La Russia a Roma, con Malevic
quadro Kazimir Malevic
26/04/2005
L’opera del geniale Kazimir Malevic, grande esponente dell’avanguardia russa del primo Novecento, irrompe con tutta la sua inquietudine e carica profetica nella sale del Museo del Corso di Roma, in una mostra da poco inaugurata, aperta fino al 17 luglio 2005.
L’evento, organizzato in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, è tra i più significativi di questa stagione, anche grazie al contributo di un comitato scientifico internazionale, costituito dai maggiori studiosi e filosofi dell’arte dell’avanguardia russa, tra cui Joyn Bowlt, Jean Claude Marcadé, Nicoletta Misler, che hanno analizzato la produzione dell’artista con l’intento di darne finalmente una lettura definitiva.
Il personaggio Malevic fu quasi mitizzato dalle avanguardie europee del ‘900, al punto che i suoi adepti si facevano cucire sulla manica il celebre Quadrato nero (presente in mostra), definito icona del XX secolo. La sua opera, tuttavia, rimase poco nota al grande pubblico fino alla fine degli anni ‘50.
Veniva però riconosciuto all’artista il ruolo di geniale fondatore del Suprematismo, movimento artistico di avanguardia, da lui creato nel 1914. Malevic scriveva del proprio movimento: “Tutta la pittura esistita fino a oggi, prima del suprematismo, la scultura, la letteratura e la musica sono state schiave delle forme della natura; esse attendono la propria liberazione e la possibilità di parlare la propria lingua”. Del pittore russo erano anche note le rivoluzionarie teorie sulla pittura, contenute nel libro Suprematismo: il mondo della non-oggettività, pubblicato dal Bauhaus, celebre scuola di architettura e arte applicata di Weimar.
Furono comunque gli anni ‘50 a segnare il vertice della notorietà popolare del maestro con l’allestimento della storica esposizione dello Stedelijk Museum di Amsterdam, che aveva acquistato i capolavori di Malevic che erano rimasti nascosti sin dai tempi dell’importante esposizione a Berlino, del 1927.
La mostra olandese toccò anche Roma nel ‘59: l’attuale esposizione del Museo del Corso intende completare idealmente quell’evento, esponendo anche una ricca selezione delle opere russe del maestro, rimaste nell’ombra fino agli inizi degli anni ‘90, quando furono riscoperte dopo il disgelo con i Paesi sovietici. Tali capolavori vennero conferiti al Museo di Stato Russo di San Pietroburgo (secondo museo di Russia), da cui proviene l’attuale selezione (curata dalla direttrice del Museo, Eugenia Petrova) in mostra a Roma.
Kazimir Malevic “Oltre la Figurazione oltre l’Astrazione”
23 aprile 17 luglio 2005,
Roma, Museo del Corso, Via del Corso, 320.
Orario: tutti i giorni 10.00 - 20.00 (lunedì chiuso).
Biglietto intero: euro 7,50; ridotto: euro 5,00.
Informazioni: Tel. 06 6786209.
L’evento, organizzato in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, è tra i più significativi di questa stagione, anche grazie al contributo di un comitato scientifico internazionale, costituito dai maggiori studiosi e filosofi dell’arte dell’avanguardia russa, tra cui Joyn Bowlt, Jean Claude Marcadé, Nicoletta Misler, che hanno analizzato la produzione dell’artista con l’intento di darne finalmente una lettura definitiva.
Il personaggio Malevic fu quasi mitizzato dalle avanguardie europee del ‘900, al punto che i suoi adepti si facevano cucire sulla manica il celebre Quadrato nero (presente in mostra), definito icona del XX secolo. La sua opera, tuttavia, rimase poco nota al grande pubblico fino alla fine degli anni ‘50.
Veniva però riconosciuto all’artista il ruolo di geniale fondatore del Suprematismo, movimento artistico di avanguardia, da lui creato nel 1914. Malevic scriveva del proprio movimento: “Tutta la pittura esistita fino a oggi, prima del suprematismo, la scultura, la letteratura e la musica sono state schiave delle forme della natura; esse attendono la propria liberazione e la possibilità di parlare la propria lingua”. Del pittore russo erano anche note le rivoluzionarie teorie sulla pittura, contenute nel libro Suprematismo: il mondo della non-oggettività, pubblicato dal Bauhaus, celebre scuola di architettura e arte applicata di Weimar.
Furono comunque gli anni ‘50 a segnare il vertice della notorietà popolare del maestro con l’allestimento della storica esposizione dello Stedelijk Museum di Amsterdam, che aveva acquistato i capolavori di Malevic che erano rimasti nascosti sin dai tempi dell’importante esposizione a Berlino, del 1927.
La mostra olandese toccò anche Roma nel ‘59: l’attuale esposizione del Museo del Corso intende completare idealmente quell’evento, esponendo anche una ricca selezione delle opere russe del maestro, rimaste nell’ombra fino agli inizi degli anni ‘90, quando furono riscoperte dopo il disgelo con i Paesi sovietici. Tali capolavori vennero conferiti al Museo di Stato Russo di San Pietroburgo (secondo museo di Russia), da cui proviene l’attuale selezione (curata dalla direttrice del Museo, Eugenia Petrova) in mostra a Roma.
Kazimir Malevic “Oltre la Figurazione oltre l’Astrazione”
23 aprile 17 luglio 2005,
Roma, Museo del Corso, Via del Corso, 320.
Orario: tutti i giorni 10.00 - 20.00 (lunedì chiuso).
Biglietto intero: euro 7,50; ridotto: euro 5,00.
Informazioni: Tel. 06 6786209.
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