La grande statua di Arianna Addormentata torna agli Uffizi con un ingresso spettacolare
Arianna addormentata, copia romana di originale greco del IIsecolo a.C., Uffizi
28/11/2012
Firenze - Mancava da quasi 220 anni dalla Galleria degli Uffizi, la splendida Arianna Addormentata (o Arianna dormiente), copia romana del III secolo a.C. di una scultura ellenistica. Dopo aver a lungo peregrinato, è stata appena accolta nella Sala 35 del museo fiorentino, detta di Michelangelo, perché conserva al suo interno il famoso Tondo Doni. Tra le sue sedi storiche, solo per citarne due: i giardini del Quirinale, dove si trovava sicuramente nel 1572, e poi fino al 1787 nella Villa Medici al Pincio dove la ritrae Velasquez e dove la ammirano i viaggiatori del Grand Tour. E di sede in sede si arriva ai giorni nostri...
I visitatori potranno vederla a partire dal prossimo 17 dicembre ma in realtà la statua ha già fatto il suo spettacolare ingresso agli Uffizi, sollevata a circa 25 metri di altezza e poggiata dolcemente su una terrazza da una gru con braccio telescopico, nonostante il suo peso considerevole: quasi due tonnellate. Per l'operazione sono state necessarie oltre due ore e una imbracatura metallica. Il tutto si è svolto alla presenza del direttore degli Uffizi, Antonio Natali e della soprintendente Cristina Acidini, che hanno spiegato il senso del nuovo allestimento della Sala 35, senso che sta nel mettere a diretto confronto opere opere d'arte antica e moderna. Il marmo ellenistico, erroneamente identificato in passato come Cleopatra morente, infatti sarà esposto insieme a opere di Bugiardini, Albertinelli, Fra’ Bartolomeo, Granacci, Andrea Del Sarto, Franciabigio e Berruguete, oltre al dipinto michelangiolesco.
Nicoletta Speltra
I visitatori potranno vederla a partire dal prossimo 17 dicembre ma in realtà la statua ha già fatto il suo spettacolare ingresso agli Uffizi, sollevata a circa 25 metri di altezza e poggiata dolcemente su una terrazza da una gru con braccio telescopico, nonostante il suo peso considerevole: quasi due tonnellate. Per l'operazione sono state necessarie oltre due ore e una imbracatura metallica. Il tutto si è svolto alla presenza del direttore degli Uffizi, Antonio Natali e della soprintendente Cristina Acidini, che hanno spiegato il senso del nuovo allestimento della Sala 35, senso che sta nel mettere a diretto confronto opere opere d'arte antica e moderna. Il marmo ellenistico, erroneamente identificato in passato come Cleopatra morente, infatti sarà esposto insieme a opere di Bugiardini, Albertinelli, Fra’ Bartolomeo, Granacci, Andrea Del Sarto, Franciabigio e Berruguete, oltre al dipinto michelangiolesco.
Nicoletta Speltra
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