Dal 24 gennaio a Palazzo Martinengo
L’Italia del Liberty va in scena a Brescia
Vittorio Matteo Corcos, Ritratto di Lia Goldman, 1910 ca. Collezione Privata
Francesca Grego
13/01/2026
Brescia - Il fascino raffinato del Liberty torna sotto i riflettori a Brescia, nella grande mostra della stagione a Palazzo Martinengo: dal 24 gennaio al 14 giugno oltre 100 opere racconteranno un fenomeno trasversale e internazionale che attraversò l’Europa nei primi 15 anni del Novecento, prendendo un nome diverso in ogni paese - Art Nouveau in Francia, Jugendstil in Germania e in Austria, Modern Style in Inghilterra, Liberty in Italia - e contaminando con sinuose linee curve ispirate al mondo della natura tutte le arti, dalla pittura all’architettura, dalla scultura alla grafica, alla moda, alle arti applicate, fino alla fotografia e al cinema.
A Palazzo Martinengo Liberty. L’arte dell’Italia moderna focalizzerà l’attenzione sul panorama creativo del Bel Paese, restituendo l’atmosfera di un’epoca attraverso i capolavori dei suoi più importanti protagonisti. Tra prestiti da importanti musei e collezioni private, non mancheranno opere inedite e gemme poco note al grande pubblico. Rispecchiando lo spirito multidisciplinare proprio del Liberty, in otto sezioni la mostra si muoverà attraverso i diversi linguaggi dell’arte, presentando dipinti e sculture, ma anche coloratissime affiches, ceramiche, foto d’epoca ed eleganti abiti femminili. Un intero capitolo sarà dedicato al cinema, all’epoca agli albori, con un focus sul nuovo fenomeno del divismo.
Dopo il successo della mostra sulla Belle Époque che lo scorso anno ha attratto oltre 75 mila visitatori, Palazzo Martinengo prosegue così il suo cammino nel tempo affacciandosi nel denso panorama artistico del Novecento. A rappresentare lo stile nuovo o floreale che fece impazzire gli italiani all’alba del Moderno saranno i dipinti di Vittorio Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, le sculture di Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti, i manifesti di Leonardo Dudovich e Leopoldo Metlicovitz, le ceramiche di Galileo Chini, testimoni di un’epoca di profondi cambiamenti nell’arte come nella società.
A Palazzo Martinengo Liberty. L’arte dell’Italia moderna focalizzerà l’attenzione sul panorama creativo del Bel Paese, restituendo l’atmosfera di un’epoca attraverso i capolavori dei suoi più importanti protagonisti. Tra prestiti da importanti musei e collezioni private, non mancheranno opere inedite e gemme poco note al grande pubblico. Rispecchiando lo spirito multidisciplinare proprio del Liberty, in otto sezioni la mostra si muoverà attraverso i diversi linguaggi dell’arte, presentando dipinti e sculture, ma anche coloratissime affiches, ceramiche, foto d’epoca ed eleganti abiti femminili. Un intero capitolo sarà dedicato al cinema, all’epoca agli albori, con un focus sul nuovo fenomeno del divismo.
Dopo il successo della mostra sulla Belle Époque che lo scorso anno ha attratto oltre 75 mila visitatori, Palazzo Martinengo prosegue così il suo cammino nel tempo affacciandosi nel denso panorama artistico del Novecento. A rappresentare lo stile nuovo o floreale che fece impazzire gli italiani all’alba del Moderno saranno i dipinti di Vittorio Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, le sculture di Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti, i manifesti di Leonardo Dudovich e Leopoldo Metlicovitz, le ceramiche di Galileo Chini, testimoni di un’epoca di profondi cambiamenti nell’arte come nella società.
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