Hitler contro Picasso e gli altri | 13 - 14 marzo 2018 al cinema

Oltre 16 mila opere sequestrate nei musei tedeschi, ben 5 milioni quelle in tutta Europa, sequestrate dalle case di collezionisti ed ebrei per andare ad occupare quello che il Führer immaginava come il Louvre di Linz, mai realizzato.

Decine glli artisti contemporanei messi all'indice, loro malgrado protagonisti con le loro opere della mostra sulla cosiddetta “Arte Degenerata” (Entartete Kunst) - ovvero, in qualche modo contraria al regime nazista - portata in giro in una dozzina di città tra Austria e Germania e visitata da circa 3 milioni di persone.

"Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte"
è il docu-film diretto da Claudio Poli - prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital e distribuito nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema con i media partner Radio DEEJAY, Sky Arte HD, MYmovies.it e ARTE.it - per raccontare il drammatico saccheggio di arte antica e moderna perpetrato da Hitler in tutta Europa.

Da Parigi a New York, passando per l’Olanda e la Germania, il docu-film narra, attraverso la voce di Toni Servillo, un intenso viaggio tra testimonianze e storie, che prendono vita a partire dalle quattro grandi esposizioni dedicate recentemente alla vicenda dell’arte trafugata dal regime nazista, ma anche attraverso i protagonisti di quegli anni, tra restituzioni e preziosi materiali d’archivio.

Un appuntamento da non perdere con la storia e il potere a doppia faccia dell'arte di ogni tempo, in anteprima mondiale nei cinema italiani il 13 e il 14 marzo, e a seguire sugli schermi di 50 Paesi.

Vedi anche:
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Il Nazismo e l'arte. Negli archivi dell'Haus der Kunst per l'uscita di "Hitler contro Picasso e gli altri"
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La Grande Arte al cinema. Gli appuntamenti del 2018
 

FOTO


Arte e nazismo: una smisurata ossessione

Ernst Ludwig Kirchner, Due nudi sul letto, 1907-1908, Kunstmuseum Bern | Courtesy of Nexo Digital | Kirchner fu pesantemente colpito dalla censura nazista, che sequestrò dai musei centinaia delle sue opere, molte delle quali furono dapprima mostrate nell'esposizione diffamatoria dell’Arte Degenerata del 1937 e poi distrutte
Ernst Ludwig Kirchner, Due nudi sul letto, 1907-1908, Kunstmuseum Bern | Courtesy of Nexo Digital | Kirchner fu pesantemente colpito dalla censura nazista, che sequestrò dai musei centinaia delle sue opere, molte delle quali furono dapprima mostrate nell'esposizione diffamatoria dell’Arte Degenerata del 1937 e poi distrutte
   
 
  • Ernst Ludwig Kirchner, Ragazza Malinconica, 1922, Kunstmuseum Bern | La violenza persecutoria del regime nazista segnò inesorabilmente Kirchner, che si suicidò il 15 giugno 1938 a Davos
  • James Ensor, La Mort et les masques, 1897, Olio su tela, 100 x 78.5 cm, Liège, Musée d'Art contemporain de la Ville | cea +, via Flickr | La
  • Ernst Ludwig Kirchner, Due nudi sul letto, 1907-1908, Kunstmuseum Bern | Courtesy of Nexo Digital | Kirchner fu pesantemente colpito dalla censura nazista, che sequestrò dai musei centinaia delle sue opere, molte delle quali furono dapprima mostrate nell'esposizione diffamatoria dell’Arte Degenerata del 1937 e poi distrutte
  • Otto Dix, Leonie, 1923, Kunstmuseum Bern | Per continuare a lavorare molti artisti fuggono all’estero, alcuni si rifugiano in campagna, come Otto Dix, tra gli esponenti più noti della Nuova oggettività (in tedesco Neue Sachlichkeit)
  • Paul Klee, Greco e i barbari, 1920, Kunstmuseum Bern | Nel 1933 Paul Klee fu costretto dal regime nazista alle dimissioni dall'Accademia di Düsseldorf in cui insegnava dal 1931 dopo aver lasciato la Bauhaus di Gropius
  • Franz Marc, Due Gatti, blu e giallo, 1912, Olio su tela, 98 x 74 cm, Basilea, Kunstmuseum | L'opera fu esposta alla mostra Entartete Kunst  del 1937
  • Emil Nolde, Paradiso perduto, 1921, Olio su tela, 157 x 106.5 cm,  Seebüll, Nolde Stiftung Seebüll | Lo stesso Emil Nolde, membro del Partito nonché dichiaratamente xenofobo e antisemita, fu interdetto dall’esercizio dell’insegnamento e della pittura a causa della “militanza” espressionista. Gli fu proibito anche tenere in casa l’occorrente per dipingere per cui ripiegò sugli acquerelli
  • L'artista
  • Pablo Picasso fotografato da Ricard Canals i Llambí, Paris, 1904 | Nessuna opera di Picasso fu esposta a Monaco nel 1937 così come moltissime opere di artisti stranieri, come van Gogh o Braque, che dopo i rastrellamenti da parte della Gestapo vennero invece vendute all’estero
  • Tra gli artisti messi all'indice dal regime naziata anche Max Beckmann, Autoritratto frontale con frontone di casa nello sfondo, 1918 | Foto: Sailko (Own work), via Wikimedia Creative Commons
  • Vincent van Gogh, Ritratto del Dottor Paul Gachet, 1890, Olio su tela, 57 x 68 cm, Parigi, Musée d'Orsay | L'opera fece parte della mostra organizzata a New York da Paul Rosenberg nel 1942, dopo essere stata confiscata allo Staedl Museum di Francoforte da Goering nel 1938, venduta a un banchiere tedesco e successivamente rimessa in vendita, per raggiungere così l’America all’inizio degli anni ‘40
  • Édouard Manet, Nel Conservatorio, 1879, Olio su tela, 150 x 115 cm, Alte Nationalgalerie (Old National Gallery), Berlino | L'opera fu rinvenuta dai soldati americani in una miniera di potassio a Merkers, a Nord di Francoforte, tra i 400 dipinti sottratti dal regime nazista ad alcuni musei di Berlino anche L'avvoltoio carnivoro di Goya
  • Jan Vermeer, L'astronomo, 1668, Olio su tela, 45 x 51 cm, Musée du Louvre | Una delle tele più desiderate da Hitler, razziata alla famiglia Rothschild, fu rinvenuta dagli americani nel 1945, all’interno della miniera di sale di Altaussee, in Austria, insieme ad altri 6500 pezzi tra quadri, statue, mobili, armi, monete, tra cui la Madonna con Bambino di Michelangelo, rubata a Bruges, l'imponente polittico dell'Agnello mistico dei fratelli Van Eyck
  • Parmigianino, Antea, 1535-1537, Olio su tela, 135 x 88 cm, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte | L'opera fu ritrovata nella miniera di sale di Altaussee e apparteneva alla raccolta di Goering, insieme alla Danae di Tiziano alla Parabola dei ciechi di Bruegel il Vecchio, alla Flagellazione di Cristo di Caravaggio e alla Madonna di Raffaello
  • Tiziano Vecellio, Danae, 1545-1546, Olio su tela, 172 x 120 cm, Museo nazionale di Capodimonte, Napoli | Con le altre opere appartenenti all'indebita raccolta, oggi tutte al Museo di Capodimonte, la Danae era stata messa in sicurezza nell'Abbazia di Montecassino, poi trafugata dalle truppe tedesche della divisione Goering e portata a Berlino per essere recapitata al maresciallo del Reich il giorno del suo 51° compleanno
   

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