A Genova, dal 10 febbraio al 4 giugno
Sinibaldo Scorza: la favola della natura
Collezione privata, Genova. Paolo Airenti Fotografia, Genova |
Sinibaldo Scorza, Orfeo incanta gli animali. Olio su tela
Francesca Grego
10/02/2017
Genova - Con Sinibaldo Scorza (1589-1631). Favole e natura all’alba del Barocco, va in scena da oggi al Palazzo della Meridiana l’incanto del caposcuola della pittura genovese del Seicento, noto fra i contemporanei come raffinato miniaturista, incisore, instancabile disegnatore.
Trenta dipinti, una ventina di disegni e miniature, nonché un manoscritto decorato e un’incisione, ci introducono nel mondo di un autore singolare che incontrò il favore di grandi collezionisti come Caterina di Svezia, Giovan Carlo Doria e Carlo Emanuele I di Savoia.
Un mondo dove la passione per flora e fauna, restituite in dettagli che ricordano Albrecht Dürer e Jan Brügel, si fonde con la straordinaria abilità narrativa di Scorza, per dare origine a vere e proprie fiabe nella natura. Miti greci, episodi del Nuovo e dell’Antico Testamento, scorci paesaggistici della campagna ligure o inusuali ritratti di famiglie di animali sono il pretesto per preziose composizioni. Fra i supporti preferiti dal pittore, tavolette e tondini di legno, piccole tele e perfino rami, come nelle Fiandre.
Il percorso espositivo, arricchito da una trentina di lavori di artisti genovesi e fiamminghi utili a delinearne il contesto, si sviluppa lungo cinque sezioni tematiche, fra le quali spiccano la sala centrale dedicata ai miti di Orfeo e di Circe, la poesia dei paesaggi innevati dell’ultimo ambiente e, nella seconda sala, una folla di quadrupedi e volatili cui stupisce che manchi la parola.
Prestiti di importanti istituzioni nazionali e storiche collezioni genovesi hanno consentito di ricomporre come un puzzle il ritratto di un artista ancora poco noto al grande pubblico, che da sempre ha incontrato di collezionisti ed esperti – opere di Scorza sono gelosamente conservate dal Texas alla Scozia.
Trenta dipinti, una ventina di disegni e miniature, nonché un manoscritto decorato e un’incisione, ci introducono nel mondo di un autore singolare che incontrò il favore di grandi collezionisti come Caterina di Svezia, Giovan Carlo Doria e Carlo Emanuele I di Savoia.
Un mondo dove la passione per flora e fauna, restituite in dettagli che ricordano Albrecht Dürer e Jan Brügel, si fonde con la straordinaria abilità narrativa di Scorza, per dare origine a vere e proprie fiabe nella natura. Miti greci, episodi del Nuovo e dell’Antico Testamento, scorci paesaggistici della campagna ligure o inusuali ritratti di famiglie di animali sono il pretesto per preziose composizioni. Fra i supporti preferiti dal pittore, tavolette e tondini di legno, piccole tele e perfino rami, come nelle Fiandre.
Il percorso espositivo, arricchito da una trentina di lavori di artisti genovesi e fiamminghi utili a delinearne il contesto, si sviluppa lungo cinque sezioni tematiche, fra le quali spiccano la sala centrale dedicata ai miti di Orfeo e di Circe, la poesia dei paesaggi innevati dell’ultimo ambiente e, nella seconda sala, una folla di quadrupedi e volatili cui stupisce che manchi la parola.
Prestiti di importanti istituzioni nazionali e storiche collezioni genovesi hanno consentito di ricomporre come un puzzle il ritratto di un artista ancora poco noto al grande pubblico, che da sempre ha incontrato di collezionisti ed esperti – opere di Scorza sono gelosamente conservate dal Texas alla Scozia.
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