili, basandosi sul principio che la salute del pianeta, delle comunità e degli esseri viventi sia interconnessa, e sostiene progetti con impatto visivo e misurabile.
“Questa mostra racconta in modo straordinario la fragilità e allo stesso tempo la forza degli ecosistemi in cui viviamo, ricordandoci quanto tutto sia connesso: la salute degli ecosistemi, quella delle persone e il futuro delle prossime generazioni. L’arte qui diventa uno strumento prezioso per avvicinare le persone alla natura e riscoprirne il valore più profondo”.
Franco Cernigliaro - Swarovski Optik Italia
“La Swarovski Optik Italia ha avuto il piacere di collaborare al progetto, con la propria attrezzatura, binocoli e cannocchiali, utilizzati dagli artisti naturalisti che hanno osservato e dipinto dal vero la biodiversità della laguna veneta, un ambiente unico da preservare. Durante la mostra presenteremo anche l’AX Visio, il primo binocolo con intelligenza artificiale capace di riconoscere le specie in tempo reale, offrendo al pubblico un’osservazione più consapevole, accessibile a tutti e coinvolgente”.
Alessandro Troisi - Ars et Natura
“Il progetto Ars et Natura nasce dall’iniziativa di un gruppo di pittori italiani che riscoprono la tradizione naturalistica, lavorando dal vivo a contatto con paesaggi, fauna e flora.
Attraverso opere realizzate en plein air e successivamente rielaborate in studio, il movimento unisce arte e osservazione scientifica con un forte messaggio di tutela ambientale, collaborando con istituzioni culturali e realtà impegnate nella conservazione della natura. Attraverso mostre nazionali e internazionali e progetti editoriali, il collettivo di artisti naturalisti porta avanti una visione che intreccia Natura e Cultura su scala globale”.
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