A Firenze un nutrito calendario di mostre

Dai bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi al Rinascimento giapponese: il ricco autunno degli Uffizi

Luca Giordano, Sant’Andrea Corsini presentato dalla Vergine è accolto nella gloria celeste dalla Santissima Trinità, 1682. Bozzetto per la scena principale della cupola affrescata della cappella Corsini nella chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze. Olio su tela, 96 x 130 cm. Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture
 

Samantha De Martin

04/09/2017

Firenze - Si apre con una mostra che celebra il legame tra gli Uffizi e il territorio, il lungo autunno che porterà a Firenze i bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi, ma anche i capolavori del rinascimento giapponese, il ritratto di Lutero del pittore tedesco Lucas Cranach e le raffinate collezioni di Leopoldo de' Medici.

I bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi in mostra dal 5 settembre al 15 ottobre

Allestita nella Sala del Camino, questa esposizione è un'occasione per presentare al pubblico due delle più importanti acquisizioni effettuate dalle Galleria degli Uffizi nell'ultimo biennio. Si tratta di due bozzetti, rispettivamente di Luca Giordano e Taddeo Mazzi, preparatori di ben più ampie decorazioni ad affresco o su tela che arricchiscono alcuni complessi monastici di Firenze e del contado.
Entrambi i bozzetti - quello di Luca Giordano legato agli affreschi della cappella Corsini nella basilica fiorentina di Santa Maria del Carmine, e l'altro, di Taddeo Mazzi, connesso a una pala realizzata per la cappella dell’Antella presso il santuario di Monte Senario - sono espressione del forte legame tra l'illustre museo di Firenze e il territorio.
Osservando le due piccole tele - che sono soprattutto un invito a visitare luoghi di grande fascino, ma meno noti al grande pubblico - riaffiorano infatti alla mente i grandi cicli decorativi che caratterizzano il tessuto storico e artistico della città.

«La prima di due mostre che aprono questo settembre e mettono sotto i riflettori i nuovi acquisti delle Gallerie degli Uffizi è dedicata a due “macchie”, “pensieri”, o “modelli”, uno del tardo Seicento, l’altro del primo Settecento, ovvero il periodo più caratteristico per la fortuna collezionistica di quel genere - spiega Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi -. Essendo parte del processo creativo all’interno della bottega dell’artista, il bozzetto si collega in maniera strettissima ad opere presenti in città e nei dintorni, che tuttavia non si possono spostare o non si devono traslocare».

In occasione della mostra i due dipinti si accompagneranno agli autoritratti dell'artista napoletano e di Taddeo Mazzi e a due ulteriori bozzetti storicamente in rapporto con le nuove acquisizioni. Il primo, un'imponente opera ad affresco di Luca Giordano, proveniente dalla Galleria Corsini, è sempre riferibile alla volta affrescata della grande cupola della cappella del Carmine con la scena della Dedicazione della Cappella. L'altro è invece uno studio per l’affresco della volta della navata della chiesa di Monte Senario, di proprietà degli Uffizi, dipinto nel 1718 da Anton Domenico Gabbiani.

Fino al 5 novembre a Palazzo Pitti l'Omaggio al Granduca

Grazie a una serie di circostanze, nelle collezioni medicee confluì una straordinaria raccolta di piatti istoriati d’argento, eseguiti su disegno dei più significativi artisti romani del tempo. La mostra Omaggio al Granduca: i piatti d’argento per la festa di San Giovanni mette in luce un episodio poco noto dell’oreficeria italiana tra Seicento e Settecento, che trae la sua origine dalla ricorrenza di San Giovanni Battista, solennemente festeggiata a Firenze il 24 giugno.
Il cardinale Lazzaro Pallavicini, riconoscente per i molti favori ricevuti da Cosimo III, aveva disposto che il suo erede donasse al granduca e ai suoi successori un argento lavorato dal valore di trecento scudi. Dal 1680, per ben cinquantotto anni, Cosimo III e il suo successore ricevettero, pertanto, altrettanti pregiati bacili d’argento con storie relative ai fasti dinastici della casata fiorentina.

Di questa collezione, andata perduta con l'estinguersi della dinastia medicea, si sarebbe persa memoria se la fabbrica Ginori di Doccia non avesse realizzato tra il 1746 e il 1748 calchi in gesso tratti dagli originali in argento, nell’intento di tradurli in porcellana. La mostra a palazzo Pitti, accanto ai calchi settecenteschi, presenta molti disegni preparatori di artisti romani - fra i quali Carlo Maratta e Ciro Ferri - distribuiti fra vari musei e collezioni italiane ed estere, ma anche lavori in porcellana e riproduzioni in argento di recente realizzazione.

La scultura iconica di Helidon Xhixha al Giardino di Boboli

La Limonaia del Giardino di Boboli ospita fino al 29 ottobre un gruppo di elementi monumentali in acciaio inossidabile che traggono spunto dalla Cava dei Cristalli in Messico. Protagonista indiscusso è l'artista albanese Helidon Xhixha, che presenta gli esiti del suo studio sull’idea di ordine e caos, tramite la tecnica della scultura iconica.

Il Giardino farà anche da cornice alle opere ispirate alle forme geometriche che si trovano in natura, che, con le loro superficie riflettenti, inneggiano a una sorta di dialogo diretto con l’ambiente proponendo nuove prospettive su un intreccio caro ai Medici tra Cinquecento e Seicento.

Il ritratto di Federico e Maria Anna di Lorena di Anton Raphael Mengs a Palazzo Pitti

Il recente acquisto di un importante dipinto dell'artista Anton Raphael Mengs da parte delle Gallerie degli Uffizi sarà al centro della mostra che presenterà al pubblico il ritratto di Federico e Maria Anna di Lorena.
Dal 18 settembre al 7 gennaio la tela che ritrare i due figli di Pietro Leopoldo di Lorena, immortalati in un interno di Palazzo Pitti durante il soggiorno fiorentino dell'artista, sarà al centro di un interessante percorso.
Attraverso un efficace confronto verranno esaminati anche una versione del ritratto dei giovani figli di Pietro Leopoldo, realizzata sempre da Mengs, nella stessa occasione, per il nonno materno Carlo III, re di Spagna - raffigurante i principini in abito di corte spagnolo - e un ritratto del loro fratello Francesco, futuro imperatore d’Austria, del pittore tedesco Johann Zoffany.

Il Rinascimento giapponese: la natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo

Le Gallerie degli Uffizi celebrano il 150esimo anniversario dell'Amicizia tra Italia e Giappone con una mostra che porterà, nell'Aula Magliabechiana, una selezione di circa quaranta grandi pitture di paesaggio e natura nel classico formato del paravento scorrevole. L'iniziativa, in calendario dal 26 settembre al 7 gennaio, illustrerà al pubblico il periodo d’oro della produzione artistica giapponese concentrata tra l’epoca Muromachi e l’inizio dell’epoca Edo, tra XV e XVII secolo. La pittura monocroma ed evocativa, con le sue linee essenziali e veloci, vicina alla tradizione cinese e legata alla filosofia zen verrà accostata alla pittura autoctona, con fondi oro e campiture di colore piatte, più esplicita, adatta a decorare le grandi residenze aristocratiche e i castelli.

Lucas Cranach, i ritratti di Lutero dalla collezione medicea

Dal 30 ottobre al 7 gennaio, nel cinquecentenario dell'affissione sul portale della Schloßkirche di Wittenberg delle 95 tesi di Lutero, la Sala del Camino degli Uffizi espone il ritratto di Lutero di Lucas Cranach, pittore di corte dell’elettore di Sassonia Federico il Savio. Cranach si legò molto al monaco agostiniano fino a diventare uno dei protagonisti della definizione della nuova iconografia protestante dell’arte.

Ejzenštejn: la rivoluzione delle immagini

La grande rivoluzione russa passa anche dagli Uffizi. In occasione del centenario della grande rivolta socialista, dal 7 novembre al 7 gennaio, Firenze ripercorre la rivoluzione narrativa del montaggio cinematografico sviluppato dal regista e sceneggiatore Sergej Ejzenštejn, i cui disegni mostrano una particolare sensibilità per l’arte del rinascimento italiano.

Le collezioni di Leopoldo de' Medici 

Per ricordare i 400 anni dalla nascita di Leopoldo de’ Medici, figura di spicco nel panorama del collezionismo europeo per la vastità degli interessi e la varietà delle opere raccolte, Palazzo Pitti dedica un omaggio all'illustre erudito, divenuto cardinale all'età di 50 anni. Monete, sculture, dipinti, medaglie e cammei e rarità naturali illustreranno, dal 7 novembre al 28 gennaio, la natura poliedrica delle scelte collezionistiche del cardinale, mettendo in luce il ricco apporto fornito ai tesori d’arte della famiglia.

L'Adorazione dei Magi di Leonardo in mostra dopo sei anni di restauro

Dopo sei anni dedicati al restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure con il sostegno economico degli Amici degli Uffizi, L’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, la più grande tavola vinciana mai pervenutaci, torna agli Uffizi dove si potrà ammirare fino al 24 settembre accanto alla versione eseguita da Filippino Lippi nel 1496. La tavola, commissionata nel 1481 a Leonardo dai monaci agostiniani per la chiesa di San Donato a Scopeto, ma interrotta in seguito alla partenza del maestro per Milano, nel 1482, rimase per qualche tempo nelle case della famiglia fiorentina dei Benci, per poi entrare nelle collezioni dei Medici.

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