A Madrid dal 26 maggio
Alla maniera italiana. Il Prado racconta la nascita del Gotico mediterraneo
Jaume Serra, La Vergine di Tobed con i donatori Enrico II di Castiglia, sua moglie Giovanna Manuele e i figli Giovanni e Giovanna, 1359-1362. Tempera su tavola. Museo Naciònal del Prado
Francesca Grego
21/01/2026
Mondo - Senza l'influenza italiana è difficile comprendere il panorama artistico della Spagna nel tardo Medioevo. L'arrivo di artisti dalla Penisola e l'importazione di opere diedero vita a innovazioni estetiche, tecniche e iconografiche che lasciarono un segno profondo nella cultura visiva dei regni iberici. Lo racconterà la grande mostra in programma a Madrid per la prossima primavera, riunendo al Museo Naciònal del Prado capolavori di maestri trecenteschi come Ambrogio Lorenzetti, Gherardo Starnina, Lupo di Francesco, Barnaba da Modena, Andrea di Petruccio e Geri Lapi in prestito da oltre cinquanta prestigiose collezioni. A confronto con queste, i visitatori troveranno i lavori di artisti iberici come Ferrer e Arnau Bassa, i fratelli Serra, Pedro de Córdoba e Miquel Alcañiz, che interpretarono i modelli provenienti dal Bel Paese con approcci eclettici e risultati originali.
Dal 26 maggio al 20 settembre, a traghettare il pubblico indietro nel tempo fino al XIV secolo saranno oltre cento creazioni: dipinti e sculture, ma anche disegni, rari manoscritti miniati, preziosi pezzi di oreficeria e tessuti riccamente ricamati. Sullo sfondo, le relazioni sempre più strette dei regni iberici - e dell’Aragona in particolare - con la penisola italiana, tra commerci, alleanze dinastiche e conflitti che preludono alla conquista aragonese del Meridione. In un mondo dai confini permeabili, le due sponde del Mediterraneo occidentale divengono il teatro di viaggi sempre più frequenti, grazie ai quali le creazioni degli artisti e il gusto degli spettatori sono investiti da una contaminazione che autorizza a parlare di identità mediterranee. In Spagna la raffinatezza tecnica e materica dell’arte italiana, unita alla capacità di generare nuove proposte formali e tematiche, affascina gli osservatori più raffinati dell'epoca, costantemente alla ricerca di soluzioni innovative ed esotiche.
Presentando al grande pubblico una fase affascinante della storia dell’arte, Alla Maniera italiana. La Spagna e il Gotico mediterraneo 1320-1420 illustrerà gli scambi derivanti dalle rotte commerciali e dai rapporti diplomatici, per poi far luce sui dialoghi tra la nuova cultura gotica e il mondo islamico, in questo periodo rappresentato nella penisola iberica dall’Emirato di Granada.
Dal 26 maggio al 20 settembre, a traghettare il pubblico indietro nel tempo fino al XIV secolo saranno oltre cento creazioni: dipinti e sculture, ma anche disegni, rari manoscritti miniati, preziosi pezzi di oreficeria e tessuti riccamente ricamati. Sullo sfondo, le relazioni sempre più strette dei regni iberici - e dell’Aragona in particolare - con la penisola italiana, tra commerci, alleanze dinastiche e conflitti che preludono alla conquista aragonese del Meridione. In un mondo dai confini permeabili, le due sponde del Mediterraneo occidentale divengono il teatro di viaggi sempre più frequenti, grazie ai quali le creazioni degli artisti e il gusto degli spettatori sono investiti da una contaminazione che autorizza a parlare di identità mediterranee. In Spagna la raffinatezza tecnica e materica dell’arte italiana, unita alla capacità di generare nuove proposte formali e tematiche, affascina gli osservatori più raffinati dell'epoca, costantemente alla ricerca di soluzioni innovative ed esotiche.
Presentando al grande pubblico una fase affascinante della storia dell’arte, Alla Maniera italiana. La Spagna e il Gotico mediterraneo 1320-1420 illustrerà gli scambi derivanti dalle rotte commerciali e dai rapporti diplomatici, per poi far luce sui dialoghi tra la nuova cultura gotica e il mondo islamico, in questo periodo rappresentato nella penisola iberica dall’Emirato di Granada.
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